Il punto del Direttore

 

 

 

La durata dei prodotti è un vantaggio?
E’ una domanda importante perché la fruibilità delle cose se dura nel tempo è un risparmio per il consumatore.
Il consumismo, lo dice la parola stessa, tende ad accorciare la durata.
La misurazione del tempo per il consumo è una variabile decisamente importante.
Non tutto deve durare molto, ci sono prodotti che devono essere consumati entro un certo periodo di tempo. La loro durata è segnata da subito.

Le uova se non hanno la data di deposizione ben specificata sono da temere, ma oggi sullo scaffale dei Supermercati, tra data di deposizione e data di scadenza, troviamo le uova come le desideriamo.
Una considerazione estendibile ai prodotti naturali o a quelli che hanno un tempo per mantenere la fragranza e la bontà. E’ la filiera alimentare decisamente ancorata alla brevità del tempo.
Qui la durata è ben definita per la maggior parte degli alimenti.

Il tema, se allargato ai beni durevoli e non fungibili, diventa interessante.
Il tempo, per sua natura, va misurato e in genere deve dimostrare la sua durata.
Vi sono aziende che hanno centrato la comunicazione proprio sulla durata dei loro prodotti.

Ad esempio Metalsistem precisa : “le scaffalature zincate Metalsistem sono le più sostenibili.”
Infatti “La zincatura protegge la scaffalatura e diminuisce la velocita di corrosione dei metalli aumentandone il tempo di vita di conseguenza diminuisce il consumo di materie prime, garantendone la durata per decenni anche in condizioni ambientali avverse con una riduzione dei costi di manutenzione, che sarà molto contenuta.” Ed anche: “Inoltre l’acciaio non essendo facilmente intaccabile dall’erosione sarà riciclabile in maniera più efficiente. In Unione Europea l’acciaio è in assoluto il materiale più riciclato.

La Sikkens, una azienda specializzata nella prodizuone di intonachi per le abitazioni e stucchi tra l’altro afferma ”I nostri prodotti garantiscono un aspetto ottimale e una durata maggiore nel tempo delle superfici lavorate, riducendo la necessità di interventi di manutenzione e quindi dell’impatto sull’ambiente.” Il claim di Symbola è eloquenteLa sostenibilità è già nella durata di un arredo.

La Newsletter “RINNOVABILI” di ottobre 2020 fa una osservazione importante Oggi, smartphone, televisori, lavatrici e aspirapolvere sono tutti utilizzati in media per periodi più brevi rispetto alla durata prevista. Estendere la vita di questi apparecchi e combattere l’obsolescenza programmata è un obbligo ambientale ed economico”

Flexo Light sottolinea la maggior durata delle proprie lampadine led aggiungendo “questo si traduce in un maggior risparmio in termini di dispendio energetico e in un grande beneficio anche per l’ambiente. Quanto più a lungo si usa una sorgente luminosa, tanto maggiore è il vantaggio economico ed ecologico. In molti ambiti di applicazione”

L’importante attività di ASviS è destinata ad approfondire gli ESG della Agenda ONU per migliorare ed accrescere la vita del nostro pianeta, la sua durata al meglio!

Kate Fletcher “Moda, design e sostenibilità” (Ed. Postemedia – pag. 71) affronta proprio il tema della durata e della sostenibilità nel mondo della moda.
“La durata intrattiene una facile relazione con la sostenibilità. I materiali ed i prodotti resilienti sono potenzialmente in grado di allungare la vita utile dei prodotti. La maggior durata ci offre maggiori opportunità di sfruttare l’utilità di un prodotto. Se si amplia il potenziale di soddisfazione dei capi esistenti, non si sentirà la necessità di acquistarne di nuovi. Si prevengono nuovi consumi, si risparmiano risorse, si riducono gli scarti, si soddisfano le necessità.”
E’ un bel punto di vista davanti alla esplosione dello Slow Fashion, che premia i prezzi bassi, la maglietta usa e getta. La si butta via perché costa poco. E la durata di questi prodotti è indefinita ma è tesa al consumo rapido.

Le nuove collezioni presentate recentemente dalle Maison della moda mostrano una inversione di tendenza: la preoccupazione per la durata c’è ed è evidente. Vi sono abiti che “durano” nel tempo perché sono pensati per questo scopo. I costi si sono abbassati per l’uso di materiali nuovi con l’attenzione di riusare tutto. I prezzi possono essere più alti, di poco però, perché la produzione opera in area di economia circolare, ma il design e la creatività sono liberi di inventare.
Il rapporto Sostenibilità/Durata nel tempo è tanto più importante oggi, in un periodo di crisi economica, in cui ciò che si fa non può essere rifatto nel breve periodo. E le cose acquistate con sacrificio devono durare.

Kate Fletcher così conclude (pag. 167) “la sfida della sostenibilità è una sfida al tardo capitalismo. La sostenibilità è un processo che affronta le sfide sistemiche e l’ordine socio-economico, per quanto questo sia raramente il punto di partenza per un cambiamento. Ad esempio nel settore Moda, è del tutto sconosciuto l’effetto guida della logica di crescita sulle decisioni, incluse quelle sulla sostenibilità. Business-as-usual la moda continua imperturbabile con vago accenno alle problematiche ecologiche. (…) Resta la domanda se la moda ce la farà ad evolversi di fronte a tali cambiamenti.”

Le sue considerazioni lasciano l’amaro in bocca.
Sono parole che diceva solo poco tempo fa, in era pre-Covid, senza respirare l’attuale cultura in cui è evidente il primato della Sostenibilità e degli ESG anche nella moda.
Anche in questo caso il tempo è rapido e sono decisamente cambiati i paradigmi dello sviluppo sostenibile anche nella moda, che ha fatto della Sostenibilità un principio guida cui ispirarsi.
Con una economia in crisi, il tempo e la durata dei prodotti diventano una variabile decisamente importante, se mancano le risorse economiche delle persone e delle aziende diventa sempre più difficile calcolare la durata di un bene, anche se l’obiettivo è quello di farlo vivere e durare per più tempo di prima.

 

Bruno Calchera
Direttore Responsabile

 

 

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