Il punto del Direttore

 

 

 

E’ una semplice constatazione.

Le notizie che giungono da ogni parte sembrano confermare una profonda difficoltà a fare piani e a camminare spediti. Il quadro in cui avviene la transizione climatica non è tra i più facili: quando Milano diventa la prima città più inquinata del mondo per le polveri sottili significa che siamo alla frutta.

Per molto meno anni fa c’erano le domeniche a piedi. Oggi l’attenzione è sui 30 all’ora e sulla ZTL.
L’automobile è sempre colpevole di tutto (ovvio camion inclusi). Se la maggior parte delle case sono riscaldate a Gasolio che c’è da aspettarsi? Stiamo al freddo per 12 ore la notte? Potrebbe essere una buona idea. Tutti i costi si sposterebbero sulla Elettricità, che diventerebbe una risorsa insostenibile. Non ce la caviamo! Pannelli solari ed energia alternativa: non è il momento di sostenere una posizione impossibile per il presente.

Le osservazioni di Patrizia Puliafito su Economia del Corriere della Sera – pag. 34 partono da una frase che va bene per ogni prologo: “Non migliora il clima di incertezza mentre si rafforzano le preoccupazioni per le questioni geopolitiche e macroeconomiche internazionali. I conflitti armati non si placano, L’inflazione rallenta, ma resta elevata.  Le Banche centrali (…) non cambiano politica monetaria e assumono una posizione attendista. Intanto aumentano i paesi che entrano in recessione. Dopo L’Inghilterra adesso anche la Germania. Le previsioni di crescita economica di conseguenza rimangono caute.

La fine del suo pezzo è stranamente positiva: Tra i mega trend ESG che nei prossimi anni avranno un forte impatto sui mercati primeggiano efficientamento energetico e l’economia circolare.

L’impoverimento dell’occidente è tanto più evidente in ogni paese osservando la grande fatica per aggiustare ciò che sembra distruggersi senza un impulso al cambiamento innovativo possibile.
Si può affermare che oggi c’è chi può fare e disfare e chi non ha quattrini a sufficienza nemmeno per iniziare. Le concentrazioni di capitali sono tali per cui vediamo solo rivoli possibili di ricchezza tra un mare di povertà assoluta.

L’Africa si sta impoverendo a favore delle grandi multinazionali che con poco costo operano depredando paesi interi. Questa non è demagogia spiccia. Sono i molti governi dell’Africa, quasi tutti retti da Banditi armati che per un sostegno armato di un paese potente sono disposti a farsi derubare di tutto. In Niger chi comanda?

L’Acciaieria di Taranto ad esempio, vive il suo momento più travagliato, con lo Stato/Mamma che deve metterci i quattrini. Possibile che l’insieme delle acciaierie italiane non siano riuscite a mettersi insieme, buttare a mare gli indiani di Mittal, e ricostruire un capitale solido e una gestione compartecipata?

Confindustria serve solo per Convegni e lobby di lustro?
Il Ministro Adolfo Urso, che pur avendo fatto l’imprenditore – si dice così -a di fuori del palazzo, quando non entrò in Parlamento, non è stato alla altezza di organizzare in modo più imperioso una struttura, fatta di aziende, capace di salvare Taranto, con la più grande acciaieria d’Italia.

Riorganizzare la forza lavoro non è una priorità prima è necessario siano adottate soluzioni per non galleggiare ma per essere ben pronti a prendere il mare.
E’ solo un piccolo esempio della nostra Italia, ormai sbattuta di qua e di là, con una scarsa capacità delle forze politiche ad aggregarsi piuttosto che di spararsi addosso. E’ finita la battaglia dei bottoni tra destra e sinistra. Lo “stronzo” detto da De Luca è solo una caduta dell’uomo. Si lasci perdere.

La distinzione di chi va e non va a portare un fiore al disgraziato Navalny, morto in Siberia chissà come – vi assicuro che sarei morto anch’io senza alcun avvelenamento, ma solo per il freddo e la vita laggiù – è una raffinatezza: lì doveva esserci il Popolo democratico. Chi sta con Putin è suo complice ora!

E’ difficile cambiare: sia personalmente che socialmente. Cambiare uno stato come si fa?
E’ accaduto per decenni in Italia: chi aveva in mente il bene comune? Faccia un passo avanti!

 

Bruno Calchera
Direttore CSROGGI

 

 

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