In un momento in cui l’Italia fronteggia la seconda ondata della pandemia di Covid-19 e la città di Milano attraversa la sua fase più critica, cercare di guardare al domani con ottimismo e speranza è tanto difficile quanto necessario.

Secoli di sviluppo insostenibile ci hanno condotti dove ci troviamo ora. A un bivio, in cui imboccare la strada della transizione ecologica è l’unica alternativa possibile. Oggi, più che mai, la determinazione nell’adottare misure per la ripartenza appare come un’occasione irripetibile. Ecco perché la pandemia non può e non deve trasformarsi in una scusa per ritardare il processo di riconversione green. È fondamentale resistere alla tentazione di sacrificare gli obiettivi fissati per contrastare la crisi climatica e ambientale, in nome di una ripresa economica più rapida e da ottenere “a ogni costo”.

In questo contesto diventa chiaro il senso dell’Osservatorio Milano Sostenibile 2020 con cui, per la quarta volta, LifeGate è tornata a indagare insieme a Eumetra MR il rapporto dei milanesi con i temi della sostenibilità. Una ricerca partita nel 2015 con l’Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile, che dal 2017 ha previsto un focus verticale su Milano e, da quest’anno, anche su Roma. L’indagine è stata condotta su un campione rappresentativo di 843 cittadini adulti. Le risposte sono state raccolte a luglio 2020, quando la curva dei contagi aveva rallentato la sua corsa, senza però spazzare via paure e incertezze. Ecco perché la loro sintesi ci affida un quadro di non facile interpretazione.

L’analisi che ci apprestiamo a compiere, alla luce delle complesse vicende globali e locali ancora in piena evoluzione, richiede dunque una buona dose di cautela.

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