Il punto del Direttore

 

 

 

Un valente giornalista, un amico carissimo, nel suo editoriale ha titolato: “La tempesta perfetta: tutta colpa della Sostenibilità” per la rivista HITECH.
Sono state esaminate le cause che generano una difficoltà di reperimento della carta/cartone e ha ipotizzato che la sostenibilità fosse la causa, in quanto la plastica viene tolta dagli impacchettamenti e sostituita dalla carta/cartone con un pesante costo per le categorie sociali più fragili.
Dice: “tolgono la plastica, la sostituiscono con la carta, così aumenta la domanda, la carta/cartone viene a mancare, ed i prezzi si alzano e la povera gente soffre. E’ colpa della sostenibilità.”

Ciò premesso, uno sguardo un po’ realistico deve andare al di là di queste conclusioni.

Innanzi tutto la crisi della cellulosa – lo comunica Assocarta – è dovuta all’aumento dei prezzi dell’energia accompagnata a quella delle materie prime, senza scordare che la riconversione della produzione verso carte per imballaggi potrebbe giungere alle conclusioni dell’editorialista.
Assocarta giudica la trasformazione portata dallo Sviluppo Sostenibile un fatto estremamente positivo e il tema della sostenibilità vi è entrato dalla porta principale: viene ricordato il webinar del 17 Settembre 2021 dal titolo: “Il contributo della carta per un futuro sostenibile”.
Il caro carta non viene dalla Sostenibilità malamente intesa e nemmeno dal venir meno della plastica – anzi questa trasformazione è valutata molto positivamente dalle cartiere che hanno trovato nuove fonti di business – ma giunge dal generale aumento delle materie prime (c’è anche la cellulosa che non si trova!) e dell’energia.

Il riciclo della carta e la trasformazione di altri prodotti in carta sono enormemente meno dispendiosi dal riciclo della plastica.
La plastica è ancora utile. Ma il suo contenimento deve fare i conti con la realtà, con esigenza di prodotti durevoli e con la capacità di smaltimento in impianti diffusi nel territorio.
Il degrado ambientale che ha prodotto la plastica in terra ed in mare ha raggiunto livelli di pericolosità proprio per la sua indistruttibilità e per la mancanza educativa delle persone.
La difesa dell’ambiente è un compito collettivo.
Certamente non c’è da difendersi dalle azioni tese a migliorare la vita del pianeta e soprattutto il degrado che ha comportato la crisi climatica che paghiamo profumatamente.

Il Boomerang che lascia senza protezione è l’incuria sociale e l’assenza di una mentalità civile, che stenta a recepire gli ESG che vengono proposti da anni dalle Nazioni Unite che invitano a salvare il pianeta invece di deturparlo.
La tempesta perfetta è la coesione tra ignoranza sociale e menefreghismo nelle relazioni e la furbizia nel fare affari a spese della collettività.

Su un punto si deve convenire con HITECH quando – senza scriverlo ma facendolo intuire come messaggio – fa pensare che la sostenibilità sia una Moda.
La si tratta come una artificiosità di cui si può fare a meno, perché è un imbellettamento superficiale, che non tocca il vero interesse delle persone, e non produce frutti positivi.
Greenwashing si chiama!
Un maquillage per confondere e fare riforme molto superficiali.

La realtà è ben diversa!
I primi a guadagnare da un impegno nello Sviluppo Sostenibile sono i cittadini, sono gli agglomerati sociali, sono i prodotti che vengono messi sul mercato. Infine è il lavoro stesso di molte persone impegnate in azienda a guadagnarci.

Noi di CSRoggi cerchiamo di documentare la positività della transizione sostenibile e lo facciamo raccontando esperienze attuali in azione.
Sono decisamente importanti le testimonianze che giungono dalle PMI e dalle grandi imprese.
I cambiamenti nello sviluppo sociale indotti da politiche improntate alla Sostenibilità sono da segnalare per l’attenzione rivolta alla gente.
La stessa città sta cambiando attraverso una riconversione degli immobili.
I prodotti alimentari, dal pesce alle carni, dagli insaccati alle uova, mostrano elementi di trasformazione in chiave sostenibile.

La stessa digitalizzazione riesce ad aiutare chi lavora in termini di sicurezza e di competenza.
La mobilità, pur con grandi difficoltà, è consapevole del cambiamento in atto e i cambiamenti nel tempo saranno coraggiosi e speriamo a buon prezzo!

Con quello che accade oggi non è solo la carta che arriverà a mancare e la sostenibilità dovrà fare la sua fatica per essere all’altezza dei progetti di sviluppo sottesi al PNRR: qui restiamo fermi e pieni di attesa e senza poter immaginare nulla, né in termini di idee, né di proposte, e soprattutto di capacità di realizzazione.

Bruno Calchera
Direttore Responsabile

 

 


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