Con più di 200mila soci e 1 milione di clienti, le 27 BCC presenti in Lombardia sono l’unica entità bancaria in ben 135 comuni (sui 527 in cui operano con oltre 700 sportelli); nel 2022 hanno superato i 35 miliardi di raccolta e sostenuto imprese e famiglie con oltre 24 miliardi di finanziamenti.

 

Il movimento della cooperazione di credito mutualistica, in sostanza l’unica esperienza cooperativa in campo bancario di un certo peso ancora attiva nel nostro Paese, si colloca sin dalla nascita nell’alveo di una tradizione fortemente attenta allo sviluppo umano integrale.

Le prime Casse Rurali e Artigiane si diffusero in Italia a fine ’800 anche in risposta all’invito che Leone XIII con l’Enciclica Rerum Novarum rivolse ai cattolici affinché si coinvolgessero attivamente nella vita politica e sociale. L’intento era sostenere le piccole comunità contadine e artigiane, tutelandole dalla piaga diffusa dell’usura e permettendo loro di acquistare strumenti di lavoro e materie prime per il sostentamento delle famiglie.

Si avviò un sistema economico geo circolare, nel quale i soci – responsabili in solido di tutti i prestiti – reinvestivano tramite la banca i risparmi nel territorio di residenza. Un circolo virtuoso, ancora oggi perseguito dalle Banche di Credito Cooperativo, che porta più coesione e sinergia nelle comunità in nome della sostenibilità economica e sociale. Il legame con il territorio è così consolidato da permettere – in un momento come l’attuale, segnato da “desertificazione” bancaria – alle BCC di muoversi in controtendenza, rispettando la “vocazione” a rimanere dove gli altri fuggono. Con più di 200mila soci e 1 milione di clienti, le 27 BCC presenti in Lombardia sono l’unica entità bancaria in ben 135 comuni (sui 527 in cui operano con oltre 700 sportelli); nel 2022 hanno superato i 35 miliardi di raccolta e sostenuto imprese e famiglie con oltre 24 miliardi di finanziamenti.

È lo stesso articolo 2 dello Statuto delle Banche di Credito Cooperativo a dire che occorre «favorire i soci e gli appartenenti alle comunità locali e nelle operazioni e nei servizi di banca, perseguendo il miglioramento delle condizioni morali, culturali ed economiche degli stessi».
Un impegno cardine per le Banche di Comunità, che ancora oggi mostra la propria efficacia, sul piano economico finanziario e su quello culturale e sociale. Occorre quindi diffondere e divulgare questo modello, non solo in Italia, ma anche al di fuori dei confini nazionali: in Paesi come Ecuador e Togo, il Credito Cooperativo è già impegnato a sostenere le economie locali, con progetti di condivisione del nostro know how con chi vi opera.

Parlando di diffusione del modello cooperativo, però, non ci si può limitare alla sfera geografica: per contribuire alla formazione di un Paese sempre più inclusivo, sostenibile e in grado di rispondere alle sfide che la realtà pone, occorre trasmettere esperienza e valori del Credito Cooperativo anche alle nuove generazioni.

Tocca a loro adesso riscoprire quell’amore intelligente, di cui parla Benedetto XVI nella Caritas in Veritate, essenziale «per lo sviluppo dell’uomo e dei popoli».

di Alessandro Azzi
Presidente Federazione Lombarda
delle Banche di Credito Cooperativo

(da CSRoggi Magazine – Anno 8 – n.1 – Febbraio 2023; pag. 23)

 

 

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