Nell’ambiente incontaminato del Parco Nazionale della Sila, da una coltivazione sempre più rispettosa dell’ambiente, nasce la Patata della Sila. In collaborazione con il Parco, due importanti progetti su gestione sostenibile dell’acqua e rete di monitoraggio agrometeorologico, ed è già operativo il nuovo contratto di filiera basato sull’agricoltura sostenibile.
a cura di Marco Taverna
Correva l’anno 1977 quando dalle ceneri del Parco Nazionale della Calabria, si staccava e iniziava a vivere di vita propria il Parco Nazionale della Sila. Su un altopiano, il più a Sud d’Italia, incastonato tra i due mari Jonio e Tirreno con un’antropizzazione minima, ricoperto di foreste, pressoché privo di fonti di inquinamento atmosferico, in assenza di insediamenti industriali, iniziava a essere protetto, per legge, quello che i silani da sempre conoscono come il grande polmone verde che abbraccia il territorio di montagna di tre province (Cosenza, Crotone, Catanzaro).
Qui dalI’800 si coltiva la Patata della Sila, fonte di sostentamento per le famiglie di contadini e pastori che abitano sull’altopiano, tanto che tutti nel mezzogiorno d’Italia conoscono la bontà della Patata da a Sila e non c’è turista o viaggiatore che transitando dalla Sila non torni a casa con il classico sacco a rete da 5 o 10kg.
Un consorzio di piccoli e grandi produttori
Nel lontano 2003 un manipolo di visionari che vive e opera sulla Sila ha un’intuizione: sono figli di agricoltori, hanno studiato e conseguito lauree, perché le famiglie sperano di affrancarli dal duro lavoro dei campi. Studiando hanno appreso della forza dell’unione, dello stare insieme, e decidono di dare vita e promuovere un consorzio che riunisca piccoli e grandi produttori di patate per valorizzarle.
Nel 2004, dopo aver costituito il Consorzio creano al suo interno un comitato promotore finalizzato al riconoscimento dell’lndicazione Geografica Protetta. E iniziano a viaggiare tra la Calabria e il Ministero dell’Agricoltura, superano ostacoli, non demordono.
Nell’ottobre del 2010 stringono in mano con orgoglio la Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea che sancisce il riconoscimento IGP per la Patata della Sila. Poco dopo la Patata della Sila IGP ottiene il diritto di potersi fregiare del la denominazione “Prodotto della montagna”.
Da quel momento la Patata della Sila, grazie al consorzio PPAS (Produttori Patate Associati) inizia a farsi conoscere anche al di fuori dai confini regionali, utilizza in maniera mirata i fondi europei destinati alla valorizzazione e promozione dei prodotti a marchio comunitario, riceve riconoscimenti per la sua bontà e per le sue buone pratiche. Amplia e ristruttura il maggiore impianto di conferimento, lavorazione, stoccaggio e confezionamento del prodotto e ne acquisisce un secondo per migliorare lavorazione e logistica.

Selezione di patate al banco
Un processo di tracciabilità del prodotto patata
Il disciplinare di produzione di un prodotto a marchio IGP, impone delle strette regole anche e soprattutto per quanto riguarda la sostenibilità. Gli ettari dedicati alla coltivazione della Patata, devono rispettare un periodo di rotazione triennale: un anno patata e due anni grano e foraggio
I visionari sanno però che la sostenibilità è tema troppo importante specie per quanto riguarda il futuro non solo della propria terra, ma anche delle generazioni che verranno e così grazie anche a un ufficio tecnico che segue di pari passo tutte le fasi della coltivazione dalla semina a raccolta e post raccolta, si impegnano con obiettivi sempre più ambiziosi.
Sono i primi produttori di patata in Italia a implementare un processo di tracciabilità del prodotto eggibile in etichetta attraverso un QR Code attivabile dal telefonino. Il consumatore così scopre l’appezzamento di terreno da dove proviene la patata, l’azienda che la produce, le coordinate geografiche e le analisi sul prodotto che certificano il residuo zero a conferma della sua salubrità.
