«Ci fa piacere constatare che gli italiani ripongano un’alta fiducia nei confronti delle imprese del farmaco e che il loro ruolo sia riconosciuto nell’ambito dell’innovazione, tanto nelle emergenze, quanto in situazioni ordinarie» sottolinea Massimo Scaccabarozzi, Presidente di Janssen Italia e Head of External Affairs Johnson & Johnson Italia.
In futuro, il nostro Sistema Salute dovrà farsi trovare pronto non solo a possibili nuove emergenze, ma anche alle implacabili previsioni sociodemografiche del nostro Paese: dall’evoluzione delle forme familiari con il calo della propensione a fare figli e il decollo delle famiglie unipersonali, all’allungamento della speranza di vita con il conseguente invecchiamento della popolazione e la moltiplicazione di patologie invalidanti e cronicità, che generano alti fabbisogni sociosanitari e di assistenza.
Come possiamo farci trovare pronti per affrontare al meglio queste sfide? Non c’è una risposta semplice. Si tratta di una soluzione che dobbiamo trovare insieme con tutti gli attori dell’ecosistema salute.
Per questo Janssen Italia e Censis hanno voluto dare il loro contributo, ascoltando la voce dei cittadini. Grazie a questa preziosa collaborazione Censis ha sviluppato un Rapporto che descrive la Sanità del futuro così come la desiderano gli italiani, uno studio presentato recentemente al Ministero della Salute in occasione della prima edizione di The Italian Health Day.

Il tavolo dei relatori di “The Italian Health Day”. Da sinistra: Massimiliano Valerii (direttore generale Censis), Raffaella Cesaroni (giornalista, conduttrice di Sky TG24), Massimo Scaccabarozzi e Daiana Taddeo (Area Ricerca Nazionale SIMG).
Dal Rapporto emerge che gli italiani hanno le idee ben chiare in merito alle caratteristiche della Sanità post-Covid e ai protagonisti che la animeranno: i cittadini sempre più informati, responsabili e partecipi, il medico come massimo garante della tutela della salute e gli innovatori (intesi come ricercatori e imprese). Un ecosistema orientato sempre più alla personalizzazione delle cure e dell’assistenza che beneficia della mobilitazione di tutti gli attori: tratti indispensabili per rispondere alla triplice sfida di gestione della malattia acuta, cronica e delle nuove emergenze, tenendo ben presente l’aspetto fondamentale della sostenibilità economica.
Non a caso, la keyword del Rapporto – ovvero la parola che esprime le idee, le aspettative e i desideri condivisi a livello sia sociale dai cittadini sia istituzionale – è per il 2022 “RInnovAzione”. Si tratta di un neologismo composto da Ricerca, Innovazione, Azione e Rinnova, parole che richiamano dinamiche decisive per costruire la Sanità che massimizza il valore Salute.
Dal ruolo centrale degli innovatori, al cambiamento come esito della partecipazione attiva degli attori della Salute, fino all’opportunità storica di un’evoluzione epocale della Sanità verso personalizzazione, risultati migliori per la salute delle persone e sostenibilità economica.
L’innovazione come motore della Sanità del futuro
I cittadini hanno evidenziato in primis il ruolo chiave dell’innovazione, decisiva per migliorare la cura, i percorsi assistenziali e le difese dalle nuove emergenze. Sono oltre 9 su 10 le persone che hanno fiducia nei ricercatori scientifici (90,9%) e altrettanti coloro i quali ritengono che la spesa pubblica in ambito salute rappresenti un investimento e non un costo (93,7%).
Tanto per la sperimentazione scientifica quanto per garantire che le cure arrivino velocemente ai pazienti risulta però essenziale la cooperazione tra Stati e imprese del farmaco (90,1%), le quali godono della fiducia di ben 2 italiani su 3 (66,4%). Gli innovatori, incluse le imprese, non sono più percepiti come una componente esterna della Sanità, ma come attori decisivi che permettono di ottimizzare la qualità della vita dei pazienti.
