«In Italia – sottolinea Patrizia Valli, Responsabile sicurezza, ambiente e sostenibilità di Liquigas – ci sono circa 1.300 comuni non metanizzati, che rappresentano il 20% delle famiglie italiane. In queste aree, dove la rete del metano non arriva, Liquigas svolge un ruolo fondamentale garantendo l’accesso a un’energia sicura e più sostenibile come il GPL. Il nostro obiettivo è portare energia a queste comunità senza lasciarle indietro nel processo di transizione energetica».

Leggi l’articolo a cura di Marco Taverna qui sotto, oppure da CSRoggi Magazine – n.1 – Anno 11 – Gennaio/Febbraio 2026; pag. 14)

a cura di Marco Taverna

Liquigas è una delle principali realtà italiane nella distribuzione di GPL e GNL, attiva su tutto il territorio nazionale con soluzioni energetiche per il settore domestico, industriale, agricolo e per la mobilità. Parte del gruppo internazionale SHV Energy, l’azienda svolge un ruolo strategico nel garantire energia affidabile a comunità e imprese, anche nelle aree non metanizzate.

Negli ultimi anni ha rafforzato il proprio impegno in ambito ESG attraverso uno strutturato piano di sostenibilità, orientato alla decarbonizzazione, alla transizione energetica e allo sviluppo di modelli di economia circolare. Un percorso che integra innovazione, sicurezza e responsabilità ambientale, con l’obiettivo di contribuire concretamente alla riduzione delle emissioni e alla creazione di valore condiviso.Parliamo di tutto ciò con la dottoressa Patrizia Valli, Responsabile sicurezza, ambiente e sostenibilità di Liquigas.

Dottoressa Valli, quali sono gli obiettivi ambientali del Piano di Sostenibilità al 2025 e a che punto siete nel loro raggiungimento?
«Liquigas ha iniziato a occuparsi di sostenibilità già da molti anni, con il primo report pubblicato nel 2011. Nel tempo, questo documento si è evoluto, passando da una focalizzazione sulle tematiche di sicurezza, storicamente centrali per la nostra attività, a un’attenzione sempre maggiore per l’ambiente. Nel 2021 siamo arrivati a implementare il nostro Piano di Sostenibilità al 2025, un progetto strutturato che ci ha permesso di consolidare e valorizzare iniziative già avviate in diversi dipartimenti dell’azienda. L’obiettivo principale del Piano è ridurre le emissioni di CO2, (Scope 1 e 2) in linea con le direttive della nostra casa madre SHV Energy. Questo traguardo è ambizioso e richiede una forte determinazione, ma siamo orgogliosi dei passi avanti compiuti.

Abbiamo infatti lavorato molto per aumentare l’uso di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili, installato impianti fotovoltaici nei nostri stabilimenti e reso più efficienti i nostri depositi e impianti adottando tecnologie a basso consumo e sostituendo macchinari obsoleti. Inoltre, abbiamo ottimizzato la flotta aziendale, rinnovando i mezzi, migliorando le rotte logistiche e introducendo l’uso dell’H- VO (olio vegetale idrotrattato). Il nostro impegno resta comunque saldo: continuiamo a lavorare su azioni concrete per ridurre l’impronta di carbonio e ad adottare soluzioni innovative che ci consentano di contribuire attivamente alla transizione energetica».

Come il bioGPL si inserisce nella vostra strategia di decarbonizzazione?
«Il bioGPL è al centro della nostra strategia di decarbonizzazione. Si tratta di un biocombustibile rinnovabile che offre le stesse performance del GPL tradizionale, ma con una riduzione fino all’80% delle emissioni di CO, lungo tutta la catena del valore. Un ulteriore vantaggio del bioGPL è la possibilità di utilizzare gli impianti preesistenti senza necessità di sostituirli, evitando così l’impiego di nuove risorse e valorizzando le infrastrutture già esistenti. Abbiamo già siglato un accordo con Amplia Infrastructures per la prima fornitura ufficiale di bioGPL, un passo importante verso la commercializzazione su larga scala. Inoltre, abbiamo ottenuto la certificazione ISCC (International Sustainability and Carbon Certification), che garantisce la sostenibilità e la tracciabilità della filiera. Questo prodotto rappresenta una soluzione concreta per la transizione energetica, soprattutto nelle aree non metanizzate, dove il GPL è essenziale per garantire energia sicura e accessibile».

Qual è il ruolo di Liquigas nei Comuni non metanizzati e come contribuite alla transizione energetica in queste aree?
«In Italia ci sono circa 1.300 comuni non metanizzati, che rappresentano il 20% delle famiglie italiane. In queste aree, dove la rete del metano non arriva, Liquigas svolge un ruolo fondamentale garantendo l’accesso a un’energia sicura e più sostenibile come il GPL. Il nostro obiettivo è portare energia a queste comunità senza lasciarle indietro nel processo di transizione energetica. Attraverso il bioGPL, stiamo introducendo una soluzione che combina sostenibilità e accessibilità, assicurando una transizione equa e inclusiva. Questo approccio è in linea con il principio che punta a non escludere nessuno dai benefici della transizione energetica».

