L’ uomo della strada
Tutti al mare, si. Per ripulirlo.
Un effetto positivo del lungo periodo di pandemia che abbiamo vissuto è stato certamente quello di averci fatto toccare con mano gli effetti positivi della grossa diminuzione dell’inquinamento.
Tutte le attività rallentate, a livello mondiale, hanno permesso all’aria di ripulirsi e, lo stesso, al mare di presentarsi in condizioni che forse non ricordavamo più. Anzi condizioni che i più giovani neanche conoscevano.
C’erano pesci che si conoscevano solo in fotografia, coralli rigenerati, fondali sconosciuti.
Ecco però, i fondali. L’acqua limpida ha permesso di individuare una quantità di bottiglie, sacchetti di plastica e copertoni, e tanto altro, che giace sui fondali, perché, se è vero che, nel periodo, non è aumentato il livello di scarti e detriti abbandonati, quelli che c’erano prima sono rimasti lì.
E, visto che i fondali hanno ancora molto da recuperare, plaudiamo ad una iniziativa che è stata lanciata e realizzata (ma non finisce qui!) nei giorni scorsi, per dare una bella ripulita. Nel corso dell’ “Operazione Spazzamare”, la più importante giornata di pulizia dei fondali mai realizzata in Italia, organizzata congiuntamente dal progetto europeo Clean Sea Life e dalle Capitanerie di Porto in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, i sommozzatori di una quarantina di centri immersione e i Nuclei Subacquei di varie Capitanerie di Porto, armati di sacchi e palloni di sollevamento, si sono immersi in darsene e porticcioli di tutte le regioni d’Italia.
Sembra che in Italia, per la più grande operazione di pulizia del mare mai avvenuta, i volontari siano stati più di un migliaio. Sui fondali è stato trovato di tutto: hanno stimato dieci tonnellate di rottami, tra cui primeggiavano motorini, auto, frigoriferi, cucine, sanitari, plastiche in quantità industriale. Insomma, spazzatura di ogni tipo.
Gli oggetti recuperati sono stati catalogati, pesati e poi smaltiti grazie alla collaborazione degli enti locali.
Nel più ampio quadro alla conquista di un Pianeta più sostenibile (l’Unione Europea ha lanciato una alleanza con l’obiettivo di riportare a terra, entro il 2025, 10 milioni di tonnellate di materie plastiche da riciclare), l’ “Operazione Spazzamare” si è rivelata un successo. Ma la battaglia per avere un mare pulito si deve combattere a terra, riducendo il più possibile la produzione di rifiuti. Prima che arrivino in mare.
Come sempre si tratta di un problema di cultura e condivisione.
Ugo Canonici