“Il tempo delle parole è finito. Ora comincia un decennio di azione per gli Obiettivi globali”. Titola così l’articolo sul sito del Dipartimento affari economici e sociali dell’Onu (Undesa), a conclusione di alcune giornate molto intense, per il Climate action summit del 23 e l’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 24 e 25, con numerosi eventi collaterali, il tutto accompagnato dalla mobilitazione mondiale del movimento “Fridays for Future”.
È tempo di agire. Questo messaggio e questa richiesta diretta ai leader mondiali è risuonata chiara e forte durante la settimana intensa di incontri Onu ad alto livello che ha portato la comunità internazionale ad affrontare le sfide più critiche del nostro tempo. I temi scottanti che sono stati discussi per raggiungere soluzioni globali entro il 2030 hanno abbracciato l’azione per il clima, la copertura sanitaria mondiale, il finanziamento dello sviluppo sostenibile e le drammatiche sfide che riguardano le piccole isole – nazione.
Come ricorda l’articolo di Undesa, in questi giorni non si è soltanto parlato in termini generali, ma sono state presentate numerose azioni positive già in corso per realizzare gli SDGs. Sono state anche descritte diverse iniziative del mondo finanziario a favore dello sviluppo sostenibile e sono stati assunti impegni per aumentare gli investimenti nelle aree più colpite dai cambiamenti climatici. Alla presentazione delle buone pratiche ha contribuito anche l’ASviS: la campagna “Saturdays for Future” è stata selezionata dall’Onu tra migliaia di proposte arrivate da tutto il mondo e venerdì 27 settembre è stata presentata da Ottavia Ortolani, del Segretariato dell’Alleanza, nella SDG Action Zone al Palazzo di Vetro. L’ASviS, invitata in quanto organizzazione della società civile, è stata l’unica realtà italiana rappresentata all’Onu.
Al termine di questi giorni così ricchi, resta però la sensazione che gli Obiettivi sono ancora lontani e che il mondo non è sulla strada giusta. Già lo aveva ricordato il Sustainable Development Goals Report 2019 del Segretario generale dell’Onu António Guterres, perché accanto a numerosi elementi di progresso, ci sono molte aree che richiedono una urgente attenzione collettiva. L’ambiente naturale si sta deteriorando a un ritmo allarmante: il livello dei mari sta salendo; l’acidificazione degli oceani sta accelerando; gli ultimi quattro anni sono stati i più caldi mai registrati; un milione di specie vegetali e animali sono a rischio di estinzione; il degrado dei territori non è stato fermato. Ci stiamo anche muovendo troppo lentamente nei nostri sforzi per porre fine alle sofferenze umane e per creare opportunità per tutti: il nostro obiettivo di eliminare la povertà estrema entro il 2030 è messo a repentaglio mentre ci battiamo per dare una risposta alla deprivazione, ai conflitti violenti e alle vulnerabilità di fronte ai disastri naturali. La fame globale sta aumentando e almeno metà dei bambini del mondo non raggiungono standard adeguati in lettura e matematica; solo il 28% delle persone affette da disabilità gravi ricevono aiuti in denaro; le donne in tutto il mondo continuano a dover affrontare svantaggi strutturali e discriminazioni.
Anche i giovani di “Fridays for Future” hanno manifestato la loro insoddisfazione, rifiutando il premio Champions of the Earth 2019, il più alto riconoscimento ambientale delle Nazioni Unite:
È un grande onore, ma non possiamo accettarlo. Siete voi che dovete meritarvelo, voi che all’Onu avete il potere di salvare l’umanità da se stessa.
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