Dallo sviluppo delle fonti rinnovabili al rinnovo degli impianti esistenti, dalle Comunità Energetiche al biometano: il percorso di Edison integra decarbonizzazione, sicurezza energetica e valore condiviso per territori e persone.
Leggi l’articolo di Luca Palestra qui sotto, oppure da pag. 10 di CSRoggi Magazine – Anno 11, n. 3 – Giugno/Luglio 2026
Luca Palestra
La transizione energetica richiede visione di lungo periodo, investimenti e capacità di tenere insieme obiettivi ambientali, sviluppo industriale e impatto sociale. E lungo questa direttrice che Edison sta evolvendo il proprio modello energetico, rafforzando il ruolo delle fonti rinnovabili, valorizzando le infrastrutture esistenti e sviluppando nuove soluzioni capaci di coinvolgere clienti, comunità e territori.
Nel 2025 il Gruppo ha raggiunto una capacità rinnovabile installata pari a 2,3 GW attraverso impianti eolici, fotovoltaici e idroelettrici, con una produzione di 4,4 TWh di energia green con una produzione risparmiata di circa 1,9 milioni di tonnellate di C02. Un percorso che si inserisce in una strategia di crescita con un obiettivo chiaro: arrivare entro il 2030 a 4 GW di capacità rinnovabile e portare le fonti green a coprire circa il 40% del mix di generazione elettrica di Edison.
«Stiamo facendo evolvere il nostro portafoglio industriale per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione del Paese – racconta Nicola Monti, Amministratore Delegato di Edison -, accrescendo la capacità rinnovabile e il nostro positivo impatto su tutto l’ecosistema attraverso soluzioni e servizi per i clienti. Un percorso reso possibile dal lavoro quotidiano delle persone che lavorano in Edison e dalla collaborazione con i nostri stakeholder, con cui condividiamo la responsabilità di rendere il sistema energetico più sicuro, sostenibile e inclusivo per il Paese».
Il modello del repowering messo in atto in Abruzzo
La crescita delle rinnovabili non passa soltanto dalla realizzazione di nuovi impianti, ma anche dalla capacità di innovare quelli già presenti, aumentandone l’efficienza e riducendone l’impatto. È questo il principio alla base del repowering, una strategia che consente di valorizzare siti energetici già attivi attraverso tecnologie più avanzate.
Un esempio significativo arriva dall’Abruzzo, dove Edison ha completato il rinnovo integrale dell’intero parco eolico regionale, per una potenza complessiva di 186 MW. L’intervento, realizzato in due fasi tra il 2019 e il 2021 e successivamente tra il 2025 e il 2026, ha richiesto un investimento superiore ai 200 milioni di euro e rappresenta oggi uno dei più rilevanti progetti di ammodernamento eolico realizzati in Italia.
Il risultato è una trasformazione profonda: i 173 aerogeneratori originari sono stati sostituiti con 47 turbine di ultima generazione, con una riduzione del 73% del numero di macchine installate e un aumento della capacità da 114 a 186 MW. La produzione annua è più che raddoppiata, raggiungendo 355 GWh, pari al fabbisogno energetico di oltre 131 mila famiglie e con un risparmio di circa 148 mila tonnellate di C02 ogni anno.
«Il completamento del programma di repowering in Abruzzo segna una tappa strategica nel percorso di crescita di Edison nelle fonti rinnovabili in Italia e del contributo del Gruppo per incrementare la diversificazione tecnologica e concorrere a un sistema nazionale sempre più resiliente e decarbonizzato», sottolinea il presidente Monti.

L’intervento mostra come la transizione energetica possa generare benefici che vanno oltre la produzione di energia pulita. Il progetto ha infatti coinvolto anche il tessuto economico locale, attivando oltre 400 maestranze durante le fasi di cantiere e contribuendo al consolidamento di una filiera territoriale specializzata. Allo stesso tempo, le opere di ripristino ambientale hanno migliorato l’integrazione degli impianti nel paesaggio, recuperando aree precedentemente occupate dalle infrastrutture e valorizzando anche percorsi naturalistici come il “Sentiero del Vento”.