«Come Janssen, non possiamo che trovarci d’accordo con quanto hanno espresso i cittadini, a partire dalla richiesta di una maggiore collaborazione pubblico-privato per portare sempre più rapidamente l’innovazione ai pazienti – ha dichiarato Massimo Scaccabarozzi, Presidente di Janssen Italia e Head of External Affairs Johnson & Johnson Italia –. Ci fa piacere, inoltre, constatare che gli italiani ripongano un’alta fiducia nei confronti delle imprese del farmaco e che il loro ruolo sia riconosciuto nell’ambito dell’innovazione, tanto nelle emergenze, quanto in situazioni ordinarie. La ricerca clinica rappresenta, infatti, la linfa vitale della nostra azienda, basti pensare che sono ben 18 le molecole Janssen incluse ad oggi dall’OMS nella lista dei “farmaci essenziali per l’umanità”.
Abbiamo inoltre una pipeline di 14 nuove molecole su cui stiamo lavorando attualmente, in special modo negli ambiti oncologico e immunologico. Anche Janssen Italia partecipa in questo sforzo: in pochi anni (dal 2017 al 2020) abbiamo triplicato gli studi clinici nel nostro Paese, raggiungendo quasi quota 100 per un totale di 346 centri coinvolti».
Maggiore personalizzazione delle terapie e dell’assistenza
Il Rapporto Janssen-Censis rileva inoltre che, secondo gli italiani, la Sanità del futuro dovrà essere sempre più paziente-centrica e su misura: il 94,3% auspica una maggiore personalizzazione di cure, con il 92,9% che si aspetta che i percorsi di cura, dal domicilio, al territorio fino agli ospedali, siano modulati sulle esigenze personali del paziente.
La personalizzazione delle cure è uno sforzo collettivo che Janssen sta già portando avanti da tempo, con progetti nell’ambito dell’oncologia solida, dell’ematologia e dell’immunologia. Un aspetto fondamentale della ricerca di un approccio personalizzato è il fatto che permette di garantire una maggiore sostenibilità del Sistema.
Dare in modo tempestivo a un paziente delle terapie efficaci, che possano migliorare concretamente la sua qualità e aspettativa di vita, permette non solo di tutelare il paziente, ma anche di far sì che il Sistema eviti inutili sprechi di risorse, utilizzando terapie che non darebbero risposte altrettanto efficaci. Quando parliamo di innovazione farmacologica è importante infatti tenere conto del suo valore olistico, considerando i costi in tutto il percorso di cura.
Fiducia nei medici e nelle Sanità regionali
Il desiderio di una maggiore personalizzazione di cure e assistenza è accompagnato dalla propensione dei cittadini a svolgere un ruolo quanto più diretto e attivo nei tanti processi relativi alla propria salute, a partire dalla relazione con il medico, riconosciuto come la voce più autorevole nella Sanità, che farà sempre prevalere la tutela della salute di fronte a esigenze economiche o di altro tipo. Per 8 italiani su 10 la sua azione è garanzia che il digitale non sostituirà mai per intero il fattore umano. Al contrario, il digitale è ciò che potrebbe emancipare il medico da eccessivi carichi burocratico-amministrativi, riuscendo così a recuperare tempo, energie e impegno nel rapporto con i pazienti, in cui potrà dispiegare competenze ed empatia umana e relazionale, fondamentali nella buona Sanità per i cittadini. E la fiducia riposta in questa figura è già ai massimi livelli: ben 9 italiani su 10 si fidano dei medici (92,1%) e per altrettanti cittadini sono loro a dover essere al centro del Sistema Salute del futuro (93,9%).
Risulta molto alta, infine, anche la percentuale di italiani che nutrono fiducia nel Servizio sanitario della propria Regione (73,2%). Un capitale che si proietta in avanti: il 61% dei cittadini è convinto che nei prossimi anni grazie alle lezioni apprese dalla pandemia la nostra Sanità migliorerà. Anche noi di Janssen guardiamo al futuro con ottimismo, convinti che sia possibile il passaggio da una medicina riparativa, di pura attesa del paziente, a una attiva di prevenzione incentrata sul paziente. Per far sì che ciò avvenga, è necessario il lavoro congiunto di tutti gli attori della Salute, e un ecosistema a organizzazione efficiente e flessibile, basato sull’innovazione e volto alla massimizzazione del valore per gli utenti, adattando ogni procedura, organizzazione, modello di governance a quell’obiettivo.
a cura di Carlo Rho
(da CSRoggi Magazine – Anno 7 – n.2 – Marzo/Aprile 2022; pag. 36)