Come garantire che l’esperienza di partecipazione risulti generativa, trasfigurativa, creativa? Diversi fattori e dinamiche sono implicati in questo processo di apprendimento e crescita: la scelta dei contenuti, la modalità di rapporto con i partecipanti, l’influsso dell’ambiente, l’interazione e la tutorship. Insomma, un lavoro sartoriale.
In questi ultimi anni abbiamo assistito a un ridimensionamento della formazione ai diversi livelli: universitario, aziendale, professionale. Pressoché tutti, tra gli attori in campo – atenei, corporate academy, business school – hanno dovuto reinventarsi dopo il periodo della pandemia e lo spartiacque del 2020. Il ritorno alla normalità ha accelerato i cambiamenti in atto, portando alla luce alcune criticità latenti: dall’effettiva necessità di formarsi lungo tutto l’arco della vita, all’utilizzo delle tecnologie, alla reale capacità di insegnare da remoto, educando persone e non semplicemente trasferendo informazioni.
Le difficoltà di ieri e di oggi ci hanno costretti a mettere in gioco tutte le nostre risorse e la nostra capacità di coinvolgere le persone in questa nuova fase della vita sociale. Una riflessione è stata necessaria per ridisegnare il futuro, soprattutto con riferimento alle nuove generazioni di professionisti, chiamate non solo di guidare il cambiamento, ma anche di tracciare la rotta per accompagnare la nostra società in questo cambio d’epoca.
Le istituzioni più preparate nel gestire questa trasformazione hanno ben chiaro che la formazione dei prossimi anni solleciterà la messa a punto di modelli pedagogici diversi da quelli tradizionali, a partire dalla progettazione e da una ristrutturazione dell’approccio didattico, fino alla cura attenta delle modalità di interazione dei partecipanti. Da un punto di vista “tecnico”, risulta ormai acquisita la coesistenza tra formazione in presenza e formazione on-line: la prima consente maggiore interazione e possibilità di sviluppare relazioni efficaci, la seconda permette ampia flessibilità e un’accessibilità costante.
Per ogni ambito un catalogo di programmi dedicati
Il vero punto, tuttavia, riguarda l’efficacia. Come garantire che l’esperienza di partecipazione risulti generativa, trasfigurativa, creativa? Diversi fattori e dinamiche sono implicati in questo processo di apprendimento e crescita: la scelta dei contenuti, la modalità di rapporto con i partecipanti, l’influsso dell’ambiente, l’interazione e la tutorship. Insomma, un lavoro sartoriale.
È il lavoro che stiamo portando avanti in Università Cattolica: una formazione su misura per i diversi mondi professionali: imprese, organizzazioni bancarie e finanziarie, pubblica amministrazione, mondo della scuola e del terzo settore, professioni giuridiche e sanitarie, settore dell’agri-business. Per ogni ambito, un catalogo di programmi dedicati. Ma soprattutto la possibilità di costruire in partnership percorsi ritagliati sulle diverse necessità aziendali e organizzative. Anche attraverso il finanziamento dei fondi interprofessionali. Al centro: sempre la valorizzazione del capitale umano e la sua crescita.
di Roberto Brambilla
Direttore Formazione Postlaurea & Research Partnership
Università Cattolica del Sacro Cuore
( da CSRoggi Magazine – n.1 – Anno 9 – Gennaio/Febbraio 2024; pag. 38 )
(Image by Oleksandr Pidvalnyi from Pixabay)