Cresce la raccolta differenziata della carta, calano gli sbocchi di mercato dei maceri. Diventa quindi sempre più centrale il molo del Comieco, il consorzio sussidiario al mercato che si occupa del riciclo della carta all’interno del sistema Conai, costituito, per legge, più di vent’anni fa dalle 8oomila aziende che producono o usano gli imballaggi in Italia.
Con un balzo di oltre centomila tonnellate in più, nel 2019 è stata superata per la prima volta la soglia dei 3,5 milioni di tonnellate di imballaggi di carta e cartone raccolti e riciclati dal consorzio, con un incremento del 3% sul 2018 e di quasi due volte e mezza rispetto agli esordi del 1998.
I dati provengono dal 25esimo rapporto del Comieco, che L’Economia ha potuto visionare in anteprima. D rapporto verrà presentato domani al pubblico dal presidente Amelio Cecchini, insieme al ministro dell’Ambiente Sergio Costa.
Il boom della raccolta e la chiusura del mercato cinese alle materie prime seconde provenienti dall’Occidente ha inondato di carta da macero il mercato italiano, creando un surplus che ha abbattuto i prezzi. «Ogni anno le nostre aziende riciclano oltre 6 milioni di tonnellate di carta e cartone, includendo anche libri e giornali, che non fanno parte del sistema degli imballaggi — spiega Cecchini —. Con questo materiale alimentiamo l’industria cartaria nazionale, ma fino al 2018 una parte rilevante, circa un milione e mezzo di tonnellate, veniva esportata in Estremo Oriente», precisa. Quando questo mercato si è prosciugato, c’è stato un crollo dei prezzi, che nel giro di pochi mesi si sono ridotti da 100-150 euro alla tonnellata a 30-40 e anche meno, a seconda della qualità dei maceri. Il calo degli incassi ha indotto i sindaci, che prima facevano da sé nel vendere la carta della raccolta differenziata, a cercare un’altra soluzione.
La corsa
Da qui, la corsa dei Comuni ad aderire al Comieco. «Abbiamo dovuto aprire una nuova finestra di adesione per accogliere i nuovi entranti e ci siamo fatti carico dei maggiori oneri per l’avvio a riciclo di questo materiale, in un momento in cui il suo valore di mercato era molto basso, dimostrando ancora una volta il nostro molo di sussidiarietà al mercato», fa notare Cecchini. Solo nel 2019, Comieco ha distribuito ai Comuni circa 129 milioni di euro: 32 milioni in più rispetto al 2018, a fronte dei nuovi volumi che il consorzio è stato chiamato a prendere in carico. Un impegno destinato ad aumentare ancora del 15%, grazie al rinnovo dell’accordo con And, appena concluso, che eleva da 95 a 115 euro il prezzo garantito da Comieco per una tonnellata di carta da macero. «Con questo accordo ci portiamo avanti nella direzione indicata dalla Commissione europea, che punta ad aumentare le responsabilità dei produttori nel riciclo degli imballaggi e ad allargare i sistemi di economia circolare a tutti i materiali riciclabili, non solo al packaging», puntualizza Cecchini.
Dal 1998 ad oggi, Comieco ha distribuito ai Comuni 1,77 miliardi di euro. Considerando che gli abitanti dei Comuni in convenzione con Comieco sono circa 54 milioni, si può dire che Comieco eroga circa 2,4 euro ad abitante (in aumento del 20% nel 2019), un contributo che ha una ricaduta diretta sulle tasche dei cittadini, visto che i Comuni in convenzione lo scontano dalla Tari, che diventa più leggera. In questo processo il 2020 probabilmente segnerà una battuta d’arresto, perché la crisi del Covid-19 porterà a un calo complessivo dei volumi annuali, anche se nella fase acuta della pandemia i consumatori hanno privilegiato i prodotti imballati rispetto a quelli sfusi. In prospettiva, però, la funzione del Comieco come punto di riferimento per l’economia circolare della carta tenderà ad allargarsi, con l’aumento della raccolta differenziata, che al Sud ha ancora ampi margini di miglioramento.
di Elena Comelli
(da L’Economia del Corriere della Sera del 20 luglio 2020)
Consulta il 25mo rapporto annuale
