Bruno Calchera

Novità nelle rendicontazioni della Sostenibilità.
La Commissione Europea finalmente viene incontro alle realtà che sono escluse dalla rendicontazione CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive).
È sempre più complicato realizzare un buon Reporting di Sostenibilità, perché le imprese che per Legge hanno il compito di realizzarlo, hanno la necessità di interpellare, per il proprio bilancio di sostenibilità, per avere dati di supporto a soggetti come i fornitori, collaboratori e altre realtà aziendali che collaborano alla propria attività.

Frequentemente la procedura, nel passato, toccava a Organizzazioni con notevoli fatturati di dimensioni tali che non superavano i 1000 dipendenti. Erano prevalentemente PMI, ma erano presenti anche grandi imprese artigiane e persino società con meno di 10 dipendenti. La Commissione ha introdotto il Value Chain Cap che limiterà le richieste ESG delle grandi imprese verso le aziende più piccole, di qualunque natura, con importanti semplificazioni.

È un fatto che la compilazione della CSRD risultava particolarmente impegnativa e le richieste informative sempre più importanti e precise nella catena del valore: i questionari che venivano ricevuti dalle imprese non obbligate direttamente alla CSRD avevano complicazioni economiche e gestionali, che incrementavano costi amministrativi, competenze documentali nella modalità richiesta, strumenti di accompagnamento, che ponevano non piccole difficoltà.

La risposta europea giunge attraverso il nuovo Value Chain Cap dal 2027 il 9 maggio 2026 da parte della Commissione Europea: trattasi di una bozza regolamentare relativa agli standard di rendicontazione di sostenibilità ad uso volontario per le imprese non soggette agli obblighi CSRD.

È uno standard volontario e tale è la proposta. La classificazione delle informazioni è distinta in modo chiaro in necessarie, applicabili solo in determinate circostanze, informazioni volontarie e settoriali.
La bozza del 6 Maggio 2026 non è il testo definitivo.

La consultazione pubblica si chiuderà il 3 Giugno 2026. Dopo tale data la Commissione valuterà le osservazioni ricevute e potrà procedere alla adozione formale del regolamento delegato. Il processo potrebbe concludersi ragionevolmente tra la fine dell’estate 2026 e l’autunno prossimo, per entrare in vigore nel 2027.

Una osservazione ci preme riprendere: recentemente il prof. Giovannini ha diffusamente dichiarato che le aziende “sostenibili” crescono, hanno una tenuta sul mercato migliore di quelle non ESG, e danno risultati e performance importanti. Il Rapporto ASVIS 2026 di ASVIS infatti documenta che le imprese manifatturiere con alto profilo ESG crescono di oltre il 16% in più rispetto a quelle meno impegnate su questi temi. Il medesimo articolo mostra che tra il 2017 e il 2024 i ricavi delle imprese High-ESG sono aumentati del 65% rispetto al 55% delle società Low-ESG.

Queste ultime osservazioni rilevano come la Sostenibilità diventa sempre più un sistema informativo per il mercato e non più un mero adempimento.
Le imprese interessate al nuovo sistema avranno anche il diritto di rifiutare richieste eccedenti e qualora le Grandi Aziende decidessero ugualmente di porre domande oggetto del rifiuto, dovranno in ogni modo informare esplicitamente i fornitori, che hanno espresso rifiuto, del loro diritto a non dare informazioni.

Un’altra semplificazione per le micro-imprese con meno di 10 dipendenti.
Il nuovo standard volontario è articolato a due livelli:

  • Il Basic Modulo: Il minimo del sistema con note molto stringate.
  • Il Comprehensive Modulo: invece aggiunge informazioni più avanzate e nasce per rispondere ad esigenze di Banche, Investitori e Clienti Corporate.

Per noi di CSROGGI ogni facilitazione per realizzare un Reporting leggero e ricco di notizie utili al mercato per dare notizie nuove non può che essere una spinta ulteriore, che dimostra che il Mercato vuole essere informato pienamente e la Comunicazione ha un ruolo decisamente importante.
Spesso la stessa complessità della rendicontazione non è solo un prodotto che si gioca tra specialisti, diventa utile e genera attenzione se esiste un progetto divulgativo, se vengono realizzate sottolineature e se il racconto di una azienda giunge ad un pubblico più vasto.

Non occorre uno spot TV per questa documentazione, occorre immediatamente l’accortezza di utilizzare media che effettivamente dialogano con aziende e con lettori sensibili proprio alla rendicontazione aziendale.

(Riferimenti Fonte RTVT – Torino- 2026)
(foto: clevr.com)

(19maggio 2026)

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