Dalla Supply Chain a impatto zero all’opportunità del reporting ESG, questi gli elementi in grado di creare valore, permettere la gestione dei rischi e garantire un’economia più inclusiva, resiliente e sostenibile.
Sostenibilità: dalle parole ai fatti. È questo il motto che ha guidato le imprese negli ultimi anni e che delineerà il trend dei prossimi. Sempre più prodotti e servizi sono studiati e ripensati in ottica di un minor impatto ambientale e sociale, con un occhio alla redditività e l’altro al soddisfacimento di investitori e stakeholder e alla reputazione aziendale.
Stiamo assistendo a un vero e proprio cambiamento culturale, alimentato dall’incertezza energetica di questo periodo e dalla spinta dei nuovi standard normativi di ren- dicontazione per le imprese, che tengono conto delle prestazioni ambientali, sociali e di governance.
La Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici COP27 e quella sulla biodiversità COPI 5 sono stati palcoscenico mondiale per evidenziare la necessità di porre in essere meccanismi che riducano l’impatto dell’uomo sul clima e sugli ecosistemi naturali.
Gli investitori e le agenzie di rating sono sempre più attenti a come le imprese interpretano e sviluppano i temi ESG e quale importanza gli venga data nelle strategie imprenditoriali sia a breve, sia a medio e lungo termine.
Prendiamo spunto da un recente studio della Scuola di Management IMD (institute for Management De- velopment) per identificare i fattori chiave che nel 2023 accompagneranno le imprese al cambiamento. Elementi in grado di creare valore, permettere la gestione dei rischi e garantire una economia più inclusiva, resiliente e sostenibile.
- Supply chain a impatto zero
Uno degli obiettivi per molte imprese è l’azzeramento delle emissioni entro il 2050 e il traguardo dello Scope 3, vale a dire la riduzione delle emissioni in atmosfera dovute ai processi produttivi. A questo riguardo sono rilevanti le soluzioni già adottate da molti per “ridurre” e “catturare” la C02, e le iniziative per ripagare il debito di C02 creato nel tempo. È però impossibile pensare a un reale abbattimento delle emissioni senza considerare l’intera catena del valore e il coinvolgimento attivo dei fornitori. Per questo, vanno studiate strategie globali e coordinate, capaci di amplificare l’impegno dei singoli a vantaggio di molti.
- Flessibilità e trasformazione sostenibile
La trasformazione sostenibile delle imprese non può prescindere da un ripensamento organizzativo e sistemico dei mercati che preveda anche la partecipazione di capitali privati. Uno scenario che presume collaborazione, ampia visione del mercato e grande flessibilità.
- Innovazione e sostenibilità nelle imprese familiari
Un’indagine di PwC ha stimato che nel 2021 il 60% circa delle aziende familiari con una forte vocazione a innovazione e digitalizzazione ha posto la sostenibilità al centro delle proprie attività. Dare continuità all’impresa di famiglia, significa innovazione e rinnovamento, ma anche grande attenzione all’ambiente e alle risorse umane.
- Crisi energetica e nuovo impulso alle rinnovabili
La guerra in Ucraina ha portato con sé, oltre agli orrori del conflitto, il problema della disponibilità di energia. La crisi ha stimolato i governi a varare importanti incentivi per la ricerca e per il passaggio all’energia pulita.Più le energie rinnovabili diverranno competitive, più rapidamente le imprese potranno attuare quella transizione ecologica già avviata prima del conflitto, ma non ancora compiuta.
- Obiettivi climatici e biodiversità
La stretta relazione fra biodiversità e cambiamenti climatici è un dato di fatto. Alla COPI 5, la Conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità 2022, i leader dei Paesi partecipanti hanno definito obiettivi comuni per tutelare la biodiversità del pianeta, da cui dipende direttamente il climate change. Le imprese sono chiamate a impegnarsi per proteggere la biodiversità. Un obiettivo che è anche strumento per raggiungere lo scopo delle zero emissioni.
