Per “Volontariato di competenza” si intende una pratica di concreta responsabilità sociale che consente ai lavoratori dipendenti del settore privato di svolgere attività di volontariato durante l’orario di lavoro, mettendo in gioco le competenze acquisite nel proprio percorso professionale e aziendale.
Quando vi diranno che la CSR è un fenomeno moderno, non credeteci. Le sue radici affondano addirittura nel lontano 1955, quando un illuminato Adriano Olivetti, davanti ai dipendenti della sede di Pozzuoli, lanciò questa domanda ai tempi inaudita «Può l’industria darsi dei fini? Si trovano questi semplicemente nell’indice dei profitti? Non vi è al di là del ritmo apparente qualcosa di più affascinante, una destinazione, una vocazione anche nella vita della fabbrica?».
Ovviamente questa riflessione visionaria, tipica dei grandi imprenditori, ha dovuto decantare prima di diventare oggi addirittura un trend in crescita. Infatti, secondo la primissima ricerca di settore mai realizzata, pubblicata tra dicembre 2022 e aprile 2023, a cura del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Anpal (Agenzia nazionale politiche attive del lavoro) in Italia sono oltre 4mila le imprese (il 5% delle aziende intervistate, con 50 dipendenti o più) che hanno offerto al proprio personale l’opportunità di svolgere il volontariato di competenza e altre 21 mila (il 26%) sono interessate a consentirlo in futuro.
Per “Volontariato di competenza” si intende una pratica di concreta responsabilità sociale che consente ai lavoratori dipendenti del settore privato di svolgere attività di volontariato durante l’orario di lavoro, mettendo in gioco le competenze acquisite nel proprio percorso professionale e aziendale.
Dai dati emersi dalla ricerca di Unioncamere e Anpal, nel volontariato di competenza sono maggiormente attive le imprese di medie dimensioni (6,6%) seguite da quelle di grandi dimensioni (5,5%); è più diffuso tra le imprese del nord-ovest (5,6%) e nei settori dei servizi (5,4%), mentre per l’industria sono solo le imprese di costruzioni (5,5%) a mostrare un valore superiore al comparto industriale (3,9%).
Nella maggioranza dei casi (47,7%) le attività di volontariato svolte dal personale durante l’orario lavorativo si concretizzano nella partecipazione a community day, ma ci sono anche aziende che consentono ai propri collaboratori di dedicare più tempo ad attività di informazione e sensibilizzazione culturale/sociale/ambientale (22,5%), a seguire le attività educative a favore di studenti e minori in difficoltà (17,5%).
Alcuni esempi di “Volontariato di competenza”
I Centri di Servizio per il volontariato d’Italia hanno cercato di raccontare questo “fermento” sulle pagine del nostro magazine VDossier, attraverso le esperienze variegate che abbiamo incontrato. Qui ve ne raccontiamo alcune, partendo dalla testimonianza di una grande impresa della nostra penisola, dal 2017 impegnata in un duraturo progetto di volontariato aziendale i “volunteer days”.
Parliamo di Pizzarotti & C. Spa, impresa di costruzioni operante nella realizzazione di opere complesse, infrastrutture stradali, autostradali e industriali, aeroporti, costruzioni ferroviarie, edilizia sanitaria e residenziale. Uno dei principali general contractor italiani, al momento al lavoro in 18 Paesi nel mondo, con circa 3.500 dipendenti, e un fatturato che supera il miliardo di euro.
«Pur avendo iniziato un percorso di internazionalizzazione da oltre 30 anni, il gruppo Pizzarotti ha mantenuto le sue radici a Parma e qui abbiamo voluto creare delle sinergie con il territorio e le sue esigenze, anche con la costituzione della Fondazione omonima – ha spiegato a VDossier Silvia Rotondo, People culture, acquisition & development manager area Risorse umane impresa Pizzarotti -. Come impresa portiamo avanti un progetto più ampio che chiamiamo benessere del dipendente, al cui interno abbiamo introdotto il volontariato d’impresa. Abbiamo cercato di capire come potevamo con le nostre persone contribuire alle esigenze specifiche del Terzo settore e abbiamo trovato una splendida collaborazione con il Csv Emilia nel guidarci in questa attività, che è via via cresciuta negli anni e non si è fermata nemmeno negli anni del Covid, riorganizzandosi da remoto».
Al centro di questa specifica pro – posta aziendale ci sono i volunteer days, ovvero dedicare una mezza giornata all’anno a questa attività, in una settimana del mese di maggio, con le quattro ore che non vengono detratte come permessi, ma sono ore lavoro che l’azienda devolve ad attività di volontariato.
Dalla cura del verde all’organizzare gli scaffali in un emporio solidale, dal sistemare sacchi di sabbia lungo gli argini dei fiumi alla riqualificazione di spazi in gestione ad associazioni, gli ambiti sociali esplorati sono stati numerosi: disabilità, comunità di affido, carcere, ambiente, anziani, nuove povertà, povertà educativa, sviluppo di comunità, salute mentale.
Un’esperienza che, nata come detto dal territorio emiliano, ha ultimamente coinvolto anche gli altri luoghi o Paesi dove Pizzarotti opera con dipendenti impegnati in specifiche commesse. È così che i volunteer days 2023 si sono svolti anche su diversi territori italiani e anche in Romania, con un’adesione di 110 persone, per 454 ore di volontariato totali.
Un altro progetto di attivazione del volontariato aziendale è quello coordinato dal Csv di Padova e Rovigo che ha pubblicato da poco la guida “Il tempo che genera valore”, curata con Aidp (Associazione italiana direzione personale) Veneto e Friuli-Venezia Giulia. A questa guida si è affiancato un sito dedicato con una sezione specifica contenente le diverse opportunità in cui le aziende possono sostenere comunità e progetti. Negli ultimi due anni almeno una decina sono state le imprese – dalla multinazionale Pwc Italia alla piccola startup fatta da giovani – che hanno contattato il Csv di Padova e Rovigo, e a riprova di un interesse crescente per questo tema la guida ha totalizzato numerosi download, e non solo da aziende, ma anche da altri Csv e volontari. La guida può essere richiesta online, sul sito del CSV di Padova e Rovigo.
Un’ultima interessante segnalazione ci viene dal lavoro svolto da Csv Napoli, a riprova che non solo il centro nord Italia è interessato dal tema del volontariato aziendale. Csv Napoli, infatti, l’anno scorso ha lanciato la piattaforma dedicata crowdnet.it, con
una sezione specifica su volontariato e imprese, con la possibilità sia per le aziende che gli Ets interessati, di aderire per attivare una partnership. «Per noi è prima di tutto promozione culturale e rientra nell’area della responsabilità sociale condivisa – racconta Giovanna De Rosa, direttrice del Csv Napoli Ets -. Le imprese che ci contattano non sono tante, ma credo che come Csv sia un tema su cui abbiamo un’opportunità da cogliere e su cui lavorare, tenendo insieme anche comunicazione e formazione. L’attività esperienziale è fondamentale perché consente di lavorare sul piano relazionale e genera benessere anche nelle imprese. Le associazioni sono grate ed è un’occasione di formazione anche per loro.
di Francesco Bizzini (Csv Milano) e Monica Cerioni (Csv Marche),
in collaborazione con la redazione di VDossier
(foto: impresa Pizzarotti)
( da CSRoggi Magazine – n.3 – Anno 9 – Giugno/Luglio 2024; pag. 38 )