Il 9 settembre scorso, il Parlamento europeo ha dato il via libera definitivo a una proposta del 2023 per una revisione mirata delle norme deN’Unione europea sui rifiuti generati dai settori alimentare e tessile e sul loro impatto ambientale.

Leggi l’articolo di Ylenia Esther Yashar qui sotto, oppure da CSRoggi Magazine – n.4 – Anno 10 – Settembre/Ottobre 2025; pag. 54

Ylenia Esther Yashar

 

Ogni anno, nell’UE si generano quasi 60 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari (132 kg a persona) e 12,6 milioni di tonnellate di rifiuti tessili. Solo l’abbigliamento e le calzature rappresentano 5,2 milioni di tonnellate di rifiuti, equivalenti a 12 kg a persona ogni anno. Si stima che meno dell’1% di tutti i tessili a livello mondiale venga riciclato in nuovi prodotti (fonte UE).

L’iter normativo
Il 9 settembre scorso, il Parlamento europeo ha dato il via libera definitivo a una proposta del 2023 per una revisione mirata delle norme dell’Unione europea sui rifiuti e sul loro impatto ambientale, con il fine di accelerare i progressi dell’UE verso l’Obiettivo di sviluppo sostenibile 12.3 delle Nazioni Unite, ovvero dimezzare gli sprechi alimentari a livello di vendita al dettaglio e di consumo entro il 2030. Gli Stati membri avranno 20 mesi a partire dall’entrata in vigore della norma perapplicare le norme nella legislazione nazionale.

Gli obiettivi della norma sugli sprechi
Il contenuto della norma chiede obbligatoriamente ai Paesi dell’UE la riduzione degli sprechi alimentari, da raggiungere a livello nazionale entro il 31 dicembre 2030: il 10% per la produzione e la trasformazione alimentare e il 30% pro capite per i rifiuti provenienti dal commercio al dettaglio, dai ristoranti, dai servizi di ristorazione e dai nuclei domestici.

Gli obiettivi saranno calcolati sulla media annua 2021-2023. Entro due anni dall’entrata in vigore della direttiva proposta, i Paesi dell’UE dovranno rivedere e adattare i propri programmi di prevenzione degli sprechi alimentari previsti dalla direttiva quadro sui rifiuti (DQA), rivista nel 2018, al fine di raggiungere tali obiettivi.

Gli sprechi nel settore alimentare
Per entrare più nel dettaglio, entro la fine del 2030, i Paesi dell’UE dovranno ridurre gli sprechi alimentari del 10% nella trasformazione e nella produzione e del 30% (pro capite), complessivamente a livello di vendita al dettaglio e di consumo (ristoranti, servizi di ristorazione e famiglie), rispetto ai quantitativi generati nel 2020. Inoltre, dovranno adottare misure per garantire che gli operatori economici che svolgono un ruolo significativo nella prevenzione e nella generazione di sprechi alimentari – da individuare in ciascun Paese – facilitino la donazione di alimenti invenduti sicuri per il consumo umano.

E in tal senso verranno sicuramente in aiuto le partnership con aziende che già se ne occupano. Per citarne una, Too good to go, l’app di surplus alimentare più diffusa nel mondo, studiata per connettere negozi e utenti al fine della vendita a prezzi scontati dei prodotti alimentari invenduti.

Gli sprechi nel settore tessile
La direttiva UE introduce anche regimi obbligatori e armonizzati di responsabilità estesa del produttore (EPR) per coprire i costi di raccolta, selezione e riciclaggio dei prodotti tessili, prodotti correlati e calzature in tutti i Paesi dell’UE, con un’eco-modulazione delle tariffe. Tali regimi dovranno essere attuati entro 30 mesi dall’entrata in vigore della direttiva. Stabilisce inoltre requisiti per garantire la gestione dei rifiuti tessili in linea con la gerarchia dei rifiuti, comprese disposizioni per porre fine alla pratica di esportazione di rifiuti camuffati come destinati al riutilizzo.

E, notizia fondamentale: i negoziatori hanno inoltre concordato che i Paesi dell’UE dovranno tenere conto dell’ultra-fast fashion e delle pratiche di fast fashion – che consistono nella produzione di capi di abbigliamento a basso costo e di bassa qualità, con i quali viene a crearsi un ciclo di consumo rapido e “usa e getta”, a scapito dell’ambiente e di chi lavora in quello specifico nel settore produttivo – nella definizione dei contributi finanziari ai regimi di responsabilità estesa del produttore.

(29 settembre 2025)
(foto: ©shutterstock)

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