Trasformare la pandemia da crisi in occasione per ripensare i modelli di sviluppo. Per Péter llyés, numero uno di E.on Italia, è questa la nuova sfida del dopo- Coronavirus. Il manager conta molto sul Green Deal europeo per uno stimolo verde, che rimetta in moto l’economia in ima direzione più sostenibile, e porta come esempio gli obiettivi della sua azienda che punta a ridurre le proprie emissioni del 75 per cento entro il 2030 e del 100 per cento entro il 2040 (rispetto al 2019), fino a vendere solo energia rinnovabile entro il 2050.
Vantaggi condivisi
«Gli investimenti in efficienza energetica, in ambito domestico ma anche commerciale e industriale, possono aiutare l’economia europea a ripartire nel modo migliore – sostiene llyés – perché danno lavoro e riducono i costi di gestione tagliando le bollette, oltre a offrire un grande contributo alla difesa dell’ambiente e del clima». Investimenti di questo tipo, ora incentivati anche dal governo italiano con l’ecobonus al 110forest per cento, portano vantaggi a tutti. «È un’industria nuova che porta grande valore agli operatori, ai consumatori e alla società», fa notare il manager.
E prosegue: «Noi faremo la nostra parte, con il coinvolgimento dei clienti in una community per l’efficienza energetica, con le offerte verdi che includono l’installazione di pannelli fotovoltaici sul tetto e anche con la nuova soluzione di Green Ppa, che consente ai clienti di usufruire dell’energia rinnovabile prodotta da un impianto realizzato da noi, anche da remoto». Ma soprattutto con la condivisione di molte iniziative a favore dell’ambiente, come il progetto «Boschi E.on», che ha da poco tagliato il traguardo dei 100mila alberi piantumati diventando così il più grande progetto di riforestazione mai realizzato da un’organizzazione privata in Italia.
Temperature
«Gli scienziati concordano sull’importanza della riforestazione – ricorda llyés – perché gli alberi sono sottrattoli naturali di anidride carbonica, considerata la principale causa dell’effetto serra e quindi dell’innalzamento delle temperature. Attualmente sulla Terra ci sono 5,5 miliardi di ettari di boschi e, secondo il recente rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change, per contenere entro 1,5 gradi centigradi il riscaldamento globale entro il 2050 è necessario avere un miliardo di ettari in più di foreste. Per questo ci siamo concentrati prima di tutto sugli alberi». In che modo lo dicono alcuni numeri: nelle 34 aree selezionate in otto regioni italiane, da Nord a Sud, dove i boschi c’erano già ma si erano molto diradati negli anni, sono stati piantati in dieci anni di attività 101.489 alberi, contribuendo alla compensazione di 74.278 tonnellate di C02, pari alle emissioni prodotte dai consumi energetici di 72mila famiglie. Questo risultato è stato conseguito grazie alla partecipazione dei clienti, che E.on ha coinvolto nell’iniziativa, con un nuovo albero piantumato per ogni nuova sottoscrizione dell’offerta E.on GasVerde.
Coinvolgimento
La stessa formula è stata adottata anche in altre iniziative di sostenibilità dall’azienda, che punta alla diffusione della sensibilità e della responsabilità ambientale coinvolgendo i propri clienti in prima persona: per esempio nel progetto Energy4Blue per la sostenibilità dei mari e delle coste italiane, con 138mila chilometri di spiagge pulite, grazie all’adesione di 13.800 clienti che hanno sottoscritto l’offerta E.on LuceBlu, ognuno contribuendo alla pulizia di 10 metri lineari di spiaggia. L’ultima iniziativa, che ha già raccolto mille adesioni in quattro mesi, si è concentrata sulla difesa delle tartarughe marine, con la sponsorizzazione di una serie di centri di protezione di questa specie a rischio di estinzione. «E prossimamente – preannuncia llyés – lanceremo un’iniziativa per contribuire alla soluzione dell’inquinamento da plastica, offrendo un premio a una startup innovativa in questo campo, selezionata con una gara».
E.on Italia ha superato da poco i 900mila clienti e punta ad arrivare a 1 milione entro il 2021, in attesa della completa liberalizzazione del mercato italiano dell’energia, che viene posticipata di anno in anno e ora è stata fissata al primo gennaio 2022.
di Elena Comelli