Il punto del Direttore

 

 

 

Vale la pena di soffermarsi un attimo e guardarsi indietro e vedere i progressi che ha compiuto la cultura della Sostenibilità. Perché è accaduto qualcosa. Ad esempio mi stupiscono persino le parole di molte persone che operano nel complesso sistema produttivo. I rilievi sul Fondo Next Generation EU pongono la Sostenibilità al centro delle Riforme.
E’ un fatto che accade nei progetti di tutti i paesi della UE.
La CSR è ancora centrale nell’attuale dibattito politico del nostro paese.
Un esempio eclatante è del 18 Dicembre, ed è la Lettera di Renzi al Presidente del Consiglio.
Non desidero entrare in contenuti politici in senso stretto ne schierarmi con uno o l’altro: ma quella lettera contiene nella sua parte centrale un capitolo importante dedicato alla Responsabilità Sociale come leva dello sviluppo con le sue diverse sfaccettature, un richiamo puntuale e specifico fatto al Presidente del Consiglio sulla necessità di agganciare il nostro paese allo sviluppo così come presentato dalla Agenda 2030 con tutti i sotto obiettivi ben descritti.
La conclusione: lo sviluppo sostenibile è un programma politico importantissimo.

La comunicazione ha avuto un sviluppo impensato includendo i contenuti che toccano la Sostenibilità. Non solo la pubblicità ritiene il terreno della Responsabilità Personale e Sociale ampiamente percorribile per promuovere prodotti e servizi, i Media trattano spesso di CSR.
Il Corriere della Sera con stabilità, ogni giorno, dà notizie e opinioni sul mondo della RSI.
Il 2020 è l’anno del Covid-19, della debacle della economia nel mondo – tranne la Cina pare – ma il richiamo ai contenuti degli SDGS è sempre in primo piano.
La paura è ancora lì a dettar legge; con essa l’incertezza del futuro. L’istintiva tentazione ad improvvisare, l’angoscia della solitudine, con tanti pensieri sul presente difficile.

Per alcuni però questo può essere un anno di riflessione, un tentativo di sguardo nuovo sulla realtà, perché la ripresa ha bisogno del consenso e della collaborazione di tutti e soprattutto perché la ripresa non sarà immediata. Ci vorrà tempo. E le ideologie che dicono “questo sì e questo no” devono fare i conti con realismo e pragmatismo che finora ha trovato poco spazio.
Tecnologia, innovazione, cambiamenti sono all’alba di un nuovo giorno in un percorso nuovo ma indispensabile per cambiare il pianeta e destinarlo alle nuove generazioni.

L’augurio della Redazione e personale ai nostri lettori di Buon Natale e Buon Anno vuole incoraggiare al realismo che per tutti è la via più semplice per programmare il futuro.
Senza attaccamento a suggestioni strampalate siamo tesi al bene generale che difficilmente si raggiunge prescindendo dalla realtà e da uno sguardo attento ai bisogni reali delle persone.
Alla fine sono le persone che fanno la storia, sarebbe bello farla più insieme e con coraggio.

 

Bruno Calchera
Direttore Responsabile

 

 


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