Bruno Calchera

Stiamo assistendo in questi giorni alla corsa ai regali di Natale: buona cosa per tutti: segno che il dono ha un valore per chi lo fa e per chi lo riceve. Ci sono tutti i parametri per sottolineare che stiamo camminando dentro il progresso innovativo, dettato dallo sviluppo sostenibile.

Oggi la sostenibilità è un business. Tutto ciò che fa bene al pianeta anche se non serve assolutamente, è molto chic. Non serve ma fa mentalità … crea mentalità.
L’ambiente ed il verde sono ai primi posti. Dalle piantine messe in cubi di legno, piantine di Avocado. C’è anche la matita “realizzata rispettando i principi dell’economia circolare, composta dall’80% da polvere di grafite riciclata e che scrive per 1000 chilometri”, personalizzata. Sempre tra le piantine c’è il Pothos che è consegnato in vaso da coltivazione di 12 cm, realizzato per stare in ufficio per purificare l’aria: un risultato giunto della Nasa.

Ci sono anche i mazzi di carte – 52 carte – con consigli, scoperte di buone abitudini e contenuti formativi.
I giocattoli per bambini del WWF, i peluche “prodotti con materiali capaci di garantire la tutela della loro sicurezza e salute”. Ci sono i capi d’abbigliamento realizzati con materiali di qualità e “amici dell’ambiente” con cotone e poliestere riciclato. Ci sono anche le “Bomboniere solidali” realizzati con carta certificata FSC.

Per ritornare al vestiario si trovano le cuffie di lana realizzate con filato certificato GRS (Global Recycled Standard). Un sito di vendita di prodotti natalizi tra l’altro dice: il brand è sostenibile perché la trasparenza è di casa ed anche la tutela del pianeta. Una azienda chiede di essere sostenuta nel realizzare prodotti da Economia circolare, come la Birra Biove Project prodotta a partire dal pane invenduto (!), birra senza glutine.
Si aggiungono le borracce da portare in azienda per avere acqua controllata, Da ultimo cito, l’orologio ad acqua e la tazza termica.

C’è anche la dizione “Natale sostenibile”

La parte del leone la fanno le piante ed i fiori. L’economia circolare segue con molte soluzioni interessanti.
D’altra parte il telefonino sostenibile non c’è ancora, come tanti altri prodotti.
Non esiste solo la questione della confusione sulla sostenibilità.

C’è il Natale vero e proprio e qui le confusioni sono persino esagerate.

L’originale – quello con Gesù, la Madonna e Giuseppe, la capanna, l’Angelo ed i pastori. È’ Il presepe. E fa scandalo!
Perché? C’è in atto un processo ideologico che intende la parola inclusione solo togliendo e cambiando le parole.
Il Natale di Gesù è certamente il primo vero fatto più inclusivo della storia.
Cosa c’è di meno inclusivo di un bambino? La povertà nella grotta è li a segnalare solo accoglienza per chiunque. Anche per quelli che lo ignorano.

Oggi vive una mentalità un po’ malata, che inizia a fare le distinzioni, a scegliere persone e parole, per definire cosa è più opportuno, cosa non offende, cosa è giusto e inclusivo e cosa può dare fastidio.
Quelli pronti all’offesa sono: i promotori di una cultura e di una vita costruita come è concepito il loro pensiero, con la loro ragione, verificata in dibattiti in aule e salotti che non hanno nulla a che fare con la vita della gente.
La popolazione, la gente, ha sempre amato Gesù Bambino e si sono trovati davanti una figurina: Babbo natale. Poveretti: hanno ceduto alla leggenda, alla storiella!
I non credenti hanno persino costruito una leggenda e un luogo di vita che dura 20 giorni circa.
Una vergogna culturale! Circuiti da una bugia, da una barzelletta.

In fondo era facile abbindolare Gesù Bambino!
Ma insegnare ai bimbi una leggenda al posto di una storia: questo giunge da una umanità perduta, dove la ragione si è persa e riconosce allo stesso modo fatti e menzogne. La sostenibilità ha a che fare con ragioni e non fantasie.
Le bugie le hanno dette un tempo, così siamo davanti alla tragedia di un pianeta e di un clima …impazziti!!!!

(19 dicembre 2025)

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