Il report di sostenibilità, quando ben gestito, è una fonte di informazioni, di notizie e di interventi decisionali. È una raccolta di dati, di progetti, e di impegni assunti nell’anno ma che hanno riflesso nel futuro, che sono decisamente una fonte di conoscenza per gli stakeholder.

Leggi l’articolo di Bruno Calchera qui sotto, oppure da CSRoggi Magazine – n.3 – Anno 10 – Giugno/Luglio 2025; pag. 26

Bruno Calchera

La sostenibilità nella GDO, la grande distribuzione organizzata, sta attraversando ormai da tempo fasi di profonde trasformazioni: dall’essere un concetto di nicchia a imperativo strategico. Le aziende del retail sono sempre più chiamate ad adottare pratiche responsabili che minimizzino l’impatto ambientale, generino benefici sociali e assicurino la redditività economica a lungo termine.

Sono i consumatori, le famiglie italiane, ad avere iniziato una trasformazione che lentamente ha posto prodotti a “chilometro zero”, quelli etici, abbracciando la catena del valore sociale, esasperando la richiesta di consumo di prodotti salutistici, con una richiesta di conoscenza di informazioni diversissime: provenienza del prodotto, informazioni per determinare la qualità dello stesso, trasparenza per ben comprendere anche la politica dei prezzi. Gli elementi di trasformazione nella GDO sono ben maggiori rispetto a quelli elencati: tutti gli Item ESG sono impegnati negli scaffali.

La maturazione di acquirenti e buyer
Fino a poco tempo fa le grandi marche hanno sempre goduto del privilegio della massima esposizione nella scaffalatura, ma con il tempo questo vantaggio è stato eroso dalla capacità di scelta del consumatore. È evidente che la comunicazione pubblicitaria ha un ruolo decisivo in questo processo: ma l’affollamento delle proposte ha imposto all’acquirente processi valutativi, che spesso sono frutto di relazioni sociali più che da pressioni pubblicitarie.

Un’analisi Nielsen del 2023 indicava già allora un dato interessante: il 69% dei consumatori mostra attenzione maggiore verso la sostenibilità rispetto solo a due anni prima. I fattori ESG che si stanno imponendo nella GDO denotano una maturazione sia degli acquirenti sia dei buyer. Non sono solo i requisiti ambientali, ecologici che vantano una particolare attenzione, l’approccio olistico comporta per la GDO anche la questione sociale, come le condizioni di lavoro nelle filiere, e l’attenzione alla Governance trasparente ed etica.

Un cambiamento nelle abitudini di spesa

La Direttiva sul Reporting di Sostenibilità Aziendale del 2026 (CSRD) imporrà obblighi e attenzioni particolari nella gestione della singola azienda.

Simone Di Ruscio su Linkedin tra l’altro osserva: «Il settore della GDO italiana è caratterizzato da elevata competitività, bassi margini operativi e una costante concorrenza sui prezzi. In questo contesto la Sostenibilità sta assumendo un ruolo sempre più centrale, superando il vecchio approccio del greenwashing a favore di interventi più solidi e strutturati. Il percorso della Sostenibilità è quindi caratterizzato da un adattamento inizialmente reattivo alla pressione dei consumatori. (…) Le aziende della GDO stanno superando l’approccio superficiale per rispondere a un cambiamento tangibile nelle abitudini di spesa, con l’aumento del 10,5 del consumo di prodotti sostenibili certificati. (…) La sfida consiste nell’incorporare profondamente questi cambiamenti, anziché trattarli come risposte temporanee, per rimanere competitivi in un mercato in continua evoluzione».

Un’analisi di Nielsen sui Reporting della GDO e sulle diverse marche offre significativi risultati relativi al quadriennio 2020-2023:

  • Conad, Esselunga, Aldi e Coop hanno pubblicato i Bilanci di Sostenibilità in questo quadriennio
  • Lidl pubblica il reporting ogni due anni
  • MD ha iniziato la pubblicazione nel 2022
  • Carrefour ha rilasciato in quel quadriennio una pubblicazione
  • Eurospin ha pubblicato il Report nel 2020 comprendo il triennio 2018-2020.

 Il report, un utile strumento aziendale
È evidente a tutti che questa misura conoscitiva non è fatta per il consumatore finale. Nessun consumatore sfoglierà un report per scegliere a quale marca GDO affidarsi. È l’opera di elaborazione del report di sostenibilità che diventa un utile strumento aziendale per valutare lo standard degli ESG implicati nella stesura. Il report, quando ben gestito, è una fonte di informazioni, di notizie e di interventi decisionali. È una raccolta di dati, di progetti, e di impegni assunti nell’anno ma che hanno riflesso nel futuro, che sono decisamente una fonte di conoscenza per gli stakeholder.

Per questo sarebbe opportuno che il report venisse “spacchettato” e inviato agli interlocutori che “effettivamente” possono stimare dati e notizie. È una osservazione che emerge davanti a Sustainability Report di 100 pagine e più. I buyer sono i protagonisti di trend aziendale dell’anno concluso, ma lo sono anche per le scelte del futuro. Dove va l’azienda? Quale sarà la politica aziendale, sia in relazione ai prezzi sia al posizionamento dei prodotti? I dazi di Trump incideranno nel prossimo futuro? Fino a che punto?

È evidente che vi saranno possibili ricadute nella politica dei prezzi e in questo caso è la relazione con gli stakeholders che rende possibile che l’impatto possa essere sostenibile per azienda e cliente. Difficile immaginare un’insegna che rinuncia alla qualità dei suoi prodotti, rivolgendosi a fornitori di minor qualità, solo perché i dazi hanno sconvolto i prezzi di vendita. Anche per i clienti la conoscenza rigorosa è un importante motivo di relazione e di incremento della reputazione. Diventa persino possibile l’inizio di collaborazioni virtuose attraverso politiche promozionali. La Governance necessariamente è trasparente.

Un’ulteriore affermazione di Di Ruscio su Linkedin: «L’85% degli italiani ritiene importante che i prodotti alimentari acquistati riflettano le proprie convinzioni etiche, sociali ed ambientali. Una fetta significativa di consumatori è disposta a pagare un sovrapprezzo (5% normalmente, a volte fino al 10%) per prodotti sostenibili”.

La sostenibilità è una forma culturale importantissima.

(19 luglio 2025)
(foto: @ freepik)

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