I risultati sin qui ottenuti sotto il profilo dell’ambito Diversity, Equity & Inclusion sono frutto di un lavoro che, all’interno della realtà Hitachi, parte da molto lontano.

 

 

«Tutto quello di cui abbiamo finora parlato si è innestato su un terreno che già di per sé era fertile – sottolinea Anna Izzo, Head of Talent Attraction & Employee Engagement di Hitachi Rail -, perché l’attenzione alla persona, sto parlando special­mente della realtà ita­liana, c’è sempre sta­ta. Abbiamo inoltre la possibilità di godere di strumenti di un certo spessore che ci con­sentono di “andare incontro alle persone, penso in particolare al Centro di assistenza psicologica gratuita per i dipendenti e per le loro famiglie, o alla serie di programmi studiati per fornire un supporto alle perso­ne che lavorano nelle nostre aziende, ai loro figli adolescenti o ai loro parenti anziani».

Il rapporto tra le diverse ge­nerazioni, del resto viene consi­derato di una certa importanza, tanto che, aggiunge la dotto­ressa Izzo: «Un’altra tematica su cui a breve cominceremo a con­centrare le nostre attenzioni è proprio quella dei gap genera­zionali, la differenza tra persone di età differenti che in azienda si sta facendo sentire sempre più. Siamo un’azienda innovatrice, tecnologica, che ha l’esigenza di reclutare sempre nuovi giovani talenti, affiancandoli a una popo­lazione di dipendenti che va in pensione sempre più tardi e che rappresenta la memoria storica, importantissima, dell’azienda. Due mondi portatori di valori di­versi, entrambi di grande rilievo, due patrimoni aziendali che è importante riuscire a far convive­re nel migliore dei modi».

In tema di parità di genere, quali sono le difficoltà da voi mag­giormente incontrate?
«Bisogna tenere con­to dell’ambito produt­tivo in cui ci muovia­mo. Stiamo parlando di mobilità su rotaia, di treni, di macchinari elettrici, progetti inge­gneristici e tecnologici che, per tradizione, sono spesso conside­rati settori di interesse prettamente maschili. Per riuscire ad aumen­tare il numero di donne impiega­te nei nostri processi produttivi, abbiamo dunque bisogno di agi­re dal punto di vista culturale e scolastico risalendo molto all’in- dietro rispetto al momento fina­le dell’assunzione. Per questo abbiamo pensato a progetti che ci permettano di lavorare fin dal­le scuole primarie e secondarie, così da far capire alle bambine e alle ragazzine che si possono garantire sbocchi professionali e carriere solide anche attraver­so strade alternative, che non ha senso considerare impraticabili perché una volta erano conside­rate “maschili”».

Che cosa significa, dal vostro punto di vista, essere un’azien­da attenta alle esigenze dei propri dipendenti, anche di quelli più giovani?
«Le nuove generazioni, ancor più delle precedenti, hanno una caratteristica peculiare: non sop­portano la “bugia”, nel senso che sono alla ricerca di autenticità e vogliono vedere persone real­mente impegnate su determina­te tematiche e non chi lo fa per appuntarsi una medaglia. Quello che noi vogliamo costruire all’in­terno della nostra azienda è pro­prio questo, ovvero supportare i nostri manager, i nostri leader nell’essere sempre autentici».

di Luca Palestra

 ( da CSRoggi Magazine – n.2 – Anno 9 – Aprile/Maggio 2024; pag. 10 )

vedi anche:
Hitachi Rail e Diversity, Equity & Inclusion, un binomio vincente
I progetti di Talent AcquisitionLa volontà di cercare talenti anche dove altri non pensano di andare

 

 

 

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