Meglio così, a scanso di equivoci. Il «denaro» era uscito dal testo per restare, bene che andasse, nella testa: in questi casi giusto riscriverlo nero su bianco, non si sa mai. Morale: tutte le donazioni restano deducibili dalle tasse, non solo quelle in natura ma anche quelle «in denaro», appunto.
Il dubbio era venuto dopo un emendamento all’articolo 83 del Codice del Terzo settore che qualche giorno fa aveva tagliato dal testo originale proprio quelle due parole, ora ripristinate. «Non nego che eravamo preoccupati — ha detto Claudia Fiaschi, portavoce del Forum del Terzo settore — ma adesso possiamo ritenerci soddisfatti perché è stato fugato ogni dubbio sulle erogazioni liberali in denaro al volontariato e all’associazionismo e sulla loro deducibilità».
Il sito del Senato riporta il testo definitivo del decreto fiscale approvato che non solo «conferma, in coerenza con la relazione illustrativa, il meccanismo di incentivi fiscali per chi fa donazioni in denaro», ma alza anche «al 35 per cento la detraibilità degli oneri per chi ha fatto erogazioni liberali in natura alle associazioni di volontariato». E la portavoce conclude: «È un giusto riconoscimento agli Enti di Terzo settore e ai tantissimi italiani che ogni anno danno una mano a un mondo che ha l’unico obiettivo di aiutare chi è in difficoltà».
di Paolo Foschini
(da Corriere della Sera del 2 dicembre 2018)
vedi anche il precedente articolo di Elisabetta Soglio: “Donazioni, l’emendamento che agita il Terzo settore”