L’ospite

 

 

 

Sono sempre di più le società benefit e le altre imprese che, per scelta statutaria o vocazione imprenditoriale, hanno deciso di inseguire, oltre allo scopo di lucro, l’obiettivo di contribuire a uno sviluppo sostenibile.
Alti ideali a cui seguono piani industriali e business plans altrettanto ambiziosi per dare un impatto positivo alle comunità di riferimento.

Purtroppo, la realtà di questi anni continua a sfidare i programmi personali.
Due anni e mezzo di pandemia e restrizioni e, ora, la guerra in Ucraina, con quel che comporta in tema di innalzamento dei costi di approvvigionamento di talune materie prime, di difficoltà nel mantenimento delle relazioni con i partners commerciali e il restringimento dei mercati dell’est Europa.

È quindi ragionevole chiedersi se e come si possa agire in modo “responsabile, sostenibile e trasparente” in una situazione di emergenza prolungata oppure se si debbano lasciar prevalere istinti imprenditoriali protettivi ed egoistici.

Il senso di appartenenza e la cura delle relazioni
La storia economica insegna che la seconda opzione ha fallito, distruggendo valore nel lungo periodo anche in tempi floridi.
Da questa consapevolezza deve attingere forza la convinzione che, soprattutto nelle situazioni di crisi, sono il senso di appartenenza comunitaria e la cura delle relazioni che possono costruire.
L’orientamento allo sviluppo sostenibile passa quindi, oltre che dalla ricerca continua di innovazione tecnologica, dalla capacità di includere anche il punto di vista e gli interessi degli stakeholders, abbracciandone, con spirito di solidarietà autentica, le esigenze.

Abbandonare per non rischiare o mantenere per sostenere?
Così, le imprese “responsabili” si dovranno porre la domanda se abbandonare del tutto il mercato dei territori di guerra per non rischiare alcuna risorsa economica nelle zone toccate da conflitto oppure mantenere, per quanto possibile, relazioni commerciali con i partner locali, sostenendoli concretamente in questa difficile situazione.

Ugualmente, potrà porsi il problema delle riduzioni di organico, mentre è già sorta la necessità di rinegoziare i prezzi con la catena di fornitura o rivedere quelli verso i clienti o utenti finali.
“Qui” – sulle risposte che le imprese sostenibili daranno a queste concrete tematiche – “si parrà la tua nobilitate”!
In fondo, la storia è fatta anche dagli umili e dagli uomini e donne di buona volontà.

di Marco Cristiano Petrassi

 (da CSRoggi Magazine – Anno 7 – n.2 – Marzo/Aprile 2022; pag. 62)

 

 

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