Il Gruppo guidato dalla famiglia Pasini ha adottato un approccio responsabile alle questioni sociali e ambientali, integrando gli aspetti ESG nella propria strategia di lungo termine che include la sostenibilità e l’innovazione nella produzione tra i pilastri su cui costruisce il proprio sviluppo industriale.

 

 

Giuseppe Pasini, presidente di Feralpi Group

Non ci sono dubbi sul fatto che la siderurgia sia un comparto “hard to abate” al centro di grandi sfide in termini di cambiamento climatico, rivoluzione digitale, benessere sociale, con un impatto economico importante sulle economie dei vari Paesi. L’Italia, tra l’altro, è il secondo produttore siderurgico in Europa ed è uno dei maggiori consumatori pro capite di acciaio al mondo, al centro di catene industriali del valore che si intersecano proprio nello snodo siderurgico. Tra i principali player europei c’è Feralpi Group, presente in sette Paesi e che ogni anno produce circa due milioni e mezzo di tonnellate di acciaio per l’edilizia e per la meccanica.

Consapevole di operare in un business ciclico e capital intensive, il Gruppo, guidato dalla famiglia Pasini, ha adottato un approccio responsabile alle questioni sociali e ambientali, generando un impatto positivo sulla creazione di valore duraturo per gli stakeholder, integrando pertanto gli aspetti ESG nella propria strategia di lungo termine che include la sostenibilità e l’innovazione nella produzione tra i pilastri su cui costruisce il proprio sviluppo industriale.

Con SBTi, nel segno della ESG scorecard
Feralpi è ufficialmente tra le prime aziende del settore siderurgico in Europa a ottenere l’approvazione da parte dell’ente internazionale SBTi (Science Based Targets Initiative) degli obiettivi 2030 di riduzione delle emissioni di CO2 e degli altri gas climalteranti.

La società ha integrato nel proprio piano di sviluppo una strategia ESG definita nel quadro degli obiettivi internazionali di sostenibilità e di contrasto ai cambiamenti climatici. In particolare, sul fronte ambientale, al fine di contribuire al raggiungimento del traguardo previsto dalla COP 21 di Parigi, ha definito, sottoposto e ottenuto l’approvazione dell’SBTi dei target intermedi in linea con gli accordi internazionali.

Feralpi si impegna a ridurre le emissioni a effetto serra scope 1, 2 e 3 che rientrano nel core boundary della linea guida di settore per il ferro e acciaio del 50% rispetto alle tonnellate di acciaio laminato a caldo, entro il 2030 (rispetto al 2022). Inoltre, si impegna a ridurre le restanti emissioni a effetto serra scope 3 derivanti dall’acquisto di beni e servizi, dalle attività legate ai combustibili e all’energia, dal trasporto e distribuzione a monte e a valle, dai rifiuti generati nel corso delle attività e dalla lavorazione dei prodotti venduti del 25% entro il 2030 (rispetto al 2022).

Tutti gli obiettivi sono stati considerati allineati alla scienza per contribuire al contenimento del riscaldamento globale al di sotto di 1,5 °C. Sotto quest’egida, nel 2023 Feralpi ha definito la sua ESG Scorecard con l’obiettivo principale di rafforzare la solidità del proprio percorso di sostenibilità, monitorarne il progresso rispetto agli obiettivi stabiliti e rispondere alle esigenze di comunicazione verso i propri stakeholder. La ESG Scorecard è composta da 14 obiettivi. i cui progressi ed eventuali aggiornamenti verranno valutati annualmente in linea con le evoluzioni della strategia e delle priorità industriali del Gruppo.

L’acciaio sfida i luoghi comuni
Non si sfidano solo le contraddizioni – “Sfidare le contraddizioni” è il titolo del Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale in programma a Milano, nella sede centrale dell’Università Bocconi il 9, 10 e 11 ottobre
2024 – ma anche gli stereotipi e i cliché. L’acciaio (di Feralpi) lo fa, con azioni, impegni e anche con un video.

 

Ma com’è possibile raggiungere questi obiettivi?
Al fine di traguardare gli impegni stabiliti, Feralpi ha definito un piano di decarbonizzazione che incorpora diverse leve tra cui l’utilizzo di energia da fonte rinnovabile, attraverso l’autoproduzione e l’acquisto di elettricità verde, di biometano e di idrogeno. E ancora, l’approvvigionamento di materie prime derivanti da recupero e con una sempre minore impronta carbonica e un crescente ricorso al treno come vettore di trasporto delle merci. Inoltre importanti investimenti impiantistici per elettrificare, dove possibile, il ciclo produttivo ed a migliorarne l’efficienza sostituendo le fonti fossili.

E i tempi? Gli obiettivi sono ambiziosi, ma raggiungibili. Il fattore tecnologico, al netto della tabella di marcia imposta dall’Ue, è ancora quello dominante poiché è solo attraverso una neutralità tecnologica che il settore dell’acciaio, così come tante altre filiere industriali, potrà tagliare quel traguardo al 2030, per non parlare poi del 2050.

Acciaio e rendicontazione, il primo Bilancio integrato
Quella di Feralpi è una storia che viene da lontano. Infatti, rendiconta da vent’anni le proprie performance non finanziarie in modo volontario. E sempre volontariamente ha scelto di redigere per la prima volta, per l’esercizio 2023, un bilancio unificato, un documento che unisce le perfomance finanziarie e quelle di sostenibilità, per offrire una lettura completa e profonda della sua identità. Ha pertanto voluto anticipare i futuri obblighi normativi introdotti dalla nuova Corporate Sustainability Reporting Directive nella convinzione che non c’è evoluzione senza visione.

a cura di Carlo Rho

( da CSRoggi Magazine – n.4 – Anno 9 – Settembre/Ottobre 2024; pag.28 )

 

 

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