La tappa finale del tour del Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale in Università Bocconi a Milano è un appuntamento fisso non solo per chi opera nel settore da tempo e cerca un confronto alla pari, ma anche per giovani appassionati che cercano di muovere i primi passi lavorativi nella responsabilità sociale d’impresa.

Da quattro anni all’interno del fitto e coinvolgente programma della due giorni, vi è l’occasione di conoscere da vicino i CSRnatives, il primo network italiano di circa 300 studenti e laureati under 35 che, pur con differenti background accademici sia umanistici sia scientifici, si interessano di CSR.

Nell’edizione appena conclusasi, si sono cimentati in qualità di relatori o di moderatori in 8 incontri, discutendo del ruolo dei giovani per attuare una transizione green e per raggiungere gli SDGs e anche nella sfida di rafforzare la figura del CSR manager all’interno delle imprese. La novità di quest’anno riguarda il piccolo panel, organizzato nella seconda giornata, nel quale io e Chiara Limongelli abbiamo raccontato l’ultimo frutto editoriale dell’attività di otto mesi intensi del network: l’e-book “Vivere sostenibile. Il consumo responsabile in Italia raccontato dai CSRnatives“. La tematica è stata indagata su quattro categorie fondamentali (nutrirsi, vestirsi, abitare e muoversi) da una duplice prospettiva: le aziende produttrici di beni e servizi innovativi dal punto di vista della sostenibilità e della tecnologia e i consumatori “ideal-tipici” che sono orientati a tali acquisti.

Le interviste realizzate hanno permesso di verificare come i territori italiani diano spazio anche all’imprenditoria giovanile, che vede la responsabilità sociale sia come un fattore altamente premiante sul mercato, sia come l’unica modalità di produzione che possa resistere nel lungo periodo operando con etica, con la volontà di riscoprire tradizioni e tecniche di produzione in chiave moderna e green e con capacità di creare sinergie tra realtà locali che solitamente faticano a parlarsi.

Inoltre, dalla collaborazione proficua creata con Ipsos, questo e-book illustra anche un interessante confronto tra la popolazione nazionale della fascia dei Millenials e i “nativi della CSR”, delineando l’identikit del consumatore responsabile incluse alcune sue caratteristiche: le certificazioni di sostenibilità sono molto apprezzate e, a fronte della garanzia di tali certificazioni, sono disposti a pagare un premium price.

Il 30% di giovani scettici o indifferenti al tema, emerso dalla ricerca, è il target al quale i CSRnatives lavoreranno con le prossime attività, impegnandosi a divulgare una cultura di sostenibilità che sia maggiormente “di fatto” e non solo di parole.

di Ylenia Esther Yashar

(da CSRoggi Magazine, anno 4, n.4, Ottobre 2019, pag. 32)

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