L’uomo della strada

 

 

 

Ne “L’uomo della strada” della scorsa settimana avevo espresso un piccolo disappunto nel constatare che, quando si parla di sostenibilità, il pensiero è sempre (o quasi) rivolto alla sostenibilità ambientale (maggiormente coinvolti gli obiettivi 12/13/14/15).

E ricordavo come gli obiettivi da raggiungere nel 2030, come indicato dall’ONU, fossero ben 17 (senza contare i “sotto-obiettivi”). Per cui citavo con stupore (e approvazione) la proposta di una importante organizzazione di ristoratori (il sindacato dei cuochi britannici) di togliere la stella Michelin a chi abusa del personale dietro ai fornelli, macchiandosi così di abusi sul posto di lavoro (riferimento: l’obiettivo 8).

Oggi la mia approvazione, nel constatare che gli obiettivi cui si dedica attenzione stanno aumentando, aumenta in ugual misura. Infatti ho “incrociato” un’altra notizia che fa spostare l’attenzione sul n. 5 (raggiungere la parità di genere).

Eccola: “Condividendo il principio che la parità di genere è un asse strategico per il prossimo futuro del Paese, Intesa San Paolo ha dato vita a un premio alle PMI che si distinguono nell’empowerment femminile. Le aziende candidate sono state 800 e le finaliste, in tutta Italia, 100. E’ stato ribadito che per Intesa San Paolo la gender equity è obiettivo irrinunciabile e che l’imprenditorialità femminile, con particolare attenzione al work-family balance, contribuisce alla crescita reale del Paese.”

Coraggio. Allarghiamo l’orizzonte del nostro sguardo e non cessiamo di indagare in quale dei 17 obiettivi possiamo essere in grado di dare un contributo.
E’ un appello che rilancio non solo alle aziende, ma, come vado ripetendo da ormai molto tempo, a ciascuno di noi. Per quello che ognuno potrà fare.

Aggiungendo così la nostra goccia al vasto mare di tutto quanto il nostro mondo ci chiede.

Ugo Canonici

 

 

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