E’ dedicata agli alberi, come salvarli e prendersene cura, la decima edizione del «Premio Non spreca­re». Da oggi al 20 ottobre, chi ha a cuore la sostenibilità e ha un’idea per passare dalle parole ai fatti, si può candidare. Per partecipare basta inviare progetto e candidatura, attraverso il sito (la carta è bandita), ad una delle cinque sezioni: aziende, associazioni, giovani (un­der 35) e start up, istituzioni, scuole e università, come si può comprendere dagli esempi raccontati in questa pagina, protagonisti delle passate edizioni.

Saranno poi i lettori-navigatori a fare la prima scrematura, manifestando il gradimento attraverso i like. Quindi la parola passerà alla giuria, che a propria discrezione potrà indicare direttamente altri 2 vincitori per la sesta sezione del Premio: «personaggi», uno italiano e uno straniero. Il premio nasce da un’idea di Antonio Caldo, che nel corso di questi anni ha costruito attorno al dittico Non sprecare una piattaforma editoriale con un mix di carta e web. Ed è organizzato con l’università Luiss, la Libera Università Internazionale degli Studi Sociali, che ospiterà a Roma la cerimonia finale, prevista in novembre.

La Luiss, infatti, ha fatto della sostenibilità una bussola dì tutte le sue attività e di recente ha anche lanciato la campagna #LuissPlasticLess, che prevede una serie articolate di misure volte a sensibilizzare tutta la comunità universitaria contro l’utilizzo della plastica monouso. A cominciare dai distributori di bevande calde che erogano solo bicchieri di carta e dalla sostituzione delle vettovaglie di bar e mensa con materiali riciclabili.

Alcuni esempi virtuosi

Venezia
Una biblioteca per tutti

Mentre sogna un Piano nazionale per le biblioteche, Antonella Agnoli dopo aver fondato (e poi diretto) nel 1977 la Biblioteca di Spinea a Venezia ha contribuito ad aprirne undici in tutta Italia. A Bologna nella vecchia sede della Borsa, a Pistoia in un ex capannone industriale, a L’Aquila in un prefabbricato del dopo terremoto, a Mantova in un macello abbandonato, a Palermo in una chiesa sconsacrata. è diventata un’icona della lotta contro «lo spreco della non lettura» in un Paese dove poco più di un terzo degli italiani acquista un libro all’anno, «le biblioteche -dice- devono essere luoghi di incontro, dove puoi anche trovare chi festeggia un compleanno o vuole usare una stampante 3D».

Bolzano
Pelle e carta dalle mele

Similpelle e carta dagli scarti di mele da usare anche per divani di design e abiti griffati. Ecco come la filosofia del non sprecare si sposa alla sostenibilità dell’economia circolare. A Bolzano, la Frumat, azienda fondata nel 2008 con l’idea di trasformare i residui industriali biologici in materiali innovativi e sostenibili, è riuscita a realizzare il progetto dell’ingegnere Alberto Volcani, un inventore locale. Frumat recupera le materie prime (gli scarti) dal territorio. Dal riciclo di bucce e torsoli ottiene carta ma soprattutto ecopelle molto versatile, ribattezzata «pellemela». I suoi utilizzi vanno dalla produzione delle calzature fino a quella delle poltrone. E alcune società partner hanno lanciato la linea di quaderni ecosostenibili «melascrivo».

Mantova
Adotta un nonno

Bambini e anziani si incontrano una volta alla settimana e insieme giocano e si divertono.
L’Idea del progetto «Adottiamo un nonno» è nata quando gli studenti di IV B e IV D della scuola primaria «Cesare Battisti» di Castiglione delle Stiviere (Mn) hanno letto in classe il libro «Mio nonno era un ciliegio» diAngela Nanetti, che racconta di un ricovero per anziani triste e senza colori. E cosi nella primavera di un anno fa sono iniziati gli incontri con gli ospiti della casa di riposo «Fondazione Innocenza Zanetti e Angelo Cominetti» con l’obiettivo di «colorare le giornate degli anziani». E gli incontri sono sorprendenti, perché avviene uno scambio dei ruoli dove, spigano le maestre, «i piccoli si responsabilizzano e i vecchi tornano bambini».

Arezzo
Il casco intelligente

Un urto, un incidente, ed ecco che il casco «intelligente» (Blue helmet) lancia un sos: avvisa Pronto soccorso e familiari. Ma può anche controllare il battito cardiaco e grazie a dei sensori funzionare da etilometro: rileva cioè la quantità di alcol nell’organismo tramite l’analisi della respirazione del centauro. A brevettarlo, un anno fa è stato Emanuel Chirila, oggi 21enne, di San Giovanni Valdarno (Arezzo). «Si tratta di tecnologia incorporata in un casco – spiega Chirila – che oltre a offrire protezione durante l’impatto garantisce una sicurezza dopo l’incidente. Il casco, infatti, è collegato a satelliti Gps ed è dotato di un sensore dì collisione che sente l’urto. Valuta poi la stanchezza del motociclista e le condizioni atmosferiche.

Oristano
Un cane di nome Palla

Palla è il nome, di una cagnolina salvata nella clinica veterinaria «Due Mari» di Oristano. A lei si è ispirata la Fondazione di cui la cagnolina è diventata testimonial «Effetto Palla Onlus». La storia del cucciolo di Pit Bui Palla a suo tempo fece scalpore: fu ritrovata infatti con un cappio che le era stato messo attorno al collo quando aveva pochi mesi e che, mentre cresceva, le aveva stravolto i lineamenti oltre a provocare inutili sofferenze. Il medico veterinario Monica Pais, con lo staff della clinica, ha curato Palla e l’ha poi adottata. La Fondazione oggi si prende cura degli animali abbandonati come fossero dei «rottami» o ammlati, li cura e quando sono in piena salute si attiva per trovare una famiglia adottiva.

Modena e Reggio Emilia
L’energia delle mosche

Allevano «mosche soldato», black soldier fly, per trasformare gli scarti alimentari in proteine ed energie grazie alla voracità delle loro larve. A far sì che i fastidiosi insetti diventino operaie specializzate è un progetto dell’Università di Modena e Reggio Emilia. I ricercatori, in un impianto pilota, sono riusciti a ricavare bioplastiche e fertilizzanti ad alto valore nutritivo per la terra. Le larve convertono diversi tipi di materiali organici di scarto in biomasse proteiche ricche di grasso. Gli adulti di «mosca soldato» non sono infestanti e non si nutrono. Vivono giusto il tempo dì riprodursi. Quindi in un circolo virtuoso, le loro larve vengono frazionate in proteine e sostanze utili per le produzioni industriali.

di Paola D’AMICO

 (da Buone Notizie – L’impresa del bene del 21 maggio 2019)

Per informazioni sul premio 2019: www.nonspecare.it

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