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LA PATATA DELLA SILA IGP IN SINTESI |
| Nasce nel Parco Nazionale La Patata della Sila IGP è frutto di una coltivazione che avviene a un’altitudine media di 1.200 m.s.lm. in un ambiente incontaminato, dove insiste il Parco Nazionale della Sila. Per queste caratteristiche oltre al marchio comunitario, si fregia dell’indicazione di qualità “Prodotto di montagna”.Cresce con acqua di sorgente L’altitudine che sfiora i duemila metri e le caratteristiche geografiche, con la neve presente per sei mesi l’anno, donano all’altopiano della Sila una ricchezza di fiumi e sorgenti di acqua purissima che, prima di scorrere verso i mari Jonio e Tirreno, sono utilizzate dagli agricoltori silani per far crescere forti e sane le Patate.Diventa Unica ![]() Il terreno ricco di potassio unito ad un particolare microclima, con forti escursioni termiche tra il giorno e la notte, le basse temperature invernali che permettono di conservare il prodotto naturalmente senza l’utilizzo di trattamenti chimici antigermoglianti e la messa al bando da parte della Regione Calabria del glifosato, fanno sì che la Patata della Sila IGP diventi, per le sue caratteristiche organolettiche, Unica nel panorama pataticolo italiano. Storia e territorio Produzione Un’efficace rete di stabilimenti di condizionamento, opportunamente coibentati, permette di stoccare il prodotto in modo assolutamente naturale fino al mese di maggio. Lo stabilimento principale, di proprietà del Consorzio, a seguito di un’importante ristrutturazione, permette la lavorazione di 1.500 quintali di patate al giorno con moderne linee di confezionamento e stoccaggio e l’ottimizzazione della logistica. |
La gestione razionale e sostenibile dell’acqua
Nasce da queste intenzioni una proficua collaborazione con l’Ente Parco Nazionale della Sila per portare avanti due importanti progetti: il primo riguarda la gestione sostenibile dell’acqua. L’impiego razionale dell’acqua è un obiettivo imprescindibile per coniugare produttività e sostenibilità.
L’obiettivo è quello di rendere più efficiente l’uso dell’acqua nell’agricoltura attraverso l’applicazione di una serie di attività dedicate: infrastrutture irrigue, invasi e reti di distribuzione collettiva; conoscenza, formazione e consulenza per formare e informare tecnici e operatori agricoli su temi quali le tecnologie di risparmio e di misurazione del fabbisogno irriguo, l’irrigazione di precisione. Tra le tecniche colturali l’irrigazione è quella che influenza maggiormente il risultato produttivo e qualitativo della patata, una corretta irrigazione aumenta le rese dei tuberi commerciali riducendo la quota di scarto. L’irrigazione deve essere puntuale (effettuata in caso di necessità) e deve restituire la giusta quantità di acqua in quanto:
- se scarsa, determina perdite produttive (sia in quantità, sia in qualità);
- se eccessiva, apporta maggiori costi di gestione, maggiori fenomeni di malattie e la percolazione delle sostanze nutritive (azoto).

Capannina agrometereologica
Una rete di monitoraggio gestibile via web
Il secondo progetto riguarda la realizzazione di una rete di monitoraggio gestibile con un servizio web per la consultazione on-line dei dati e delle elaborazioni. Oggi la rete è costituita da 11 stazioni agrometeorologiche gestita da un’unica piattaforma WEB. Ovvero tutte sono inserite nel sistema di monitoraggio del Consorzio di Tutela Patata della Sila IGP con il progetto promosso dal Parco Nazionale della Sila.
Attualmente i parametri misurati dalle stazioni installate sono:
- temperatura dell’aria °C;
- umidità relativa atmosferica UR%;
- pioggia mm;
- velocità del vento m/sec;
- radiazione solare globale W/m2;
- bagnatura fogliare minuti nell’ora.
Ogni stazione è completamente autonoma in quanto è alimentata da un pannello solare con una batteria in tampone e trasmette dati in autonomia a frequenza oraria con un modem tramite GPRS.
Il sito ha un accesso regolamentato da password limitato ai tecnici del Consorzio, alle Aziende Agricole interessate e alle Istituzioni che ne fanno richiesta.
E l’impegno della filiera della Patata della Sila IGP continua, è stato infatti da poco attivato un contratto di filiera promosso dal MA- SAF che coinvolge alcuni dei più importanti areali pataticoli d’Italia. In cantiere bacini di raccolta acqua, investimenti materiali, attività di promozione e comunicazione. L’obiettivo è chiaro: crescere in valore economico per l’intera filiera e restare compatibili con il valore proprio della Patata della Sila: il rispetto della terra in prima fila.
(27 marzo 2026)
