Ci aveva scommesso già da tempo ma, ora più che mai, in un momento in cui sanificazione e igienizzazione sono diventate parole chiave della nostra quotidianità a causa del coronavirus, Telepass punta con ancora maggiore convinzione sulla startup Wash Out, impegnata nel lavaggio auto, acquisendone il 70%.
La giovane società innovativa, che si occupa di car washing ecosostenibile e personalizzato sulle esigenze del cliente, ha appena finalizzato il closing per l’acquisizione del 70% del proprio pacchetto azionario in favore di Telepass, società del gruppo Atlantia impegnata nella distribuzione di servizi digitali per la smart mobility.
L’acquisizione da parte di Telepass rientra nella sua strategia “Safe & Clean” per offrire ai propri clienti una piattaforma sempre più completa di servizi digitali per la mobilità. Obiettivo finale: garantire la massima sicurezza in termini di riduzione delle occasioni di contatto grazie alla sua natura cashless e di incremento del livello di igiene dei mezzi. Minimo comune denominatore resta l’anima green: è da sempre pilastro della mobilità in stile Telepass, è alla base della partnership con Wash Out, particolarmente attenta all’impatto ambientale.
I tre founder di Wash Out sono Christian Padovan, Andrea Galassi e Alessandro Morlin. Stessa età (30 anni), stessa origine milanese, si conoscono da piccoli sui banchi di scuola. “Abbiamo sempre avuto aspirazioni e mindset imprenditoriale” racconta Padovan. Dopo la laurea alla Bocconi, uno dei tre, Andrea Galassi, vola a Dubai per lavorare per Boston Consulting Group. È lì che nel 2015 Galassi ha modo di osservare l’idea che porterà poi in Italia per fondare Wash Out: un’app per lavare la macchina. Tornato in Italia nel 2016, Galassi coinvolge i due amici nel progetto: replicare l’idea vista a Dubai anche nel nostro Paese. Fondano così Wash Out e la startup viene incubata in SpeedMIUp, l’incubatore dell’Università Bocconi di Milano.
Continua la lettura su economyup.it
(da economyup newsletter del 21 giugno 2020)