WIIT Spa è un’azienda informatica che dal 2001 eroga servizi di Hosted Private and Hybrid Cloud ad aziende che hanno la necessità di servizi di gestione di Applicazioni Critiche e Business Continuity. La sua strategia è focalizzata in particolare sui servizi di IT-Outsourcing per la media e grande Azienda e la sua specializzazione è fortemente focalizzata sull’Outsourcing delle applicazioni critiche.

Parliamo del passato, del presente e soprattutto del futuro di WIIT con Alessandro Cozzi, suo fondatore e CEO, che tra gli obiettivi aziendali ha posto come preliminare quello del “fare la differenza nel rendere la transizione digitale uno strumento a beneficio di tutta la comunità.

Alla luce dell’attuale situazione di criticità che ha cambiato in maniera significativa lo scenario economico, come pensate di contribuire all’evoluzione ESG?
«In WIIT teniamo fede agli impegni assunti tre anni fa, quando abbiamo intrapreso il nostro percorso di sostenibilità e anche in futuro continueremo a focalizzarci sui temi ESG che più contano per il nostro business. Un esempio sono gli obiettivi climatici fissati nel nostro ESG Plan 2030, che ci vedono impegnati ad azzerare le emissioni di CO2 indirette entro il 2030 e a realizzare in parallelo una serie di progetti volti ad avvicinarci quanto più possibile alla Carbon Neutrality.

WIIT punta, infatti, ad acquistare il 100% dell’energia elettrica da fonti rinnovabili ed è sempre più attenta a compiere un utilizzo intelligente delle risorse del Pianeta che impiega in maniera indiretta. In questo caso, il nostro impegno è quello di utilizzare tutte le infrastrutture tecnologiche che acquistiamo in maniera selettiva e sostenibile, in modo da evitare gli sprechi e promuovere il riutilizzo, la cosiddetta second life, degli asset tecnologici. Un altro dei pilastri fondanti della nostra strategia ESG riguarda il capitale umano. Crediamo fermamente nello sviluppo delle persone e delle risorse, con le tecnologie digitali, e in particolare il Cloud, che rappresenteranno il futuro del mondo del lavoro. Per tale motivo, in WIIT investiamo moltissimo nella formazione, al fine di continuare a mantenere i talenti sempre aggiornati e garantire servizi di altissimo livello, soprattutto di fronte al rapido evolversi del mercato lavorativo che rende le competenze subito obsolete.

Anche la privacy e la sicurezza dei dati sono due temi che rivestono un’importanza fondamentale per il Gruppo. Negli ultimi due anni, la pandemia ha contribuito a un’accelerazione della digitalizzazione delle imprese, lasciandole però allo stesso tempo vulnerabili all’aumento degli attacchi hacker. In questo contesto, in WIIT stiamo lavorando per integrare continuamente la nostra offerta di servizi di cybersecurity in modo da mitigare in maniera sempre più efficace i rischi a cui sono esposte».

In diverse pagine e capitoli del vostro bilancio di sostenibilità si fa riferimento alla valorizzazione degli stakeholder interni ed esterni. Temi come accessibilità, inclusione, partecipazione e best practice fanno parte di quest’importante interpretazione delle relazioni. Esiste un “Gruppo del Bilancio Sociale Aziendale” che opera una sintesi di operatività nel tempo utile al CEO dell’azienda?
«All’interno del Gruppo WIIT abbiamo adottato un modello di governance estremamente articolato che di fatto garantisce all’amministratore delegato un presidio nell’evoluzione di tutte le strategie ESG. Nello specifico, abbiamo delineato un modello di Governance ESG che prevede l’assegnazione di ruoli e posizioni ben precise che mirano a definire, implementare e monitorare la strategia di sostenibilità dell’azienda.

Il modello prevede: la figura dell’ESG Board Member che valuta e prende decisioni strategiche sulla gestione della sostenibilità all’interno del Gruppo; il supporto di un Sustainability Manager che supervisiona l’esecuzione della strategia ESG e svolge l’attività di advocacy sia all’interno, sia all’esterno della Società; la creazione di un Comitato ESG ad hoc che indirizza le strategie e le priorità della strategia di sostenibilità in azienda; gli Ambassador, che sono i promotori a livello di gruppo delle strategie che andiamo a individuare.

Questi ultimi curano lo sviluppo di eventuali iniziative connesse alla strategia di sostenibilità, raccolgono informazioni utili al processo di rendicontazione e ricoprono il ruolo di ambasciatori ESG all’interno e all’esterno del Gruppo, diffondendo una maggiore consapevolezza sugli impegni e i risultati raggiunti in materia di sostenibilità. Va sottolineata, inoltre, un’importante attività di ascolto periodico degli stakeholder esterni, che confermano e avvalorano le decisioni prese internamente, fornendo spunti ed esigenze utili su quello che si sta facendo».

In particolare, siamo incuriositi dai vostri tre modelli di Business per il trasferimento tecnologico: Centri di Ricerca, Centri di Innovazione, Competence Center. La ricerca, la crescita e l’attività di partecipazione ai bandi, le piattaforme di servizio innovativo. Come procede la costruzione di una Rete dell’Innovazione? Quali ostacoli incontra, quali difficoltà ha dovuto superare?
«In WIIT, abbiamo sempre considerato l’innovazione come uno degli asset strategici per lo sviluppo del nostro business e come un pilastro fondante di quello che facciamo e di quello che si aspettano i nostri clienti. Per questo motivo, abbiamo elaborato un concetto di Funnel dell’Innovazione che prevede il coinvolgimento di più attori, fatto anche di partnership con operatori, istituzioni accademiche, fornitori e clienti.

Attraverso il Funnel dell’Innovazione, WIIT intercetta i principali trend e le novità tecnologiche del mercato, per poi introdurle insieme ai fornitori sul mercato italiano una volta che queste hanno raggiunto la dovuta maturità nei mercati di riferimento, in modo da creare dei servizi su misura per i propri clienti. Il Funnel dell’Innovazione ingloba quindi il contributo del mondo istituzionale, accademico, dei fornitori, dei clienti e anche le best practice innovative del settore frutto del nostro percorso di M&A, creando così una rete sinergica in cui tutti questi attori mettono a fattor comune skills, conoscenze e bisogni per trovare soluzioni che magari già esistono, ma che condivise possono subire un’accelerazione in maniera positiva».

a cura di Bruno Calchera

(da CSRoggi Magazine – Anno 7 – n.3/4– Settembre 2022; pag. 24)

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