Il consumo del suolo, aggredito da fertilizzanti, pesticidi e colture intensive, è uno dei grandi problemi del mondo. L’acqua sta diventando un bene sempre più prezioso, che non va sprecato. E se si riuscisse a coltivare risparmiando il 98 per cento del suolo? E contemporaneamente consumando il 95 per cento di risorse idriche in meno? Tutto con una resa per metro quadro cento volte più alta rispetto all’agricoltura tradizionale? Non è un libro dei sogni, ma quanto sta già facendo alle porte di Milano una giovanissima baby azienda, una tra le prime «Vertical farm» industriali in Italia.
L’impresa, che si chiama «Agricola Moderna», ha da poco ricevuto il Premio Non Sprecare nella sezione «Giovani startup».

Il salto industriale
«Io e il mio socio e amico Benjamin Franchetti l’abbiamo fondata nel Food district di Milano due anni fa – racconta il Ceo Pierluigi Giuliani – e all’epoca era poco più che un piccolo ma promettente laboratorio di ri cerca». I due giovani, entrambi poco più che trentenni, hanno poi rapidamente fatto il salto verso l’industrializzazione.

Solo che l’hanno fatto con molto coraggio e, forse, con una buona dose di temerarietà, visto che il loro insediamento a Melzo, con uno stabilimento produttivo su una superficie di 1.500 metri quadri, è diventato operativo proprio a ridosso del primo lockdown. «Certo, il momento era particolare – ammette Franchetti, che si occupa della parte tecnico-scientifica – ma la scommessa comincia a essere vincente visto che i nostri prodotti sono già sugli scaffali della grande distribuzione».

La grande novità di Agricola Moderna sta proprio nel suo essere una «fattoria verticale». «Significa – spiega Giuliani – che facciamo crescere le verdure indoor su più livelli verticali per risparmiare spazio e fuori dalla terra, in un substrato di torba e muschio. L’ambiente è chiuso e controllato, i patogeni non possono entrare et di conseguenza, non dobbiamo usare pesticidi, fito-farmaci o altre sostanze chimiche». Tutto al naturale, quindi, e con una resa qualitativa elevata ottenuta con una tecnologia molto sofisticata. Grazie all’illuminazione a led, infatti, è possibile calibrare la lunghezza d’onda della luce usata sulla base dell’esigenza della pianta, variabile a seconda del tipo, perché originaria di luoghi diversi della Terra. «Modulando nutrienti e lunghezze d’onda con algoritmi ad hoc – commenta Giuliani – di fatto ricreiamo di volta in volta i microclimi adatti alla pianta che vogliamo coltivare». Attualmente ortaggi a foglia e in particolare lattughino romano, spinacino giapponese, senape riccia e cavolo cinese. Ma in futuro, assicura Franchetti, anche pomodori, fra- gole, melanzane e zucchine.

«Il nostro obiettivo – conclude Giuliani – è di arrivare entro la fine del 2021 a far partire in Lombardia un nuovo insediamento produttivo venti volte più grande dell’attuale. Inoltre stiamo cercando finanziamenti per realizzare centri logistici per tutte le macro aree del nostro Paese, per poter fornire ovunque prodotti a chilometro zero, visto che i luoghi di produzione non disteranno più di un centinaio di chilometri dai punti di consumo. Il che vuol dire consegna in pochissime ore dalla raccolta, mentre oggi le verdure considerate freschissime viaggiano in media 1.500 chilometri, passano molte volte di mano in mano e impiegano due 0 tre giorni prima di arrivare al consumatore».

I premiati
Insieme ad Agricola Moderna, quest’anno il Premio Non Sprecare arrivato all’undicesima edizione è andato anche a Claudia Gentili, preside dell’Istituto Elisa Scala di Roma, nella categoria «Scuole».
La giuria ha poi scelto Valentina Loponte con Io Potentino Onlus per le «Associazioni», il Comune di Motta di Livenza (Treviso) e Studio Made Associati nelle «Istituzioni», Giada Dammaco nelle «Aziende» grazie a Grado Zero Innovation. Infine, «Personaggio» è Maria Capobianchi, direttrice del Laboratorio di Virologia dell’Istituto Spallanzani di Roma, il primo in Italia a isolare il ceppo virale Sars-CoV-2. L’iniziativa del «Premio Non Sprecare» è nata da un’idea di Antonio Caldo, direttore di www.nonsprecare.it, ed è stata supportata anche quest’anno dall’Università Luiss Guido Carli di Roma.

di Enzo Riboni

(da Buone Notizie – L’impresa del bene dell’8 dicembre 2020)
(foto:www.facebook.com/agricolamoderna/photos)

 

 

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