Il ruolo delle Comunità Energetiche Rinnovabili
La trasformazione del sistema energetico riguarda però anche il modo in cui l’energia viene utilizzata e condivisa. In questo scenario assumono un ruolo crescente le Comunità Energetiche Rinnovabili, modelli basati sulla collaborazione tra cittadini, imprese, enti locali e organizzazioni del territorio.
Per Edison, le CER rappresentano uno strumento per rendere la transizione più partecipata e inclusiva, in grado di favorire forme di autoconsumo collettivo e di creare nuove relazioni tra chi produce e chi consuma energia.
Un esempio concreto è il modello sviluppato con Legacoop Abitanti in sei condomini della provincia di Reggio Emilia, dove l’energia prodotta localmente viene condivisa tra gli abitanti attraverso un sistema di autoconsumo collettivo. Un approccio che supera la logica del singolo consumatore e introduce una dimensione cooperativa, nella quale la comunità diventa protagonista della gestione energetica.
Accanto a queste iniziative, Edison ha sviluppato anche Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali insieme al Terzo settore, con l’obiettivo di contrastare la povertà energetica e generare benefici sociali nei territori.

L’impianto della Comunità energetica condominiale a Sordina
Sicurezza energetica e green gas
La transizione verso un sistema energetico più sostenibile richiede anche capacità di garantire continuità e sicurezza degli approvvigionamenti. Per questo Edison affianca allo sviluppo delle rinnovabili il rafforzamento del proprio portafoglio gas, con una crescente attenzione ai green gas, destinati a sostenere la decarbonizzazione dei settori più difficili da elettrificare.
In questa prospettiva il biometano rappresenta una tecnologia già disponibile e strategica: consente di trasformare materiali organici e scarti in una risorsa energetica rinnovabile, con integrazione di principi di economia circolare e riduzione delle emissioni.
Tra gli sviluppi più recenti si inserisce l’impianto Edison di Zinasco, in provincia di Pavia, collegato alla rete di distribuzione Italgas. L’impianto produce biometano a partire da FORSU (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano) e rifiuti organici provenienti dal comparto agroalimentare attraverso un processo di digestione anaerobica e successiva purificazione del biogas.
L’infrastruttura consente l’immissione in rete di circa 2 milioni di metri cubi di biometano all’anno, destinati in particolare alla decarbonizzazione del settore dei trasporti. Un progetto che rappresenta un esempio concreto di come la gestione dei rifiuti possa trasformarsi in una nuova filiera energetica sostenibile.
Parallelamente Edison guarda anche allo sviluppo dell’idrogeno come tecnologia abilitante per la decarbonizzazione dei comparti industriali “hard to abate”, impegno finalizzato alla costruzione di un portafoglio di soluzioni energetiche diversificato e coerente con gli obiettivi climatici nazionali ed europei.
La sostenibilità passa anche dalle persone
La transizione energetica non può essere considerata completa se non è accompagnata da una dimensione sociale. Per Edison la sostenibilità riguarda anche la capacità di creare condizioni favorevoli per le persone che lavorano nell’azienda e per le comunità che ne fanno parte.
In questa direzione si inserisce il programma “Primi Passi”, dedicato ai neogenitori, che rafforza le politiche di welfare aziendale attraverso un sostegno economico concreto alle famiglie. L’iniziativa prevede un contributo di 4.500 euro per ciascun figlio da 0 a 3 anni e di 1.200 euro per ciascun figlio dai 4 ai 6 anni, oltre all’estensione del congedo obbligatorio di paternità fino a 14 giorni.
Un intervento che interpreta la sostenibilità nella sua dimensione più ampia: non solo riduzione delle emissioni e innovazione tecnologica, ma anche attenzione alla qualità della vita, all’equilibrio tra lavoro e vita privata e alla costruzione di un ambiente inclusivo.
E questa integrazione tra ambiente, innovazione e responsabilità sociale a definire il percorso di Edison: una transizione energetica che non riguarda soltanto il modo in cui viene prodotta l’energia, ma anche il modo in cui essa crea valore per il sistema Paese.
(17 luglio 2026)
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