Bruno Calchera
La Guerra lanciata da Trump e da Netanyahu contro l’IRAN sta mostrando i limiti strutturali nelle decisioni da parte dell’Unione Europea.
Ci sono esempi: i ministri dell’Agricoltura dei 27 paesi hanno chiesto un intervento urgente in Agricoltura: Italia e Francia hanno chiesto la sospensione temporanea del carbon leakage (per cui le aziende trasferiscono la produzione in paesi con normative ambientali più deboli per evitare costi legati a politiche climatiche rigorose), per fertilizzanti e l’ammoniaca con effetto retroattivo dall’inizio dell’anno.
Con l’Italia si sono mossi per la stessa ragione Spagna e Lettonia.
Hansen, commissario dell’agricoltura, non si è detto disponibile. Ha riferito che “sta lavorando” ad un piano sui fertilizzanti previsto per primavera e ha convocato una riunione il 13 aprile.
Un esempio di lentezza nelle decisioni
Il Fondo Monetario Internazionale ha affermato che se continuasse il conflitto in Medio Oriente e con esso le limitazioni all’export di petrolio, gas, e fertilizzanti tutte le strade portano ad un aumento dei prezzi ed un rallentamento della crescita a livello mondiale.
L’Italia promuove l’uso del digestato, come alternativa strategica ai fertilizzanti chimici. Il digestato è un sottoprodotto nella produzione di Biogas che viene utilizzato come Bio-fertilizzante di alta qualità; ottenuto dalla decomposizione anaerobica di biomasse (scarti agricoli, liquami).
Inutile accennare alla crisi energetica mondiale, perché se ne parla quotidianamente. Anche la sanità è in crisi. Il pianeta stesso soffre per la crescita di CO2, per l’incidenza sul clima, per la difficoltà a reperimento delle risorse medicali di cura e per i traumi fisici e mentali degli abitanti. L’impatto sull’economia nella guerra non è misurabile, vi sono tanti fattori in gioco. Si resta stupiti dall’inerzia europea. Ormai sono gli stati nazionali che sono diventati protagonisti nella situazione attuale.
La Commissione Europea non ha peso specifico. Non interviene nemmeno con proposte attive ai belligeranti per fare la pace. Ci si chiede che senso ha obbedire ad una commissione che anche questa volta ha dimostrato una grave insufficienza nell’essere protagonista nella salvaguardia delle popolazioni e del pianeta. Ha dimostrato spesso di non essere alla altezza nel normare regole efficaci per gli Stati membri che da più parti storcono il naso a direttive poco oculate.
I Partiti politici che sono al Governo dell’Europa attraverso la Commissione dimostrano una autentica disaffezione per gli europei, una assoluta disattenzione ai problemi emergenti e una palese incapacità di azione politica. Già con l’Ucraina l’Europa è stata relegata a fare da Magazzino, ora non c’è bisogno di cose ma di azione, rapida e coinvolgente.
Parlare della Sostenibilità a volte oggi è come dissertare delle lucciole, che c’erano e oggi non le vediamo più. Semplicemente la politica con a tema gli ESG fa i conti con la Guerra – la nemica numero 1 della Sostenibilità. L’economia di guerra non ha più spazio per l’economia sociale.
Ora l’Europa punta su riarmo, abbandonata dalla America, prima o insieme vanno create le basi decisionali dell’UE che non può più essere una somma di stati ma una Confederazione. Una Unità di Popoli come del resto ne esistono nel mondo.
ASVIS ha pubblicato un “tombale” avvertimento: Più Armi, meno sviluppo sostenibile: i governi portano il mondo verso guerra e catastrofi.
(31 marzo 2026)
(foto di Hans da Pixabay)