Ho letto con molto interesse il libro di Niccolò BRANCA “Economia della Consapevolezza. Coscienza, interdipendenza, sostenibilità”, di Niccolò Branca, Presidente e amministratore delegato della holding del Gruppo Branca International dal 1999. (Ed. Marcos y Marcos, del 12 Novembre 2019).
Dice la presentazione: “la (Sua, n.d.r.) costante pratica meditativa, adottata sin dai primi anni Novanta, lo porta a integrare la leadership con la dimensione umanistica e spirituale. Nel tempo ha ottenuto numerosi riconoscimenti imprenditoriali”.
Perché un libro sulla consapevolezza diventa interessante?
Branca lo dice subito: la consapevolezza esiste in tutti noi, ed è la stessa quando lavoriamo, quando ceniamo al ristorante con gli amici, quando guidiamo sulle autostrade, quando dipingiamo, ecc..
Ma perché così tanto disagio e malessere? Dovremmo guardare con grande gioia e apertura mentale alla nostra quotidianità, perché in ogni suo aspetto, rappresenta per noi una grande occasione di apprendimento evolutivo.
Una positività irriducibile! Da cosa è determinata? Cosa rende positiva ogni circostanza, anche quella più dolorosa? Perché la rabbia non ha senso anche se è la forma più quotidiana di relazione quando si pongono le diversità? Cosa c’entra la consapevolezza con la Sostenibilità e con il processo economico?
La realtà che si impone. Anzi è la stessa realtà che in più occasioni reclama cambiamenti, innovazioni, e suggerisce soluzioni che appaiono semplici all’inizio e che si rivelano complicate alla prova dei fatti.
Il realismo è dato dalla consapevolezza, i dati con cui facciamo i conti sono positivi, negativi o ci lasciano indifferenti. Pensiamo al tratto della indifferenza che mi pare il meno compreso oggi.
Nel dialogo tra sordi l’indifferenza la fa da padrone e l’istintività gioca la sua miglior partita.
Il risultato è l’inconcludenza.
La consapevolezza, è quell’ancora buona in cui le cose diventano più chiare: si chiarisce la circostanza, il progetto, il percorso, e viene introdotta la domanda! Come? Cosa? Dove? Chi? Perche?
Il processo di trasformazione e di sviluppo sostenibile non può non avere un ideale che dà forma.
Il cammino della Sostenibilità non è a tentoni. Essa ha la necessità di consapevolezza e di grandi ragioni per procedere anche dentro gli intoppi.
Pensiamo ai secoli cosiddetti bui del Medioevo e a quel popolo di straccioni incolti. Sono nate le cattedrali fatte da povera gente. In comune avevano la consapevolezza della ragione e della fede, per cui valeva la pena lavorare, fare la città, badare ai bisogni ed anche sacrificarsi per edificare edifici di culto bellissimi. La sostenibilità è come un grande suggerimento alla consapevolezza della ragione buona del vivere. Essa non offre un Salvatore come il Natale, ma tende ad esso umanizzando la vita e migliorando il senso di comune di appartenenza. Se vogliamo migliorare la nostra esistenza siamo costretti a guardare con positività al futuro. Gli stessi errori appaiono essere strumenti indispensabili per un passo in più. Correzioni indispensabili!
Branca ha scritto un’opera spirituale e la bibliografia consigliata (a fine libro, una lunga lista) ne è la prova. Questo richiamo alla Consapevolezza ci porta a guardare verso il mistero presente, che per milioni di cristiani è diventato uno di noi. E’ il senso del Natale!
Un caro saluto e un grande augurio di Buon Natale e Felice Anno Nuovo.
Bruno Calchera
Direttore Responsabile