Nel luglio 2020 Iren ha compiuto 10 anni, ma solo all’anagrafe. Perché il Gruppo vanta oltre 100 anni di storia derivanti dalle diverse società attive nella fornitura di servizi pubblici essenziali che, unendosi, nel 2010 hanno dato vita a una delle principali multiutility del Paese e alla 25esima azienda italiana per fatturato.
La sostenibilità nel DNA
Chi, come Iren, gestisce risorse di primaria importanza, come l’acqua, l’energia e la materia derivante dai rifiuti, ha nel proprio DNA la sostenibilità ed è chiamato a giocare un ruolo attivo per contribuire a queste sfide.
Per questo il Gruppo ha ritenuto di dover anticipare le risposte ai bisogni emergenti delle comunità, dei territori e dell’ambiente met- tendo sempre più la sostenibilità al centro delle scelte strategiche aziendali come dimostrano gli oltre 2,2 miliardi di investimenti previsti al 2025 – su 3,7 complessivi – in progetti sostenibili concentrati sull’uso delle risorse idriche, l’economia circolare, la decarbonizzazione e le città resilienti. Quali sono i principali risultati ottenuti da Iren negli ultimi 10 anni e come l’adozione della sostenibilità come leva strategica ha influito positivamente sui traguardi raggiunti dal Gruppo? Innanzitutto, in termini di valore generato agli azionisti e agli stakeholder: in 10 anni il Gruppo ha concluso importanti operazioni che ne hanno consentito una significativa crescita portando il valore aggiunto generato e distribuito nel 2019 a 1,4 miliardi di euro rispetto ai 913 milioni del 2010, per un ammontare complessivo di oltre 10 miliardi di euro.
Il costante processo di crescita ha consentito di incrementare significativamente anno dopo anno gli investimenti operativi che nel 2019 si sono attestati a 524 milioni di euro, in crescita del 17% rispetto al 2018. In 10 anni sono stati investiti complessivamente 3,6 miliardi di euro. Rispetto ai 70,7 milioni di euro distribuiti ai propri soci nel 2010, l’utile distribuito è cresciuto in 10 anni di quasi 40 milioni di euro a 109,3 milioni di euro nel 2019.
L’innovazione, leva per produrre valore
Anche l’innovazione è una leva per produrre valore. La priorità di arricchire i servizi di contenuti innovativi e di offrirne nuovi per migliorare la qualità della vita ha permesso in l0 anni di incrementare del 30% le famiglie e le imprese che hanno scelto Iren come fornitore di servizi energetici, con una soddisfazione del servizio al 90%, grazie a un supporto online e fisico a 360°, a una rete di sportelli sui territori cresciuta da 26 del 2010 a 65 nel 2019 e con un tempo medio di attesa sceso da 18 a 12 minuti.
Un’attenzione ai cittadini e alla comunità che vede il proprio epicentro nei territori di riferimento in cui opera il Gruppo, a partire dalla catena di fornitura con oltre 876 milioni di euro di ordini emessi nel 2019 (+21% rispetto al 2018), per un valore cumulato 2010-2019 superiore a 6,1 miliardi di euro, di cui più del 45% a fornitori locali.
Consolidare ogni anno questo legame con le comunità, significa anche sostenere progetti culturali, di animazione, sportivi e per la sostenibilità del territorio. L’attenzione all’ascolto e al coinvolgimento degli stakeholder ha portato alla costituzione dei Comitati Territoriali, luoghi di confronto sistematico e progettazione partecipata che offrono al Gruppo Iren una straordinaria opportunità di ascolto delle comunità e dei territori.
Una crescente attenzione ai dipendenti
Sostenibilità significa anche una crescente attenzione agli oltre 8mila dipendenti del Gruppo, il 90% dei quali nel 2019 ha partecipato a corsi di formazione, un dato significativamente cresciuto rispetto al 64% del 2010, così come è maturata una crescente attenzione verso la gender diversity: nell’arco di un decennio, il numero di donne di Iren si è incrementato di oltre 1.000 unità, oggi circa 2mila nel Gruppo, con una rappresentatività del 40% in Consiglio di Amministrazione.
I mesi dell’emergenza Covid-19 hanno inoltre visto l’estensione dello smart working da 950 a 2.900 dipendenti, grazie agli importanti investimenti in digitalizzazione compiuti dal Gruppo negli anni precedenti.
L’impegno alla decarbonizzazione
Nel patrimonio genetico del Gruppo c’è da sempre l’attenzione alle risorse, al loro impiego e alla riduzione degli impatti ambientali.
