Vecchi uffici addio, arriva il lavoro agile. A cambiare saranno le sale riunioni con i grandi tavoli al centro. Ma anche le macchinette del caffè nei corridoi e segreterie al piano. Presto tutto questo apparterrà all’archeologia industriale.

Un esempio arriva dal Boston Consulting Group (Bcg), tra i primi in Italia ad avere sperimentato i nuovi ambienti nella sede milanese di via Foscolo. Uno storico edificio del 1873 con vista Duomo, ristrutturato nell’ottica dei building digi tali e benessere aziendale. La maggior parte delle cinquecento persone che ci lavorano non ha una scrivania assegnata, ma può sedersi dove vuole. In base alle esigenze del progetto da svolgere. La presenza di aree comuni, di un’agorà da 120 posti e spazi modulari evita di prenotare le postazioni.

Sono disponibili 60 scrivanie rialzate a «occupazione libera» alle quali lavorare in piedi. Secondo alcuni studi, questo favorisce la concentrazione e limita le posture errate.

Zone «liquide»

Efm, azienda con esperienza ven tennale nel settore immobiliare per le aziende, sottolinea il passaggio generale dall’era del possesso personale («La mia scrivania, la mia sala riunioni») all’era della condivisione aperta di risorse e strumenti. Con la possibilità per ognuno, a prescindere dal livello gerarchico, di scegliere gli spazi più idonei alle attività da svolgere durante la giornata. Nel tempo della sharing economy, anche le zone interne diventano «liquide».

«Si tende a ridurre il lavoro agile alla modalità remota svolta da casa — dice Daniele Di Fausto, giovane amministratore delegato di Efm—ma le aziende iniziano a offrire ai dipendenti alternative rispetto alle sedi tradizionali, prediligendo luoghi esperienziali». Con l’uso innovativo di spazi pubblici, bar, librerie e hotel.

Il cambiamento delle aree lavorative interessa innanzitutto le nuove professioni dei lavoratori «mobili». Secondo l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, gli smart worker in Italia sono stati lo scorso anno 570 mila, in crescita del 20% dal 2018. Parliamo dei dipendenti che godono di flessibilità e autonomia nella scelta degli orari e luoghi di lavoro. E dispongono di strumenti digitali per operare in mobilità. Dai dati emerge che i lavoratori smart hanno un grado di soddisfazione e coinvolgimento più elevato di chi opera in modo tradizionale negli uffici. D 76% di loro è soddisfatto della propria operatività. E al concetto di una decina di anni fa dell’open- space, sempre più si sta imponendo quello di multispace.

Spiega Mariano Corso, responsabile scientifico dell’Osservatorio: «La flessibilità impone che gli spazi di lavoro cambino nel corso della giornata e siano ri- configurabili con pareti mobili, per soddisfare più esigenze, ad esempio spazi

per il pranzo diventano aree di collaborazione informale negli orari in cui non sono utilizzati». Con risparmi economici e di metri quadrati. Ecco perché gli architetti pongono attenzione all’estetica, al comfort e alla capacità di soddisfare esigenze non strettamente collegate al lavoro, ma rilevanti per il benessere personale. Va ricordato che lo smart working incentiva l’utilizzo di ambienti di lavoro esterni all’ufficio, dall’abitazione agli spazi comuni.

Gl investimenti

Accenture è stata pioniera in Italia del lavoro agile, in alternativa a quello stanziale. Ha iniziato oltre dieci anni fa proponendo alle funzioni corporate di operare fino a due giorni alla settimana in modalità remota: sono coinvolti i dipartimenti legali, marketing e finanza, le risorse umane e il supporto di segreteria. A luglio 2019 è invece partito un nuovo programma per rivisitare gli spazi e arricchire l’esperienza lavorativa dei talenti nelle principali città dove l’azienda è presente. Un investimento complessivo di oltre 360 milioni di euro e 70 mila metri quadrati che vedrà entro il 2021 nascere i nuovi forward building. Spazi dove abilitare modelli di lavoro agile, puntando sulla creazione e collaborazione comune per offrire ai clienti soluzioni innovative. Su questo tema Brother, l’azienda giapponese leader nelle soluzioni di stampa, ha da poco presentato il report «I luoghi di lavoro del futuro»: indica come cambieranno gli spazi aziendali con il design ispirato all’ambiente. Si può scaricare gratuitamente, inclusi 21 consigli per ottenere vantaggi competitivi, al link: www.brother.it/luoghi-di-lavoro-del- futuro.

di Umberto Torelli

(da L’Economia del Corriere della Sera del 2 marzo 2020)

(foto: m.guidasicilia.it)

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