- L’industria del lusso può dare impulso alla sostenibilità
Il mercato del lusso si sta aprendo sempre più verso scelte sostenibili, rivedendo strategie e riposizionando i brand attraverso modelli di business a impatto positivo. La percezione di un prodotto di lusso che sia anche attento all’ambiente e al sociale è un valore aggiunto in grado di ripagare – e non solo in reputazione – gli investimenti necessari.
- La Governance d’impresa in chiave ESG
La necessità di muoversi in ambito ESG con competenze digitali, eco- nomico-politiche e amministrative (pensiamo ai requisiti di rendiconta- zione) richiede specificità che spes-so esulano dagli ambiti di un CdA. Per questo motivo la creazione di un comitato ESG e la nomina di una figura dedicata alla sostenibilità sono scelte strategiche di lungo periodo. La nuova figura sarà in grado di guidare l’azienda nello sviluppo di una moderna cultura d’impresa.
- Climate change, economia circolare e innovazione aziendale
I lavori della COP27 hanno evidenziato come i cambiamenti climatici siano veloci e irreversibili, e necessitino di iniziative governative volte a supportare e velocizzare i processi di transizione. Una constatazione che deve spingere i decisori a livello locale, nazionale e mondiale, verso i temi della transizione energetica e dello sviluppo di una economia circolare.
Se pensiamo che in Europa sono almeno 13mila le imprese di medie e grandi dimensioni impegnate ad abbassare il proprio impatto ambientale, ci rendiamo conto di quanto sia importante cogliere le opportunità di un mercato in cui l’attenzione al pianeta e ai cambiamenti climatici sviluppa nuove soluzioni imprenditoriali di successo.
- Nuove norme e strategie di sostenibilità
La maggior parte delle imprese a livello globale dovrà presto adottare standard obbligatori di rendicontazione e gli stakeholder hanno già iniziato a considerare la sostenibilità come una componente chiave delle strategie aziendali. Sarà importante, quindi, per ottenere e mantenere un buon vantaggio competitivo, porsi alcune domande:
- quali sono le questioni di sostenibilità rilevanti per la vostra azienda al di sopra delle linee guida stabilite dagli standard?
- quali sono i nuovi KPI di sostenibilità che sono al centro dell’esecuzione della vostra strategia?
- come incentivate le persone della vostra azienda?
- avete già previsto un sistema di previsione e gestione dei rischi?
- qual è il vostro piano di transizione verso la riduzione delle emissioni di carbonio?
- Le sinergie nell’economia circolare
Se è vero che “nessuno si salva da solo” è anche vero che la transizione all’economia circolare è tan to più efficace e veloce quanto più è realizzata in collaborazione. Una buona sinergia fra imprese consente infatti di accelerare la trasformazione dei sistemi e ridurre i costi, promuovendo l’innovazione fra più soggetti. Un meccanismo win-win che richiede di privilegiare il gruppo rispetto al singolo e che esige una organizzazione efficace, in grado di combinare e armonizzare gli interessi di più attori.
- Al e sostenibilità
L’intelligenza richiede energia. Anche quella artificiale. L’elaborazione di enormi quantità di dati e le attività di elaborazione e archiviazione consumano ingenti quantità di energia. Anche per le semplici operazioni di raffreddamento dei sistemi. L’uso dell’IA può tuttavia essere fondamentale per supportare le imprese nelle fasi di transizione ecologica e per la corretta gestione delle risorse naturali.
- L’opportunità del reporting ESG
Il 2023 vedrà l’introduzione di diverse novità normative nella gestione dei rischi ESG. Un corretto reporting può essere visto come una opportunità per acquisire informazioni fondamentali sulla trasformazione sostenibile dell’impresa e sulla sua capacità di sviluppo. Un modo per rispondere alle esigenze di investitori e clienti e per attrarre nuovi talenti.
di Raffaella Casula
Responsabile finanza straordinaria e sostenibilità in Image Building
(da CSRoggi Magazine – Anno 8 – n.1 – Febbraio 2023; pag. 42)