( da nonsoloambiente.it)

La gestione dei rifiuti punta alla meritocrazia. Molti comuni virtuosi in tema di raccolta differenziata hanno applicato Tares, Tia, Tarsu, Tari, Tarip; no, non si tratta del paradigma di un verbo latino irregolare, bensì dell’evoluzione del nome della tassa sui rifiuti, ovvero il corrispettivo che ciascun Comune richiede a fronte del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti sul proprio territorio.

Nel resto d’Europa, a differenza che in Italia, la tariffa viene modulata in base al servizio, in base cioè a quanti mezzi, attrezzature, e raccolte di rifiuti vengono impiegate nel corso di un periodo di tempo dal servizio comunale di nettezza urbana; ciò fa sì che il cittadino, invece di produrre più rifiuti possibile proprio per ottimizzare la propria tassa, sia incentivato a produrre meno rifiuti possibile, poiché paga in base al servizio ricevuto.

Poiché è stato “provato” che non esiste alcuna correlazione diretta fra superficie occupata e la reale quantità di rifiuti prodotti dalla singola utenza, molti comuni virtuosi in tema di raccolta differenziata hanno deciso, per ottimizzare il servizio di raccolta rifiuti porta a porta, di introdurre la tariffazione puntuale: la Tarip.

Grazie alla tariffa puntuale, dunque, non si pagherà più in base alla metratura dell’immobile, bensì in base al volume della spazzatura indifferenziata prodotta, secondo un sistema a tutti gli effetti “meritocratico”, che una volta per tutte premierà i cittadini più diligenti.

In questo modo si avrà un’incentivazione economica che stimolerà una maggiore consapevolezza dei cittadini verso comportamenti virtuosi.

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