I digital twin consentono di innovare drasticamente i processi aziendali, contribuendo a generare valore attraverso la trasformazione digitale. In questo valore sussistono anche elementi di sostenibilità, a cui le organizzazioni sono sempre più attente per soddisfare i loro obiettivi Environmental Social Governance.
Il 2022 sembra non aver portato grandi miglioramenti alla sostenibilità e il greenwashing che si è visto al COP27 in Egitto non lascia molte speranze per il futuro, dove per greenwashing intendiamo ciò che accende i riflettori su azioni che in realtà non sono autentiche, ma promosse al solo scopo di mostrarsi più “sostenibili”.
I COP sono principalmente usati come un’opportunità per i leader delle varie nazioni partecipanti di ottenere visibilità, ma non sembrano (i COP) avere la capacità di cambiare l’intero sistema: sembrano piuttosto incoraggiare solo progressi parziali.
Sono stati effettuati passi positivi sul fronte della giustizia climatica, con la decisione di creare un fondo per indennizzare le nazioni più povere della terra, e più vulnerabili, sulle perdite e danni patiti, a causa dei cambiamenti climatici, ma controbilanciati dal fatto che sul fronte della mitigazione, ovvero dell’abbattimento delle emissioni di gas ad effetto serra, non si è visto alcun avanzamento.
Il 2023 si apre con l’annuncio da parte del presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, di un fondo sovrano comune entro l’estate e aiuti di Stato nel breve termine che sono i due pilastri del nuovo Green Deal Industriai Pian. Pare molto una sorta di MBO, Management By Obective, per favorire la strada alla sostenibilità e foschia e dubbi rimangono sulla possibile efficacia del COP28 di Dubai.
La soluzione delle problematiche correlate alla sostenibilità ha necessità di un approccio corale e unanime, senza quello si fanno solo piccoli passi.
A poco serve la sensibilizzazione attraverso la protesta attuata versando vernice lavabile su Palazzo Madama, versando purè di patate o salsa di pomodoro (sempre lavabili) sui vetri che proteggono alcuni famosi dipinti nei musei di mezza Europa, atti che mettono inevitabilmente gli autori dalla parte del torto.
La speranza per il 2023 e oltre, pare sia basata sulla trasformazione digitale cioè il processo che sostituisce completamente le modalità manuali, tradizionali di fare business con le alternative digitali più recenti. Questo tipo di rivoluzione abbraccia tutti gli aspetti delle aziende e della vita.
In particolare può dare un fattivo contributo la tecnologia dei DIGITAL TWINS (gemelli digitali).
Digital twin è un modello virtuale progettato per riflettere accuratamente un oggetto fisico, che si tratti di un prodotto, di un impianto, di un’infrastruttura, di un sistema urbano o di un processo operativo. L’oggetto in studio, ad esempio una turbina eolica, è dotato di vari sensori relativi ad aree vitali di funzionalità. Questi sensori producono dati su diversi aspetti delle prestazioni dell’oggetto fisico, come la produzione di energia, la temperatura, le condizioni meteorologiche e altro ancora. Questi dati vengono quindi inoltrati a un sistema di elaborazione e applicati alla copia digitale.
La logica di funzionamento di un digitai twin prevede che tra i modelli fisico e il suo gemello digitale vi sia un flusso di dati, alla base dell’analisi e dell’interazione con una serie di tecnologie emergenti, tra cui intelligenza artificiale, realtà virtuale, realtà aumentata, business analytics, loT e tutti gli elementi necessari a dare luogo ad avanzate simulazioni virtuali.
I digitai twin hanno consentito di innovare drasticamente i processi aziendali, contribuendo a generare valore attraverso la trasformazione digitale. In questo valore sussistono anche elementi di sostenibilità, a cui le organizzazioni sono sempre più attente per soddisfare i loro obiettivi ESG (Environmental Social Governance).
La convergenza tra prodotti, software e servizi sta definendo scenari di grande trasformazione praticamente in tutti i settori dell’industria.
È importante capire come le organizzazioni stiano effettivamente implementando i digitai twin nei loro processi e di quali intenzioni abbiano per il futuro, quali siano le sue potenziali applicazioni e la reale capacità di generare valore aggiunto nei processi aziendali.
I digitai twin sono destinati a una crescita significativa nei prossimi cinque anni, in tutti i principali settori industriali: automotive, aerospace, life Science, energy, Utilities, con una motivazione prevalente caratterizzata dal risparmio dei costi e dall’innovazione tecnologica.
Tra le ragioni che spingono le aziende a investire nei digitai twin, figura l’esigenza di soddisfare gli obiettivi ESG.
La digitalizzazione dei processi contribuisce infatti in maniera diretta e indiretta a ridurre l’impatto ambientale, grazie alla sensibile riduzione dei processi fisici e al favorire la diffusione del lavoro da remoto, con tutti i risparmi di attività che ne derivano.
Gli impatti dei gemelli digitali in termini di sostenibilità si registrano infatti lungo l’intera catena di valore. Le aziende che utilizzano già con costanza i digitai twin ritengono che questi contribuiscano a migliorare le metriche legate alla sostenibilità.
L’implementazione dei digitai twin è poi fondamentale per comprendere e prevedere in maniera più dettagliata i consumi energetici e le emissioni legate ai propri processi. Tale aspetto risulta particolarmente evidente nell’ambito dei prodotti di consumo e dei settori Energy & Utilities, dove l’adozione delle simulazioni virtuali contribuisce a rendere più sostenibili le operazioni. Quando la fiducia nell’uomo scende, bisogna affidarsi al digitale!
di Antonio Ive
Consulente strategico e docente
Politecnico di Milano
(da CSRoggi Magazine – Anno 8 – n.1 – Febbraio 2023; pag. 42)