L’uomo della strada

 

 

 

E’ indiscutibile che, in questo periodo, c’è stata una grande ripresa del parlare di sostenibilità. Bene. Tutti siamo convinti che per fare le cose, prima è necessario parlarne.

Mi pongo solo un “piccolo” problema: oggi parlare di sostenibilità sembra che voglia dire quasi esclusivamente parlare di attenzione alla natura.

Si continua a citare la green economy, il rispetto dell’ambiente, come se fossero gli unici ed esclusivi temi della sostenibilità, o responsabilità sociale, dimenticando che l’impatto ambientale o l’approccio green è solo uno dei 17 “Goals” che l’ONU ha indicato.

Non è mia intenzione sminuire l’importanza di ciò che succede. Sicuramente c’è di che parlare della necessità di attenzione alla Natura. Solo per fare alcuni esempi: dai roghi in Amazzonia all’allarme scioglimento ghiacciai a causa dell’innalzamento delle temperature medie, della progressiva tropicalizzazione delle zone temperate e anche alla facilitazione nel far insorgere pandemie. Il tema ambientale è certamente importante e centrale ai fini della sostenibilità, ma è opportuno ribadire che il tema della sostenibilità ambientale rappresenta solo uno dei 17 goals della responsabilità e della sostenibilità d’impresa, e che, un’impresa che rispetti il tema del green non è detto che sia totalmente sostenibile e/o responsabile.

Sarà bene quindi ricordare che i riferimenti rimangono sempre le tre ‘P’: Profit, Planet, People. O, se preferite, attenzione all’economia, alla natura e al sociale.

Non solo il pianeta sembra essere arrivato a un punto di non ritorno ma, fortunatamente, la popolazione stessa sembra aver maturato la consapevolezza che il benessere generale debba basarsi su una visione economica che tenga conto della qualità della vita da una parte e della salvaguardia ambientale e sociale dall’altra.

In poche parole la vera ricchezza non è (soltanto) economica ma è rappresentata da un concetto più alto di ‘benessere condiviso’.

Certo non stiamo parlando di una cosa semplice o banale. La sostenibilità, nelle sue principali derivazioni, ovvero ambientale e sociale, per rappresentare un reale fattore competitivo e diventare quindi anche sostenibilità economica, impatta in modo sostanziale, per non dire rivoluzionario, sul modello di business, sui processi e sui prodotti dell’azienda.

Mi fermo qui. Queste poche righe non intendono ripercorrere la teorizzazione della sostenibilità, ma solo ricordare che oltre al “verde” c’è di più.

E ricordare anche, già che ci siamo, che è importante “parlare” (tanto), ma è anche importante “fare” (tanto).

Ugo Canonici

 

 


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