L’uomo della strada

 

 

 

Quando ero ragazzo, sul muro davanti alla scrivania sulla quale studiavo, avevo appeso una “piastrella” che aveva la pretesa di raccogliere le frasi e i proverbi che mi sembrava fossero “perle di saggezza”.
Era così, come per avere dei “riferimenti” in un momento della mia formazione (l’adolescenza) che si sa essere particolarmente delicato.
Ebbene, una di queste frasi (non ricordo perché in francese) recitava “Il faut savoir attendre”.

Ma figuriamoci se per un ragazzo era possibile riuscire a contare sulla capacità di aspettare! E quindi, la frase era lì, ma godeva, per me, di poca credibilità.
Però devo riconoscere che sbagliavo. Spesso nel prosieguo della mia esistenza mi son trovato a pensare “è proprio vero!”.

E questo si è ripetuto anche nei giorni scorsi, quando ho sentito e letto che “l’amministrazione del presidente Joe Biden ha sospeso tutti i contratti di locazione per l’estrazione di petrolio e gas nell’Arctic National Wildlife Refuge, la più grande riserva naturale dell’Alaska.
L’iniziativa va ad annullare uno dei principali sforzi dell’ex presidente Donald Trump per espandere lo sviluppo di combustibili fossili e minerali negli Stati Uniti.

Già durante la sua campagna elettorale, Biden si era impegnato a proteggere l’habitat naturale di orsi polari, caribù e uccelli migratori, ed i ghiacciai. Coprendo circa 78mila kmq, l’Arctic National Wildlife Refuge viene spesso descritto come l’ultimo grande deserto d’America.”
“Il presidente Biden ritiene che i tesori nazionali dell’America siano capisaldi culturali ed economici del nostro Paese ed è grato per la tempestiva azione del dipartimento degli Interni di sospendere tutti i contratti in attesa di una revisione delle decisioni prese negli ultimi giorni dell’ultima amministrazione che avrebbero potuto cambiare l’identità di questo posto speciale per sempre”, ha dichiarato in una nota Gina McCarthy, consigliere nazionale per il clima della Casa Bianca.”

La mossa presidenziale ha ricevuto il plauso dei leader tribali artici ma non quello dei seguaci di Trump (ma va?).
Credo che chi segue le cose del mondo, ed in particolare le cose della sostenibilità, ha subìto, negli anni scorsi vari pugni nello stomaco. Uno su tutti: la decisione degli USA di uscire dal Patto di Parigi. Ma anche questo, di estrare il petrolio distruggendo mezza Alaska, non è stato da poco.

Il dolore dei colpi allo stomaco io avevo cercato di lenirlo dicendomi “il faut savoir attendre”.
E, ancora una volta, il tempo è stato galantuomo.

Ugo Canonici

 

 

Share This