Il punto di Bruno Calchera

 

 

 

Ci sono state le elezioni europee, quelle amministrative, le Definizioni di Governo dell’Europa. Poi ci sono le Leggi Costituzionali e quelle ordinarie. Poi l’attività di Governo e di Opposizione.
Vediamo quello che non avremmo mai voluto vedere: uno scontro infinito: fatto sulle parole sempre a interpretazioni di parte, le iniziative pubbliche sempre di parte. In mezzo c’è una stampa per molti versi schierata da una parte e dall’altra.

Ecco un fatto importante.
Delle persone illuminate appena dopo la fine della Guerra decisero che bisognava ricostruire una unità su alcune questioni importanti. Nacque la CECA nel 1951 per iniziativa di politici francesi (Jean Monnet e Robert Schuman), dal premier Adenauer per la Germania e Alcide De Gasperi per l’Italia. L’obiettivo era mettere in comune la produzione del Carbone dell’Acciaio. Il Trattato fu firmato a Roma.
I francesi decisero di mettersi insieme ai tedeschi (chissà quanti nazisti erano presenti nella Germania Ovest e quanti partigiani in Francia e quanti comunisti in Italia e fascisti) e agli italiani.

A pensarci oggi una operazione di coraggio, che toglieva le etichette, tanto amate da coloro che vivono oggi per andare contro a qualcuno, – se ne sono fregati ampiamente – perché il bene comune era più importante di ciò che divideva. Oggi l’Europa guida la Transizione ambientale, determina le cose da fare per la mobilità sostenibile, e tutto ciò che è ben scritto nella Agenda 2030.

Dentro il tema della Sostenibilità si annidano posizioni contrastanti.
Da una parte nella nostra storia è stato lanciato un modo di rendere meno portatrici di CO2 le nostre case con il Superbonus edilizio. Ma la Magistratura ha affermato che una idea nobile era fantastica se avessimo avuto i quattrini. Invece ci troviamo sulle spalle un debito di 10 Miliardi per 10 anni: una misura ideologica al quadrato.

C’è di nuovo in EUROPA una rottura della concezione del bene comune.
Mettere al Centro la persona -per alcuni – è come mettere al centro un tipo di umanità che piace a una parte ma non a tutti.
Quale è il bene comune? Come ci si mette insieme come quelli della CECA per cercare davvero soluzioni buone per tutti?

La sostenibilità in Italia vive di spunti meritevoli. Sono spunti interessanti: Trino Vercellese si dota di investimenti della collettività per avere energia pulita con un parco energetico ampio e sostenuto dagli stessi cittadini. Anche la politica è assente nell’assegnare risorse per riforme come queste. La CECA partì dal positivo da cercare ad ogni costo di migliorare le relazioni internazionali, ora la Politica italiana ed europea vive di contrapposizione, hegeliana, dura con l’obiettivo di prendere decisioni sui cittadini in nome di una ideologia.

Infine tra la genesi di questa frattura sociale c’è la Comunicazione.
I media attuali hanno esasperato le differenze dentro la popolazione, da una parte fingendo di personalizzare la comunicazione dall’altra omologando la cultura di ciascuno. Così la chiusura delle edicole, l’assenza della lettura di giornali per passare al telefono, ha significato che la lettura di riflessioni è venuta a mancare. Sono rimasti talk show spesso legati ai padroni delle piattaforme.

Le “redazioni schierate” sono la conseguenza di questo disastro.
Noi non facciamo il tifo per la divisione ideologica, cerchiamo spunti di ricerca della verità sempre e comunque.
Vorremmo porre di nuovo le fondamenta culturali per cui dialogare.

Come sarà possibile una transizione climatica così importante?
Ci si dimentica sempre del tema educativo.
Non basta mostrare montagne di rifiuti e mari inquinati.
I sindaci hanno gravi responsabilità del degrado che si è accumulato nella loro città.

A Milano è sconcertante vedere la pulizia delle strade: un auto che procede lentamente e una persona che bagna marciapiedi e strade. Una volta gli spazzini andavano per le citta con lo scopone e un contenitore e raccoglievano davvero tutto ciò che andava buttato via. Sono spariti. E’ il progresso civile? Non è il risparmio economico –allora eravamo più poveri!

Roma è divenuta uno zoo a cielo aperto per i cinghiali e altri animali. Vi sono poi agglomerati abitativi che fanno scempio del territorio tranquillamente. Infine i rifiuti stessi sono divenuti affari per la malavita.
Qui non esiste differenziazione tra forze politiche.

Il fenomeno dell’immigrazione illegale mal governato ha accentuato degradi e vere emergenze abitative. La Magistratura tollera per anni le occupazioni di stabili: un fatto che non era pensabile solo 20 anni fa.
Facile buttare la croce sul terreno dell’avversario politico.
Quei signori della CECA si sarebbe interrogati insieme e avrebbero deciso quale era la strada da condividere. Al di là delle ideologie c’è una unità possibile per il bene di tutti, non abbassando i toni, ma guardando la realtà per porvi rimedio.

Ora vediamo i nostri leader e chiediamoci chi di loro sarebbe disponibile a un passo di costruzione insieme all’avversario politico: Meloni? Schlein? Conte? Fratoianni? Renzi? Calenda?

Ciascuno ha la sua Formula Giusta da imporre. Ora quale sostenibilità è possibile in un clima sociale e politico così? Quali leggi a largo spettro potranno essere approvate? Solo quelle di parte!
Sono state buttate a mare le culture popolari che insegnano il bene comune: Il cattolicesimo, il socialismo, il neoliberismo della persona.
La scuola ha responsabilità ma forse di più il degrado sociale della famiglia o meglio non della famiglia ma della improvvisazione affettiva e della incapacità di reggere l’urto delle pressioni negative insieme ad un’altra persona.

C’è sempre una parte che vince! E l’altra subisce!

 

 

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