Che cosa vuoi di più?

L’uomo della strada

 

 

 

Fino a poco tempo fa la parola era quasi sconosciuta. Anzi era totalmente sconosciuta. Quando si voleva affrontare l’argomento si diceva “Corporate Social Responsibility  (per gli amici CSR)”. Ma poi, forse per sentirla più nostra, si è deciso di battezzare la cosa con una parola della nostra lingua: “sostenibilità”.

Veniva però citata timidamente, in poche occasioni, a mezza voce. E soprattutto con non troppe realizzazioni, effettivamente sostenibili, alle spalle.

E poi è successo qualche cosa. Non sono in grado di dire cosa e di spiegare il perché.

Però mi limito a fare una osservazione.

Si sono appena svolti degli eventi molto importanti e significativi in casa nostra. Ascoltando come sono stati presentati e commentati, ma soprattutto andando a leggere quanto si è scritto, non possiamo non accorgerci che siamo stati sommersi dalla parola “sostenibile”.

Qualche esempio, stralciando da titoli e titoloni che li hanno raccontati.

Fashion week – “ Anche il mondo del fashion sta prendendo la rotta dell’ecosostenibilità”. Citando alcuni noti personaggi della moda: “ la sua nuova collezione, composta da materiali eco: lana rigenerata, econyl (ovvero un nylon rigenerato ottenuto dal recupero di reti da pesca ed altro materiale plastico in mare), maglieria d’Alpaca.”  “ La quasi totalità degli atelier hanno spiegato come i loro capi siano stati  realizzati con materiali di riciclo. Ad esempio, scarti di un produttore di vele e ritagli di eco-pelle provenienti da scarti.”  “E’ evidente:  qualcosa sta davvero cambiando, perfino nel glitterato mondo della moda di lusso!”

Vinitaly –  “Il 15% dell’intera superficie viticola italiana è coltivata con metodo biologico, un dato che fa dell’Italia il paese con la maggiore incidenza di bio sul totale.”  “Sostenibilità e certificazione sono la chiave per ottenere vini di qualità.”   “Un’azienda vitivinicola che vuole puntare sulla sostenibilità della propria produzione può trovare nella certificazione uno strumento di grande aiuto, anche in termini di marketing e comunicazione”.

Salone del mobile  -“Idee di case, prodotti e città del futuro con uno specifico focus sul tema della sostenibilità da più punti di vista:  affrontano in termini ampi il tema dell’abitare attraverso installazioni proposte da architetti internazionali in cui non potrà mancare qualche spunto rilevante sui temi della sostenibilità”. Titolone “DESIGN, QUEST’ANNO A MILANO LA PAROLA CHIAVE È «SOSTENIBILITÀ»” –  “E’ il tema che pervade la Design Week 2019”. – “La questione ambientale è la parola-chiave, il mantra.”

Dice: “ e ti lamenti? Non sei tra coloro che si stanno sgolando per far conoscere (e applicare) la Sostenibilità? Cosa vuoi di più?”

No, non mi lamento. Ho solo una leggera preoccupazione: non è che parlandone troppo poi ci si convinca di aver già fatto tutto?

Ma certamente non è così! Almeno, spero…

Ugo Canonici

Leggi tutti i “L’Uomo della strada”

 

Share this Post!

1 Comment
  1. CARLO GERI 15 Aprile 2019 at 8:45 - Reply

    Prima degli eventi d’aprile, c’è stata a marzo la Digital Week e se CSR è la “key word” primaverile, si può sostenere che il Terzo Settore non è presente più di tanto nell’ecosistema digitale. E’ un po’ come un Carneade, intendesi il “digitale” nell’ambito del Terzo Settore e non il vice versa.
    Sarebbe interessante approfondire le ragioni di tale limitata presenza.

Send a Comment

Your email address will not be published.