13 investitori capifila, 23 società quotate coinvolte con un questionario di oltre 50 domande. Sono i numeri finali del monitoraggio sulle politiche ESG delle aziende svolto dal Forum per la Finanza Sostenibile e da Assofondipensione in occasione dell’ultima edizione dell’Euronext Sustainability Week. Anche nel 2025, infatti, in occasione dell’evento, le due organizzazioni hanno proposto un’iniziativa di dialogo (engagement) con le aziende sugli aspetti di sostenibilità.

L’iniziativa è stata avviata con l’invio di una lettera agli emittenti iscritti all’Euronext Sustainability Week, nella quale sono stati elencati una serie di temi ESG prioritari per gli investitori. Questi argomenti sono stati discussi durante gli incontri tra azionisti/obbligazionisti e aziende, che successivamente hanno risposto al questionario degli investitori. Ecco una sintesi delle risposte fornite dalle 23 società coinvolte nel dialogo.

AMBIENTE

Tra i temi ambientali, l’aspetto su cui le aziende risultano più attive è quello legato ai cambiamenti climatici. Come negli anni precedenti, l’adesione al framework CDP (ex Carbon Disclosure Project) rimane elevata: 19 società su 23 (83%) rispondono al questionario Climate Change. Quindici società (65%, erano 14 nel 2024) hanno adottato una strategia di adattamento ai cambiamenti climatici e 14 (61%) hanno formalmente definito un piano di transizione con obiettivi specifici di decarbonizzazione (in 11 casi facendo riferimento anche ai principi della Just Transition). Aumentano in modo significativo le società con target allineati agli standard della Science Based Targets initiative (SBTi), passate da 5 nel 2024 a 8 quest’anno (35%).

Rispetto ai temi relativi ad acqua, biodiversità ed economia circolare, 13 società (57%) hanno già introdotto una strategia aziendale per la gestione sostenibile delle risorse idriche, mentre 13 (57%) hanno adottato una strategia specifica per la protezione degli ecosistemi e 14 (61%) hanno stabilito target quantitativi o intrapreso azioni specifiche per la gestione dei rifiuti.

Rispetto invece all’allineamento alla Tassonomia europea delle attività economiche ecosostenibili, i dati pubblicati nel 2025 (con riferimento al 2024) mostrano una forte eterogeneità settoriale.

SOCIALE

Per quanto riguarda gli aspetti sociali, tutte le aziende si sono dotate di una strategia per la prevenzione degli incidenti e la tutela della salute dei lavoratori/lavoratrici. Inoltre, tutti gli emittenti hanno programmi di formazione differenziati in base ai diversi ruoli e includono i criteri ESG nei processi di valutazione e selezione dei fornitori.

La maggioranza delle società (19 su 23, l’83%) comunica la quota di assunzioni e cessazioni dei lavoratori/lavoratrici giovani. Per quanto riguarda i compensi, 17 (74%) monitorano l’equità salariale e 16 (70%) hanno avviato iniziative per la gestione dei rapporti con le comunità locali attraverso strumenti quali il dialogo, la collaborazione e il coinvolgimento attivo.

GOVERNANCE

Per quanto riguarda le questioni legate alla dimensione della governance, anche nel 2025 tutti gli emittenti coinvolti tengono conto del raggiungimento di obiettivi di sostenibilità nella politica di remunerazione variabile. 18 società (78%) divulgano dati sul gender pay gap (erano 12 nel 2024), ma non tutte hanno definito una strategia con obiettivi misurabili per la sua riduzione. Rispetto alla quota percentuale di dirigenti donne rispetto al totale, nella maggior parte delle aziende questa si attesta fra il 15% e il 25%.

Relativamente alle politiche fiscali, 15 società (65%) hanno adottato una strategia formalizzata e trasparente. Inoltre, 13 (57%) rendono pubblica la propria strategia di lobbying o sono iscritte ai registri per la trasparenza.

Nel 2025 è stato indagato anche l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, che risulta ampiamente diffuso: 18 aziende (78%), infatti, hanno integrato le tecnologie associate all’IA nei processi aziendali. Tuttavia, la governance specifica è ancora in fase di consolidamento: solo 11 emittenti (48%) hanno definito un codice etico specifico o policy dedicate per l’utilizzo responsabile dell’IA, mentre le altre aziende si affidano ai principi generali del codice etico o stanno elaborando policy ad hoc.

“Nell’ottica di una transizione che si fonda sul dialogo tra investitori e imprese investite, l’engagement si rivela la strategia più efficace e concreta per accelerare il processo di decarbonizzazione e mitigare i rischi sociali connessi alla trasformazione dei modelli produttivi. L’iniziativa del Forum per la Finanza Sostenibile in collaborazione con Assofondipensione porta all’interno della Sustainability Week l’esperienza di un percorso collettivo e condiviso che testimonia la funzione strategica della finanza sostenibile nel processo di giusta transizione”, dichiara il Direttore Generale del Forum per la Finanza Sostenibile Francesco Bicciato.

“Assofondipensione crede fermamente nell’impegno per la sostenibilità ambientale e sociale, perché consapevole dell’interesse per questi temi degli aderenti ai fondi negoziali, in particolare dei più giovani. Ed anche perché numerose ricerche mostrano che le imprese più sostenibili sono anche le meno esposte a contenziosi, riuscendo così in media a generare più valore nel lungo periodo. Mai come in questo caso etica ed economia vanno a braccetto. Per queste ragioni, abbiamo deciso di andare oltre l’esperienza del voto coordinato nelle assemblee societarie e nel 2025 abbiamo varato il Progetto Engagement, aprendo numerosi dialoghi tra i fondi pensione e alcune tra le più grandi aziende italiane ed europee. In questo modo speriamo di fornire anche un contributo al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità che il Paese si è dato”, dichiara il Coordinatore del Comitato Tecnico di Assofondipensione Riccardo Realfonzo.

(Milano-Roma, 24 febbraio 2026)

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