I nuovi uffici del ministero dell’energia a Riad saranno arredati con mobili e scrivanie per ufficio made in Italy. «Li stiamo realizzando nei nostri due stabilimenti nel vicentino, gli stessi da dove sono usciti mobili per ufficio destinati a multinazionali e grandi gruppi», dice a L’Economia Alberto Stella, presidente di Estel Group di Thiene (Vicenza), seconda generazione dell’azienda fondata dal padre Alfredo nel 1937.
Estel è l’acronimo di Estensibile Stella, un’anta a soffietto scorrevole brevettata negli anni ‘50.
«Adesso in azienda ci sono già le nuove leve, i miei figli Massimo e Matteo, il primo che si occupa dei mercati internazionali e il secondo della divisione casa», continua Stella. E all’estero, oltreché in «casa», per il mercato nazionale, sono andati molti dei mobili per ufficio messi a punto e realizzati dalle linee produttive dell’azienda veneta che ha arredato gli uffici di banche (da Intesa Sanpaolo a Bnl e Crédit Agricole fino a Santander) e multinazionali (del lusso come Kering o di dolci e caffè come Ferrero e Lavazza). Ora un nuovo ramo di business, quello dei pannelli divisori come soluzione di adeguamento degli uffici al lavoro post emergenza sanitaria. «Avevamo già in casa linee produttive e materiali, gli stessi utilizzati per mobili componibili e librerie, e abbiamo rapidamente messo a punto un nuovo modello di pannello divisore: già 20 mila i pannelli richiesti che stiamo realizzando e consegnando in questi giorni», continua Stella.
«In materiali completamente riciclabili, come vetro, alluminio e legno. E abbinabili non solo alle scrivanie uscite dai nostri stabilimenti ma a qualsiasi scrivania, con un fissaggio di pochi minuti». Per la verità il boom dello smart working nei mesi di lockdown aveva fatto immaginare un declino dell’ufficio. «Ma il lockdown ha portato anche alla luce le criticità del remote office—commenta Stella—. Un’analisi di McKinsey ha rilevato confusione, isolamento, problemi di comunicazione, pianificazione e coordinamento. Per questo le organizzazioni di tutto il mondo stanno studiando come riportare i lavoratori negli uffici. La sfida però sta nel modo di adattare i luoghi di lavoro. E la priorità numero uno per tutte le aziende oggi è quella di garantire la sicurezza ed il benessere delle persone. I nostri pannelli divisori si inseriscono in questo processo di adattamento degli uffici alle nuove esigenze postCovid».
Dove andranno i 20 mila pannelli divisori che state già realizzando? «I pannelli caring system andranno in Italia, ma anche in Usa, Spagna e Francia, che sono anche i principali mercati di esportazione dove vendiamo circa il 60% della produzione». Una produzione iniziata dai mobili per la casa e poi specializzatasi nei complementi per ufficio che ormai fanno l’8o-90% del business dell’azienda che conta 300 dipendenti. Nei ‘70 prende il via l’internazionalizzazione: il primo mercato è stato il Belgio nel 1978, poi la Francia nel 1979, gli Usa nel 1982, il Regno Unito nel 1984 e poi a seguire altri mercati tra i quali: Spagna, Grecia, Taiwan, Kuwait, Arabia Saudita,
Germania, Israele, Centro e Sud America, Russia, Est Europa, Hong Kong, Cile, Cipro, Panama, Nord Africa, Miami e Palestina. Molte le collaborazioni con grandi designer internazionali, da Cini Boeri a Oscar Niemeyer, da Ross Lovegrove a Ora Ito ed Enzo Mari.
Quella dei pannelli divisori sarà una nuova divisione di business, 0 una semplice integrazione temporanea della linea di produzione? «La necessità di pannelli divisori per ragioni sanitarie di distanziamento sociale sarà un nuovo business temporaneo per la nostra attività che fattura sui 70-80 milioni di euro l’anno. Ma la funzionalità dei nuovi pannelli che stiamo realizzando e vendendo in tutto il mondo, si rivelerà un complemento d’arredo utile anche per differenti esigenze.
Penso alla necessità in open space e grandi uffici di assicurare quel grado di privacy pur in un contesto lavorativo che a differenza dello smart working assicura la possibilità di un confronto fra colleghi», spiega Stella. «Sin qui, i cluster per offrire soluzioni di privacy in contesti di lavoro con molte postazioni erano spesso in tessuto e come tali quindi con problematiche come polvere 0 acari, risolte dal vetro dei nuovi pannelli che abbiamo messo a punto. Tutti materiali riciclabili, la nostra produzione soddisfa i requisiti della certificazione Leed degli edifici sostenibili che arrediamo con largo impiego di acciaio, vetro, legno. A proposito di legno, utilizziamo pannelli realizzati con legno riciclato post-consumo e certificati a garanzia della salvaguardia del patrimonio forestale».
di Enrica Roddolo