L’uomo della strada

BlackRock, importante società di fondi di investimento, ha appena terminato un profondo esame delle società nel mondo che richiedevano investimenti per le loro attività.

Ha individuato quelle che  non fanno sufficienti sforzi nella direzione della sostenibilità ambientale, del risparmio energetico e nella riduzione delle emissioni di CO2, ed ha tolto loro la possibilità di essere supportate finanziariamente.

Il fondo, che ha 6,5 trilioni di dollari in gestione, ha individuato 244 aziende nel mondo che stanno compiendo progressi «insufficienti» per integrare il rischio climatico nei loro modelli di business o divulgazione.

Per le aziende “punite”, che sono state 53, pari al 22% del totale, i fondi di BlackRock hanno votato contro le delibere (riguardanti le nomine degli amministratori). Altre 191 sono state messe in guardia rispetto ai progressi non ancora significativi condotti nella direzione di protezione dell’ambiente: rischiano di avere un voto contro il management nel 2021.

Invece per oltre 60 aziende le cui informazioni, obiettivi e attività di business legate alle questioni climatiche si allineano alle aspettative del fondo, la collaborazione sta continuando tranquillamente.

Tutto questo nasce dalla decisione, presa da BlackRock  all’inizio dell’anno, di dar vita ad una serie di iniziative  tese a rendere la sostenibilità il nuovo standard di investimento del fondo stesso nelle attività di gestione degli investimenti.

Queste iniziative sono basate sulla convinzione che il rischio climatico è il rischio di investimento. Secondo BlackRock le aziende che operano nei settori che generano alta intensità di anidride carbonica, ad esempio, affrontano rischi finanziari significativi nella transizione verso un’economia a basse emissioni di CO2 e, di conseguenza, presentano i maggiori rischi per gli investimenti concessi.

Questo “sguardo attento” verso la sostenibilità, che mi trova totalmente in accordo, mi fa pensare che, se si vuole ottenere una condivisione di idee per poter raggiungere importanti risultati (e quello di diventare sostenibili è un importantissimo obiettivo) e una vita migliore per tutti, al di là di tanti discorsi etici, scientifici, di solidarietà, un “argomento” determinante è quello dei soldi.

E questa non è certo una scoperta di oggi. A me torna in mente un vecchio proverbio toscano che suona più o meno così: “senza lilleri non si lallera”.

Il suo significato più comune è che senza soldi non si può fare niente (per “lilleri” s’intendono i soldi (tilleri) da “tallero”, moneta d’argento. L’originario significato di quest’espressione è legato al divertimento, o, meglio ancora, al piacere. Quindi, idea diffusa,  senza soldi non si può pretendere di fare quello che si vuole. Perciò conviene adeguarsi.).

Ugo Canonici


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