È stato presentato oggi il paper del Forum per la Finanza Sostenibile “Finanza sostenibile e intelligenza artificiale”. Il documento analizza le principali opportunità e criticità legate all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, con particolare attenzione alle implicazioni per gli operatori finanziari. Approfondisce il ruolo della finanza sostenibile nel promuovere sviluppi e applicazioni dell’IA coerenti con il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità e propone indicazioni concrete per valorizzarne i benefici e gestirne i rischi nelle scelte di investimento, finanziamento e assicurazione.

L’intelligenza artificiale (IA) svolge un ruolo sempre più rilevante nel settore finanziario, offrendo nuove opportunità per la raccolta e l’analisi dei dati, la gestione dei rischi associati agli investimenti e il miglioramento dell’efficienza dei processi. Al tempo stesso, il suo sviluppo e la sua diffusione comportano rischi ambientali, sociali e di governance (ESG) che possono incidere sul raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità.

Per approfondire questi aspetti, il Forum per la Finanza Sostenibile ha realizzato il paper “Finanza sostenibile e intelligenza artificiale”, elaborato a partire dai contributi emersi da un Gruppo di lavoro dedicato al tema e rivolto ai Soci dell’Associazione. Lo studio, pubblicato con il sostegno di Cassa Depositi e Prestiti, è stato presentato oggi, 3 novembre, nell’ambito della 15ª edizione delle Settimane dell’Investimento Sostenibile e Responsabile (Settimane SRI).

Il documento analizza le principali opportunità e criticità legate all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, con particolare attenzione alle implicazioni per gli operatori finanziari. Approfondisce il ruolo della finanza sostenibile nel promuovere sviluppi e applicazioni dell’IA coerenti con il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità e propone indicazioni concrete per valorizzarne i benefici e gestirne i rischi nelle scelte di investimento, finanziamento e assicurazione.

L’IA tra opportunità economiche e rischi per il settore finanziario
L’IA può generare valore reale in specifici flussi di lavoro, per esempio nell’assistenza alla clientela, nell’automazione documentale e nella raccolta e analisi di grandi quantità di dati. Tuttavia, l’impatto economico aggregato rimane limitato, mentre il ricorso pervasivo a queste tecnologie può determinare una progressiva perdita di competenze (deskilling), con effetti sulla capacità di ragionamento, sullo spirito critico e sulla creatività. Inoltre, il settore dell’IA è caratterizzato da una forte concentrazione in termini di capacità computazionale, infrastrutture e controllo delle catene del valore. Il numero limitato di operatori globali può generare rischi sistemici, dipendenze tecnologiche, vulnerabilità e potenziali effetti anticoncorrenziali.

Le dimensioni ambientali, sociali e di governance: rischi e impatti
Sul fronte ambientale, l’IA può contribuire a gestire il rischio climatico, così come a rafforzare la resilienza e l’adattamento delle infrastrutture. Al tempo stesso, il fabbisogno energetico, idrico e di suolo dei data center pone sfide rilevanti per la decarbonizzazione e la tutela della biodiversità. Da qui discende l’importanza di diffondere un uso consapevole ed efficiente dell’IA, anche attraverso la formazione al prompting. Basti pensare che cercare online qualcosa tramite IA consuma fino a dieci volte più energia rispetto all’uso di un motore di ricerca tradizionale.

Il paper richiama inoltre gli impatti sociali lungo la catena del valore dell’IA, dove attività come la raccolta e la classificazione dei dati e la moderazione dei contenuti possono essere svolte da lavoratori del Sud globale con tutele limitate e condizioni di lavoro poco visibili. In ultimo, per quanto riguarda la governance, lo studio sottolinea la necessità di una cornice normativa chiara ed efficace, in grado di affrontare la concentrazione del mercato tecnologico e i rischi per i processi democratici. Il paper richiama il quadro europeo, a partire dall’AI Act, e le iniziative volte a tutelare i processi democratici, oltre alle normative che affrontano gli impatti ambientali dei data center. […]

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Qui sono disponibili la ricerca completa e l’infografica.

(Milano-Roma, 3 novembre 2026)

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