L’impegno alla decarbonizzazione si concretizza nella produzione da fonti rinnovabili, cresciute del 66% in 10 anni, e assimilabili – che supera il 76% dell’intera produzione di energia, contro una media nazionale di circa il 40% – insieme ai servizi per l’efficienza energetica ai clienti e all’attenzione a tutti i processi produttivi. I risultati documentati sono significativi: 2,8 milioni di tonnellate di emissioni CO2 evitate (in media più di 2,2 milioni di tonnellate/anno dal 2010) e 674mila tonnellate di petrolio equivalente risparmiate (in media 590.900 Tep/anno dal 2010).
L’economia circolare nella gestione dei rifiuti
Il Gruppo sta approcciando con sempre maggiore determinazione l’economia circolare nella gestione dei rifiuti: nel decennio, nel bacino servito, la raccolta differenziata è cresciuta di oltre 10 punti percentuali raggiungendo la media del 67,3% (56,4% nel 2010), contro un dato nazionale del 58,1%, con territori che si collocano ai vertici del panorama italiano; l’ulteriore estensione della tariffazione puntuale a 513mila abitanti complessivi si riflette sulla riduzione dei rifiuti indifferenziati (-7% per abitante anno rispetto al 2018); l’importante piano di investimenti finalizzato a potenziare il parco impiantistico per il recupero di materia dai rifiuti (+145mila tonnellate trattate rispetto al 2018), che ha l’obiettivo di chiudere il ciclo in modo virtuoso e acquisire una posizione di rilievo a livello nazionale in questo ambito.
L’uso sostenibile delle risorse idriche
L’uso sostenibile delle risorse idriche per il Gruppo ha significato distribuire più acqua (gli abitanti serviti sono passati da 2,4 milioni del 2010 a 2,8 milioni nel 2019) e restituirla controllata all’ambiente. Iren è infatti impegnata nel migliorare la gestione delle reti acquedottistiche, grazie alla loro progressiva distrettualizzazione nelle aree storiche che produce un effetto positivo sulla riduzione dei prelievi di acqua dall’ambiente e sulle perdite idriche, mentre per migliorare la capacità della depurazione continua a investire sul potenziamento e il rinnovamento del parco impiantistico composto da 1.341 depuratori di grandi e piccole dimensioni (1.065 nel 2010).
Città sempre più resilienti
Iren è impegnata infine nella creazione di città sempre più resilienti. In quest’ottica, il Gruppo dedica una crescente attenzione alla mobilità sostenibile e all’estensione del teleriscaldamento (+44% di volumetrie servite in 10 anni), che contribuisce anche al miglioramento della qualità dell’aria, nella riqualificazione energetica degli edifici e dei sistemi di illuminazione pubblica.
La multicircle economy
La natura multi-business di Iren e la visione industriale a lungo termine focalizzata sull’uso consapevole ed efficiente delle risorse applicata a tutti i settori in cui opera la società come sopra descritto, hanno portato il Gruppo a lanciare la multicircle economy che ha l’obiettivo di ampliare il concetto di circular economy a tutti i business in cui è presente e attiva Iren.
Secondo il Presidente del Gruppo Iren, Renato Boero «La responsabilità sociale di impresa sta assumendo sempre più importanza per la competitività delle imprese. Forti di questa consapevolezza abbiamo confermato la sostenibilità come un pilastro strategico del piano industriale del Gruppo al 2025 e oltre 2,2 miliardi di investimenti su 3,7 complessivi previsti in arco piano sarà indirizzato a investimenti in sostenibilità che porteranno a una percentuale di raccolta differenziata di quasi 74% e circa 1,6 milioni di tonnellate di rifiuti recuperati in impianti del Gruppo, a una riduzione di 4,4 punti percentuali delle perdite idriche, a un aumento del 16% delle volumetrie allacciate dal teleriscaldamento e al 35% dei veicoli ecologici sulla flotta aziendale, oltre a una significativa crescita del risparmio energetico sia dei processi interni (+27%), sia dei prodotti e servizi venduti (quasi 260 milioni di euro di investimenti in efficienza energetica e prodotti per la riduzione dei consumi). In questo scenario, il Green New Deal lanciato dall’Unione Europea rappresenta la direzione da seguire: investire in sostenibilità oggi è la chiave per accelerare la ripresa economica del Paese».
a cura di Carlo Rho
(da CSRoggi Magazine, anno 5, n.5, Ottobre 2020, pag. 24)
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