L’idrogeno non è solo parte del processo di elettrificazione dell’auto e dei trasporti, ma è un modo diverso di vedere il futuro dell’energia. Parola di Toyota, per bocca di uno dei suoi massimi rappresentanti. Yoshikazu Tanaka è ora infatti Chief Engineer Mid-size Vehicle Company all’interno di Toyota Motor Corporation, ma è soprattutto il padre della Mirai, l’auto manifesto che vede l’idrogeno come l’orizzonte ultimo di una visione che punta a ridurre le emissioni di CO2 del 90% entro il 2050, ha l’ibrido come bandiera e prepara anche l’elettrico. «Alla fine sarà il cliente a scegliere – ammette con decisione ed umiltà Tanaka – ma quel che è sicuro è che dobbiamo diffondere un’idea diversa dell’idrogeno: ancora oggi se ne parli, le persone pensano alla bomba».

Al di là di questo preconcetto, c’è anche la fondata idea che la produzione dell’idrogeno dipenderebbe ancora dagli idrocarburi oppure che sia talmente dispendiosa da punto di vista energetico da creare altri problemi. In che modo invece l’idrogeno rappresenta un’alternativa radicale?
«È vero, c’è il rischio di produrre idrogeno ancora attraverso gli idrocarburi e c’è il problema di come produrre energia senza CO2 in modo conveniente. Con la Mirai però possiamo dare al pubblico una nuova visione del futuro ed esplorare soluzioni che rendano la tecnologia dell’idrogeno davvero pulita ed economicamente vantaggiosa. Esistono già diversi processi innovativi per ricavare idrogeno senza idrocarburi, alcuni prevedono l’interramento dell’anidride carbonica, altri persino la generazione di biogas attraverso le acque della fognatura».

L’elettrificazione dell’auto ci costringerà a produrre più energia oppure ci basterà quella che abbiamo?
«Nell’elettrificazione dell’auto, l’elettricità immediatamente disponibile e l’idrogeno vanno d’accordo tra loro. Bisogna mescolarli insieme. L’importante è che l’energia venga da fonti rinnovabili».

L’auto ad idrogeno è più vantaggiosa nel suo ciclo di vita rispetto ad una convenzionale, ma come si pone rispetto ad un’elettrica a batteria?
«Bisogna sempre considerare il modo in cui produciamo l’energia. L’eolico e il solare sono consolidati, ma noi abbiamo bisogno di una quantità immensa di energia che non può essere né trasportata né immagazzinata. L’idrogeno è una soluzione, perché è un vettore trasportabile in grado di immagazzinare una grande quantità di energia. Certamente l’utilizzo diretto dell’elettricità per la vettura è più efficiente, ma occorre comunque pensare alle rinnovabili in modo più trasversale e l’idrogeno per questo è ideale».

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Continua la lettura dell’articolo di Nicola Desiderio da Il Messaggero.it del 6 giugno 2018

 

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