Come integrate la sostenibilità nei processi decisionali e nella governance aziendale?
«La sostenibilità è parte integrante della nostra governance. Il nostro amministratore delegato è direttamente coinvolto nelle decisioni strategiche, mentre il mio ufficio gestisce un sistema integrato che copre sicurezza, ambiente ed energia. Abbiamo aderito al programma internazionale “Responsible Care”, che ci permette di condividere strategie e informazioni per migliorare continuamente le nostre performance ESG. Inoltre, collaboriamo con la casa madre SHV Energy per la mappa- tura dei dati e la conformità alla nuova direttiva CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directi- ve). Per monitorare l’impatto delle nostre azioni, utilizziamo uno strumento interno per la tracciabilità delle emissioni e stiamo implementando un nuovo tool, Gravity, per automatizzare la raccolta dati e migliorare i dati ambientali».

Può spiegarci il progetto di economia circolare sviluppato con Contarina?
«Il progetto con Contarina è un esempio concreto di economia circolare. Contarina è un’azienda municipalizzata della provincia di Treviso che si occupa della raccolta differenziata. Insieme, abbiamo sviluppato un sistema che utilizza i rifiuti organici raccolti per produrre biometano liquido (bioGNL). Questo biocombustibile viene utilizzato per alimentare la flotta di veicoli di Contarina, creando un ciclo virtuoso che riduce le emissioni e valorizza i rifiuti come risorsa. E un progetto che dimostra come la collaborazione tra imprese e istituzioni locali possa generare benefici ambientali e sociali significativi».

La neutralità tecnologica è una vostra priorità. Perché è così importante per la transizione energetica?
«Crediamo fermamente nella neutralità tecnologica, perché la transizione energetica non può dipendere da una sola soluzione. La domanda globale di energia è troppo elevata per essere soddisfatta esclusivamente con l’elettrico o l’idrogeno nel breve periodo. La nostra visione è che un mix di tecnologie sostenibili sia la chiave per garantire continuità, affidabilità e accessibilità energetica. Combustibili come il bioGPL e il bioGNL possono coesistere e integrare altre soluzioni, contribuendo a una transizione più equilibrata e inclusiva».

Quali sono le vostre iniziative in ambito di educazione e sensibilizzazione?
«Da sette anni portiamo avanti un programma di educazione ambientale rivolto alle scuole secondarie di primo grado intitolato “1,2,3… Respira!”. Finora, abbiamo raggiunto oltre 300mila studenti in tutta Italia, sensibilizzandoli su temi come l’inquinamento e le fonti di energia. In ambito accademico, collaboriamo con l’Università Cattolica di Milano, supportando un master in Sustainable Business Administration. Queste iniziative riflettono il nostro impegno non solo verso l’ambiente, ma anche verso la formazione delle nuove generazioni, affinché diventino consumatori consapevoli e responsabili».

Quali misure adottate per garantire la sicurezza nei vostri impianti?
«Essendo soggetti alla Direttiva Seveso, adottiamo rigorosi piani di valutazione dei rischi e riceviamo ispezioni periodiche da parte degli enti competenti. La sicurezza è una priorità assoluta per noi, sia per i dipendenti sia per le comunità locali. Un problema ricorrente è il riempimento abusivo delle bombole, un’attività pericolosa e illegale. Per contrastarlo, collaboriamo attivamente con le forze dell’ordine e la Guardia di Finanza, proteggendo non solo la sicurezza delle persone, ma anche la nostra reputazione aziendale».

Quale ruolo ha Liquigas nella transizione energetica in Italia?
«Il GPL e il GNL rappresentano risorse energetiche già disponibili che svolgono un ruolo chiave nella transizione energetica, fungendo da ponti verso la neutralità climatica. Nelle aree off-grid, permettono di ridurre l’uso di fonti inquinanti come gasolio, BTZ, legna e pellet, migliorando la qualità dell’aria e accompagnando il Paese verso un futuro basato sulle energie rinnovabili. Questi gas, grazie al loro maggiore potere calorifico, necessitano di minori quantità di combustibile per generare energia, riducendo così le emissioni di C02, particolato e altri agenti inquinanti. Per esempio, il GPL produce 180 volte meno particolato rispetto al pellet. Siamo convinti che una transizione equa e sostenibile debba garantire accessibilità energetica a tutti, supportando le comunità locali e promuovendo un mix di tecnologie. Liquigas continuerà a lavorare per offrire soluzioni innovative e sostenibili, contribuendo al futuro energetico del nostro Paese».

(27 marzo 2026)

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