Il punto di Bruno Calchera
“Oggi, ( 24 Maggio 2024) alcuni attivisti di Greenpeace Italia hanno contestato il vicepresidente del Consiglio e ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, impegnato in un dibattito al Festival dell’economia di Trento, «per denunciare l’inazione del governo nel contrasto alla crisi climatica». «Le devastanti alluvioni in Lombardia e Veneto e la siccità che attanaglia diverse aree del sud del Paese sono l’ennesima tragica testimonianza che la crisi climatica è già oggi la più grave minaccia per la nostra sicurezza. Il ministro Salvini, nella sua campagna elettorale, si erge a paladino contro le politiche green europee, ma così facendo non fa altro che rallentare la transizione energetica di cui abbiamo disperatamente bisogno, condannando l’Italia a fronteggiare eventi climatici sempre più estremi e distruttivi”.
Greenpeace Italia ha contestato Salvini perché, secondo il monitoraggio dell’Osservatorio di Pavia, «è il leader politico italiano che più di tutti assume posizioni ambigue, resistenti o contrarie alle azioni per il clima, arrivando talvolta al vero e proprio negazionismo climatico».
Per questo le associazioni sottolineano come le misure annunciate dal Ministro Salvini – come gli interventi repressivi sui ciclisti e gli utenti della micromobilità elettrica (che sono due utenze diverse e non vanno confuse) – non inciderebbero affatto sull’attuale strage stradale ma anzi ritarderebbero un vero cambiamento nei comportamenti alla guida, necessario per fermare la terribile tendenza di cui l’Italia detiene in Europa il triste primato.
(Agenzia Nova) – “Non vorrei un Paese sostenibile” dal punto di vista ambientale ma “disperato e disoccupato” dal punto di vista economico e sociale. A dirlo il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, intervenendo nel corso dell’incontro organizzato a Roma da Autostrade per l’Italia per presentare il libro “La Rivoluzione della mobilità sostenibile parte dalle autostrade. Sicure, digitali, decarbonizzate”.
Non abbiamo capito quale sostenibilità vuole Salvini.
Da una parte il Ponte sullo Stretto per lui rappresenta un’opera di grande sviluppo della Sostenibilità – una cosa che potremmo pensare anche noi – perché privilegia Ferrovia e Gomma e snellisce la capacità di scambio tra il Continente e l’Isola liberando territori da rigenerare in modo sostenibile lo sviluppo delle due regioni implicate. Dall’altra Lui pensa ad una Sostenibilità senza eccessi, perché vede gli eccessi posti dall’Europa come pericoli per l’Economia Italiana.Si può essere realisti senza essere contro, pensiamo noi, come si può essere Europei senza distaccarsi dall’Europa Occidentale, per passare al sostegno della Russia la cui colpa è rubare territori altrui.
Non ho capito se questa è una posizione della Lega, che per potere, accetta posizioni anche contradditorie, e per smarcarsi da ogni alleanza costruttiva, sceglie posizioni antitetiche al Governo. Ha sempre voluto governare Matteo Salvini e la sua Lega: con Berlusconi poi con Conte, con Draghi e ora con Meloni.
Oggi il declino! “Salvato” alle elezioni europee dal successo di Vannacci – (con cui il nostro ha già questionato perché gli toglie visibilità in Europa).
Mi occupo oggi di Salvini perché è un politico CONTRO.
Contro l’Europa, contro Ursula Von Der Leyen, contro Meloni e il governo in più occasioni (non solo in politica estera); contro Mattarella recentemente (la parola assolutismo), contro Tajani. Salvini e Le Pen contro Tajani in Europa, Salvini contro Zaia in Italia per le ricandidature; Salvini contro Mbappè per le sue dichiarazioni di voto (tanto per far parlar di sé anche se negativamente…), Salvini contro la NATO.
L’ultima dichiarazione di Salvini contro il Governo: “La politica estera ci divide”. E’ evidente che Salvini cerca di dimostrare pubblicamente che una fetta del Governo – Lui! – è fuori dalla compagine governativa. Anche se proclama la vita del governo lunga 5 anni.
Dato che è Ministro delle Infrastrutture ci si chiede come è possibile una attenzione all’ambiente da parte dello Stato (Territorio e Mari) se il Ministro è in rotta con il Governo nelle relazioni internazionali per tantissime iniziative utili alla salvaguardia dell’ambiente e del territorio.
Come accadde con Berlusconi: sarà la Lega che romperà l’alleanza di Governo e la Governabilità.
La Sostenibilità è destinata a restare sostanzialmente al palo perché Il Ministro Salvini e quanti lo seguiranno diventano sempre più una sparuta minoranza intellettualmente incapace di leggere ogni transizione verso il cambiamento.
Lo sviluppo sostenibile richiede certezze nel cammino: posizioni condivise e aperte con altri Stati, europei e non.
Occorre dare vitalità ai territori e al paese.
Gli ultimi disastri ambientali in tante località in Italia richiamano la Responsabilità di Salvini!
Egli, nemmeno una volta, si è affacciato sui media per dire quali sono i suoi programmi per ricostruire il territorio.
Non può esimersi nell’operare meglio e di più con tutti i partners implicati nell’evoluzione del clima e nella sanificazione del territorio.
E’ facilissimo oggi per l’opposizione affermare che il governo è diviso: proprio Salvini è il ventre debole culturalmente delle politiche di sviluppo. Di certo Lui segnala che la sua leadership è al tramonto. La Sostenibilità chiede fatti: ora anche noi di CSROGGI vorremmo sapere quali sono i programmi del suo Ministero dopo tanti cataclismi: ponti caduti, allagamenti, strade sparite, spiagge a volte desolate, caos nelle Stazioni e negli Aeroporti. Ritardi e Scioperi, ecc…
Al di là delle solite chiacchiere da Bar, cui ci ha abituati, costui non ha mai trattato problemi legati all’innovazione sostenibile e a progetti, a cambiamenti che hanno suscitato positivo interesse. Che ha intenzione di fare, non di dire!