L’uomo della strada

Nel mare sterminato di quanto si può fare per migliorare le cose del mondo di oggi ed indirizzarlo verso una modalità più sostenibile, una idea, per me nuova, ha attirato la mia attenzione.
Si tratta di agire a difesa delle api.

Confesso che, sopraffatto dalla C02, dalla scomparsa dei ghiacciai, dalla vivibilità delle metropoli, il futuro delle api era un tema che non mi aveva mai coinvolto. Ma devo aver sbagliato.
Ad un buon gruppo di studiosi sta molto a cuore.

Infatti ci spiegano che ” oggi la sopravvivenza di questi piccoli impollinatori è messa a dura prova. Secondo l’ultimo rapporto FAO oltre il 30% delle api è a rischio declino e questo colpisce inevitabilmente anche tutta l’agricoltura. Su 100 delle colture più rilevanti al mondo, ben 71 si riproducono grazie al prezioso lavoro di api selvatiche, api mellifere e bombi. Non solo, ma il 75% delle risorse alimentari destinate agli esseri umani, dalle castagne alle pesche, dalle zucchine ai pomodori, dal latte ai formaggi, dipende dal loro operato.

Questi dati tracciano uno scenario allarmante che richiede interventi repentini e mirati, oltre che una transizione verso nuovi modelli di consumo perché la sopravvivenza delle api risulta vitale per la nostra sicurezza alimentare, per la nutrizione e per la biodiversità.”

E da queste osservazioni nasce l’idea.
“Sostenere la tutela e l’allevamento di arnie. L’iniziativa si propone di difendere e tutelare le api nei contesti urbani perché, fuggendo dal loro habitat naturale di campagna a causa dell’uso massiccio di pesticidi e prodotti di sintesi in agricoltura, questi piccoli impollinatori cercano sempre più spesso rifugio nelle città. Da qui, allora, l’idea di offrire loro un riparo sicuro, attraverso una rete di apicoltori competenti e appassionati, che possano prendersi cura degli alveari grazie ad un sistema innovativo di biomonitoraggio, che aiuta a comprendere lo stato di salute degli insetti e dell’ambiente circostante.

Il contributo al progetto prevede anche l’acquisto degli sciami di api, delle attrezzature necessarie, come le arnie e gli indumenti di protezione per l’apicoltore, le continue attività di assistenza tecnica. E all’apicoltore, la verifica e il monitoraggio delle attività e del loro stato di salute, nonché la produzione del miele.”
Allora, chi è disposto ad ospitare una colonia di api?
Si faccia avanti!

Ugo Canonici


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