Il prossimo 6 giugno a Riccione, nell’ambito del Festival del Fundraising 2023, si svolgerà la giornata dedicata alle attività di Corporate Social Responsibility di aziende virtuose italiane e non solo. Ecco il “racconto” di alcuni dei protagonisti dell’incontro.
Mai come oggi le aziende inseguono la CSR. Bene, ma bisogna fare un salto di qualità. È il momento di mettere in campo partnership trasformative, alleanze vere tra profit e non profit. L’obiettivo è guidare la transizione ecologica, seguire i cambiamenti nella società, educare a nuovi stili di consumo. È questo l’orizzonte verso il quale vuole andare la Giornata della CSR che si terrà nell’ambito del Festival del Fundraising che è in programma dal 5 al 7 giugno 2023 a Riccione.
Nello specifico, la giornata dedicata alla CSR si terrà il 6 giugno e consisterà in un format di un’intera giornata dedicato alle attività di Corporate Social Responsibility di aziende virtuose italiane e non solo. Importanti imprese presenteranno le partnership che hanno messo in campo. Una straordinaria rassegna di buone pratiche, un racconto di progetti trasformativi.
A questo proposito abbiamo posto le stesse tre domande ad alcuni dei protagonisti dell’incontro, ecco le loro risposte.
Gianluca Bilancioni,
Direttore Risorse Umane
di Teleperformance Italia
Perché e come avete deciso di sostenere il non profit?
«Teleperformance Italia è leader nel settore del customer care e dei servizi associati. Ogni giorno proviamo, con professionalità e qualità, a fare la differenza per i nostri clienti. Ma è nostra responsabilità provare a portare avanti progetti di corporate gi- ving che facciano la differenza anche in ambito sociale. Le azioni messe in campo negli ultimi anni hanno aumentato l’attaccamento all’azienda dei nostri dipendenti e delle comunità che ospitano le nostre sedi, Taranto e Fiumicino. Non ci siamo mai girati dall’altra parte dinanzi a delle richieste d’aiuto, soprattutto negli ultimi anni caratterizzati da emergenza pandemica»
Ci racconta un progetto da voi messo in campo in questo ambito?
«Potremmo raccontarne tantissimi, frutto del cuore e della passione di ogni Teleperformer. Mi piace ricordare il progetto attivazione, attraverso la fondazione Soleterre, di borse studio a favore di medici e tecnici nel reparto di Oncologia pediatrica dell’Ospedale di Taranto. Abbiamo reso un servizio infinito a chi ogni giorno è in “trincea” e con ogni mezzo prova ad assicurare cure adeguate e vitali ai piccoli pazienti».
Quali sono i risultati finora ottenuti e quali i progetti per il futuro immediato.
«Il nostro impegno va oltre i risultati ottenuti perché consapevoli che siamo piccole gocce del mare. Negli ultimi anni le nostre attività sociali si sono tradotte in parecchie iniziative nei confronti di enti non profit e non solo. Il nostro ambizioso obiettivo è provare a tessere la grande rete della solidarietà con altre aziende e partner e provare ad alzare l’asticella dei nostri interventi».
Luca Petermaier,
Responsabile Comunicazione, Relazioni esterne e Corporate Identity
di ITAS Mutua
Perché e come avete deciso di sostenere il non profit?
«ITAS è una compagnia assicurativa in forma di Mutua e come tale non ha azionisti ma i proprietari sono tutti i suoi soci assicurati. Questo le permette da oltre 200 anni di reinvestire parte degli utili a sostegno dello sviluppo sociale ed economico delle comunità e quindi di coloro che, in questo senso, offrono un valido supporto come le associazioni no profit e del Terzo settore con cui ITAS Mutua ha piena condivisione di valori e Dna».
Ci racconta un progetto da voi messoincampoinquestoambito?
«I progetti sostenuti sono davvero moltissimi nel corso degli anni, ma voglio citare uno dei più recenti, ITAS Academy, la piattaforma digitale che prevede corsi di formazione specifici in marketing, sostenibilità, normativa… ritagliati espressamente sulle esigenze del Terzo settore. L’adesione ai corsi, soprattutto in formato video e podcast, è totalmente gratuita. ITAS ha deciso di sostenere gli interi costi proprio in virtù del suo essere Mutua e di perseguire, come fine ultimo, lo sviluppo del bene comune».
Quali sono i risultati finora ottenuti e quali i progetti per il futuro immediato.
«Dialogare in modo costante e costruttivo con questo mondo ci ha di creare Insieme un prodotto assicurativo dedicato al settore, nato da un forte scambio di idee con i suoi rappresentanti. Questo ci permette di crescere come azienda guardando al futuro con fiducia, perché consapevoli di essere partner affidabili per realtà che hanno un ruolo fondamentale nella vita di tutti noi».
Fabio Ventoruzzo,
Corporate Communications & Sustainability Director
di Sisal
Perché e come avete deciso di sostenere il non profit?
«La responsabilità è uno dei valori chiave per le persone che lavorano in Sisal. La collaborazione con il non profit è la naturale evolu – zione della volontà di costruire un futuro più responsabile in maniera concreta e creare un impatto positivo sulla società. Essere partner del non profit è fondamentale non solo per orientare le scelte di solidarietà ma soprattutto per la credibilità stessa del percorso e per il coinvolgimento delle persone interne dell’azienda che diventano così una risorsa fondamentale per il supporto del Terzo settore».
Ci racconta un progetto da voi messo in campo in questo ambito?
«WeDo è l’impegno concreto di Sisal per sostenere la comunità coinvolgendo i propri dipendenti: un programma di Community engagement per creare un impatto positivo sulla comunità attraverso il volontariato dei dipendenti e la creazione di un network solidale. Una piattaforma aziendale dedicata consente infatti a tutti i dipendenti di aderire in prima persona al programma e offrire un aiuto concreto a chi ne ha bisogno».
Quali sono i risultati finora ottenuti e quali i progetti per il futuro immediato.
«Oggi WeDo è un articolato programma di incontro tra organizzazioni non profit e dipendenti di Sisal, che nel portale dedicato possono entrare in contatto per organizzare iniziative di volontariato – individuale, di gruppo o in remoto – e di solidarietà sociale. Nel secondo semestre del 2022 sono stati oltre 230 i dipendenti che hanno partecipato ad almeno un’iniziativa di volontariato, lavorando su progetti concreti a supporto delle circa 25 organizzazioni non profit che fanno parte del network di WeDo».
(Per maggiori informazioni e il programma del Festival del Fundraising 2023, vedi il sito www.festivaldelfundraising.it)
a cura di Andrea Lisi
(da CSRoggi Magazine – Anno 8 – n.2 – Aprile/Maggio 2023; pag. 38)