Nata in Brianza più di 70 anni fa, l’azienda è diventata un punto di riferimento nel mondo dei salumi di alta qualità. La famiglia Rovagnati racconta valori, progetti e sfide che guidano oggi il percorso di innovazione e sostenibilità.
Leggi l’articolo a cura di Carlo Rho qui sotto, oppure da CSRoggi Magazine – n.1 – Anno 11 – Gennaio/Febbraio 2026; pag. 34
a cura di Carlo Rho
La storia di Rovagnati è quella di un’impresa familiare italiana che, da oltre 70 anni, unisce tradizione, qualità e visione imprenditoriale. Nata nel cuore della Brianza, l’azienda è diventata un punto di riferimento nel settore dei salumi di alta qualità, mantenendo sempre saldo il legame con il territorio e con i valori che ne hanno guidato la crescita. In questa intervista, la famiglia Rovagnati racconta come identità familiare, innovazione e attenzione alla sostenibilità possano convivere e trasformarsi in leve concrete di competitività e responsabilità verso le persone e le comunità.

Siete un’azienda familiare. Ritenete che sia un punto di forza? In che modo vi rende più competitivi?
«Essere un’azienda familiare è parte integrante del DNA di Rovagnati: famiglia e impresa sono per noi due dimensioni inscindibilmente legate. Questo ci permette di poggiare su radici solide, storie condivise e relazioni costruite nel tempo. Tuttavia, il valore di questo patrimonio non risiede solo nella sua dimensione identitaria, ma nella capacità di tradurlo in scelte concrete e rilevanti per il presente. La competitività nasce dall’equilibrio tra continuità e cambiamento, cioè unendo metodi consolidati e cultura d’impresa con un’attenta osservazione dell’oggi e uno sguardo orientato al domani. Le storie aziendali non sono dei musei: sono organismi vivi che crescono ed evolvono insieme al mercato, alle persone e alle responsabilità di un’impresa».
Ci potete raccontare come avete mantenuto alta l’attenzione verso la comunità che vive nel territorio?
«Essere parte del territorio è un tratto fondante della nostra identità aziendale, non come presenza simbolica ma come relazione concreta e di lungo periodo. Il dialogo con le comunità locali, in particolare in Brianza, rappresenta uno spazio di responsabilità condivisa in cui ci riconosciamo come attore attivo. Anche nel 2025 abbiamo rinnovato il nostro impegno attraverso iniziative di donazione a organizzazioni solidali ed enti benefici del territorio. Abbiamo raccolto e distribuito 18.660 kg di eccedenze alimentari, equivalenti a 37.320 pasti destinati a persone in difficoltà. Queste attività hanno generato un impatto positivo anche sul piano ambientale, con un risparmio stimato di 122.654 kg di CO2, 93.184 m3 di acqua e 65.543 m2 di suolo, dati misurati attraverso la piattaforma Regusto, portale di Sharing For Charity che utilizza tecnologia blockchain e registra in tempo reale il valore delle donazioni. Donare non è un gesto accessorio: è una forma di restituzione strutturale al territorio che ha contribuito alla crescita della nostra azienda».

Come valorizzate il Team ESG presente in azienda?
«Il percorso di sostenibilità di Rovagnati si fonda sull’istituzione di un team interfunzionale composto dai referenti dei principali dipartimenti aziendali incaricati di attuare e monitorare le azioni previste dal Piano di Sviluppo sostenibile. La creazione del Team ESG interno ha rappresentato uno step decisivo, favorendo un approccio integrato e condiviso. Oggi si sta lavorando per rafforzare un modello di governance in cui il Team possa dialogare in modo strutturato sia con i Direttori di funzione che con il Board. L’obiettivo è che la sostenibilità non sia un ambito specialistico isolato, ma una responsabilità diffusa e trasversale a tutta l’organizzazione».
Nella vostra presentazione sul web, dichiarate anche di “favorire l’attaccamento alla maglia”, riferendovi all’attivazione di politiche di welfare aziendale. Come le attuate?
«Le nostre politiche interne sono guidate dagli stessi valori che hanno plasmato, sin dal pensiero e dalle scelte di Paolo Rovagnati, la nostra visione imprenditoriale. Da questi principi si è sviluppato il Value Manifesto aziendale che include tra i suoi pilastri la Lealtà e l’attaccamento alla maglia. In termini di welfare, lavoriamo per rafforzare una cultura d’impresa che riconosca il capitale umano come leva strategica della competitività. Tra le iniziative attive nel 2024, anno del nostro ultimo Report di Sostenibilità: oltre 6.000 ore di formazione erogate, flessibilità oraria, vaccinazioni antinfluenzali, convenzioni, un nuovo programma welfare dedicato, abbonamenti al trasporto pubblico per le risorse in stage e benefit culturali. Nel 2024 si sono, inoltre, registrati 43 nuovi ingressi, di cui il 53% under 30 e l’81% con contratto a tempo indeterminato. Sul fronte della sicurezza sul lavoro, i progressi conseguiti nel 2023 sono stati confermati nel 2025 con l’ottenimento della certificazione ISO 45001. La formazione e la sicurezza restano due pilastri strutturali del nostro impegno verso le persone».

Nel tempo avete certamente immaginato grandi propositi di miglioramento. Ci potete raccontare quello che non avete ancora completato, e uno davvero innovativo che vi rende orgogliosi?
«Guardando al futuro, la sfida più ambiziosa in termini ESG non sarà tanto un singolo progetto, ma l’integrazione piena della sostenibilità in ogni processo aziendale, cioè il trasformarla da insieme di iniziative a vera e propria leva di crescita. L’elemento più sfidante è proprio l’approccio integrato: ambiente, persone, governance e territorio letti come un sistema di creazione di valore capace di generare impatti positivi duraturi per le persone, le comunità e l’ambiente. Uno dei progetti di cui siamo più orgogliosi – e che raccontiamo in modo articolato anche all’interno del nostro Report – è l’impegno per la produzione di salumi senza nitriti, al 2024 il 42% del nostro totale prodotti affettati. Testimonia non solo il continuo investimento di Rovagnati in Ricerca e Sviluppo, ma soprattutto la volontà di rispondere alle esigenze di consumatori sempre più attenti al benessere e con bisogni nutrizionali specifici».
(27 marzo 2026)